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| UN VULCANO DI FANGO SUL FONDALE DELLO JONIO (FONTE CNR.IT) |
GOLFO DI TARANTO – Una scossa
di terremoto al giorno leva le trivelle per la ricerca e l’estrazione di
idrocarburi di torno? La domanda è legittima in considerazione della quasi
quotidiana segnalazione da parte dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia
di scosse, anche di magnitudo importanti, l’ultima il 6 marzo scorso di Mw 4.
con epicentro sulla costa jonica cosentina ma avvertita anche nei comuni rivieraschi
non solo della Calabria ma anche di Basilicata e Puglia. Rilevamenti che testimonia
come lo Ionio sia un mare di grande interesse per la sismologia mondiale a
causa della complessità tettonica che lo caratterizza. Ricordiamo che il Cnr ha
identificato, a conclusione della campagna oceanografica “Sirene” (Serpentinite/mud
diapIRs along ExtensioNal faults in the Ionian sEa) condotta sulla nave
oceanografica “Gaia Blu”, un campo di rilievi sottomarini allineati lungo
profonde spaccature del fondale dello Ionio meridionale, dove un sistema di
faglie sta progressivamente allontanando la Calabria dalla Sicilia. Scoperti
anche vulcani di fango nelle profondità. Alcuni, secondo quanto riportato da
cnr.it, hanno forma perfettamente conica, altri hanno forme sub-circolari ma
molto corrugate e allungate nella direzione delle faglie, e sono spesso
associati a frane sottomarine. Scoperte che, per le associazioni ambientaliste,
dovrebbero assolutamente far considerare il Golfo di Taranto off limits per le
trivelle pur in un periodo di grande necessità di gas e petrolio.
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| VULCANO CHE ERUTTA FANGO (FONTE CNR.IT) |
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| L'AREA DI ESPLORAZIONE DELLA CAMPAGNA SIRENE (FONTE CNR) |
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| LA SCOSSA DI MAGNITUDO 4 DEL 6 MARZO SCORSO (FONTE INGV) |
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| GAIA BLU |
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