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martedì 20 novembre 2018

PERSONAGGI. MARIO CAPANNA A POLICORO A 50 ANNI DAL '68: “LA FELICITA' SI PUO' CERCARE STANDO BENE CON GLI ALTRI. IL NOI PREVALGA SULL'IO”. ED ANCORA: “MI SONO INNAMORATO DELLA BASILICATA. TORNERO' QUESTA ESTATE”


DA SX: GIOVANNA TARANTINO, PAOLO PAGANI, MARIO CAPANNA, PINO SURIANO
MARIO CAPANNA AL "FERMI"

LA GAZZETTA DEL MNEZZOGIORNO 20.11.18

POLICORO - “Il '68 ha dimostrato che cambiare il mondo è possibile. Bisogna riprendere quel percorso rimasto interrotto per fare di più e meglio di quello che non fu fatto allora”. Lo ha detto Mario Capanna, il leader di quel periodo storico indimenticabile, intervenendo all'Istituto di istruzione superiore (Iis) “Fermi” all'incontro su “Il desiderio ed il '68”. Si è trattato del primo convegno per il Sud Italia del concorso nazionale dedicato agli studenti di filosofia, Romanae Disputationes. Con il leader della contestazione giovanile dell'epoca è anche intervenuto Paolo Pagani, professore di Filosofia morale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha osservato il ‘68 da un punto di vista filosofico. Allincontro, moderato dal docente Pino Suriano, hanno anche preso parte Giovanna Tarantino, dirigente scolastico del “Fermi”, e Rosaria Cancellere, dell’Ambito scolastico di Matera e provincia. A seguire il convegno, oltre a studenti, docenti e cittadini presenti nell'Istituto policorese, c'erano, in diretta streaming, anche quelli di Cosenza, Gioia del Colle, Brescia, Modena, Cantù, Roma, Marsico Nuovo, Reggio Emilia, Potenza, Arezzo, Ferrara, Como, Torino, Rovigo, Bari, Bologna, Matera, Lecce, Taranto, Viggiano. Ma torniamo a Capanna che in primis ha spiegato cosa è rimasto del '68: “Sono rimasti una serie di insegnamenti vitali ed utili per oggi e domani. Frazioni ampie dell'umanità costruirono il cambiamento e lo toccarono per mano. Che fosse possibile l'avevano detto Aristotele, Gesù, i filosofi utopisti, Marx, Engels. La novità è che l'umanità lo sperimentò. Cosa è rimasto di concreto? L'elenco sarebbe sterminato. Ma ecco lo Statuto dei diritti dei lavoratori, la più grande riforma sociale del Paese. Il Diritto di famiglia con la parità effettiva uomo-donna. Il Sistema sanitario nazionale, pur con le sue disfunzioni ed i suoi ticket. E potremmo continuare”. Poi, sul tema dell'incontro: “Un tema bellissimo. Qui non siamo per un inutile amarcord ma per analizzare il rapporto tra ieri ed oggi. Ieri i desideri erano rinnovare il mondo, libertà, giustizia, no alla guerra, uguaglianza. Oggi abbiamo passioni tristi: il giubbotto nuovo, la gonna firmata, l'iphone ultimo tipo. Il '68 ha dimostrato che è possibile nutrire desideri più alti. Alziamoci tutti in piedi. Desideriamo la felicità. Quando si ha un buon rapporto con se stessi si è felici. Ma dato che non viviamo isolati dobbiamo avere anche un buon rapporto con gli altri. L'idea del noi deve superare quella dell'io”. Infine, il rapporto di Capanna con la Basilicata nel '68 ed oggi: “Ho conosciuto tanti studenti fuori sede a Milano in quegli anni. Ricordo le loro facce ed il loro orgoglio di appartenere ad una realtà molto simile alla mia, l'Umbria, con scarsa densità demografica, grandissime bellezze naturali e tradizioni storiche e culturali. Ed ho scoperto la vostra regione per una breve vacanza a Nova Siri. Me ne sono così innamorato che ci tornerò anche nella prossima estate”.

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