“Per contenere gli effetti di questa crisi che sta colpendo tutti i settori produttivi, è necessario un piano europeo di sostegno alle imprese che possa garantire la produzione alimentare rispetto all’aumento spropositato dei costi, tra gasolio e fertilizzanti”. E’ l’appello lanciato da Coldiretti in occasione della mobilitazione al Palaercole di Policoro con tremila soci agricoltori, assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e ai presidenti di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani, e di Coldiretti Calabria, Franco Aceto oltre al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. “La congiuntura internazionale penalizza in modo particolare l'agricoltura – ha spiegato il presidente di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani - qui da Policoro ribadiamo le difficoltà del settore, ma presentiamo anche una serie di soluzioni e proposte emerse dalla campagna 'insieme per l'ascolto' che abbiamo portato avanti in tutti i territori. Abbiamo pensato a interventi per la sburocratizzazione e la velocizzazione delle procedure per l'utilizzo dei fondi comunitari, e in questa congiuntura sulla rimodulazione degli stessi. Ormai è chiaro che non possiamo operare su piani e programmi pregressi perchè ormai i cambiamenti sia geopolitici che climatici in atto impongono riflessioni ad horas”.
Ed il presidente nazionale Prandini ha aggiunto: “Mai come in questo momento storico il Governo italiano deve impegnarsi in un'interlocuzione forte con le istituzioni europee, spingendo per politiche realmente comunitarie e uniformi tra tutti gli Stati membri. È impensabile che un singolo Paese possa affrontare da solo una crisi di questa portata. L'aumento del costo della vita avrà un impatto significativo e riguarda direttamente anche il comparto agricolo e agroalimentare. Stiamo registrando rincari che non si erano mai visti neppure all'inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, con aumenti oltre il 100% per prodotti come gasolio e fertilizzanti. Ma il vero rischio, nelle prossime settimane, sarà la disponibilità stessa di questi prodotti. L'Europa deve assumere un ruolo centrale, superando approcci ideologici che negli ultimi anni hanno portato alla delocalizzazione di interi settori produttivi”
Molto attese, ovviamente, le dichirazioni rilasciate ai giornalisti dal ministro Lollobrigida.
“Il Governo Meloni è quello che più ha investito nella storia della Repubblica sul settore primario e in tutte le fasi, anche quelle emergenziali, come quelle attuali, siamo intervenuti con provvedimenti ad hoc. L’intervento sul credito d’imposta per gli agricoltori fa da calmiere al prezzo del carburante agricolo. Siamo la nazione che sul carburante agricolo investe di più: quasi un miliardo e 600 milioni vengono dedicati alla possibilità degli agricoltori di avere carburante agevolato per produrre. Poi c’è un ruolo, invece, che l’Italia sta interpretando in Europa, spiegando all’Unione Europea che bisogna cambiare passo, che i nostri competitori internazionali viaggiano più velocemente di noi e intervengono più rapidamente per affrontare e risolvere i problemi. Oggi c’è un costo dei fertilizzanti che sta schizzando alle stelle e un’Europa che invece ancora immagina di tassare prodotti che non abbiamo in Italia e che dobbiamo importare: è una scelta illogica che stiamo contrastando. Abbiamo lavorato in Europa per riportare a casa i fondi della Politica Agricola Comune che erano stati tagliati a luglio di quest’anno del 22%. È la prima volta nella storia che si riesce a ottenere più fondi del settennato precedente”. E sul piano infrastrutturale: “L’Epli, un vero e proprio carrozzone che per anni è stato oggetto di scandali, arresti e ruberie è stato trasformato in Acque del Sud. Oggi è diventato una risorsa e un punto di riferimento della corretta gestione delle acque nel Sud Italia e, devo dire, non solo nel Sud Italia; il presidente di Acque del Sud è stato eletto a rappresentare tutti i soggetti di gestione delle acque proprio perché ha dimostrato capacità. Immaginate quello che era tre anni fa e guardate quello che è oggi. Così va curato il territorio rispetto alla produzione energetica: bisogna evitare la speculazione sull’energia che spesso, in termini incentivati, ha violato i nostri territori trasformando terreni agricoli in siti di produzione energetica in contrasto con la tutela del paesaggio e dell’ambiente. Qui in Basilicata devo dire che purtroppo l’impatto troppe volte è stato eccessivo”.




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