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sabato 28 marzo 2026

ACQUE LUCANE. LA CIA DI CASTELLANETA (TA): “NON PIU’ IN MARE LA RISORSA IDRICA DELLA DIGA DI SAN GIULIANO MA NEI CANALI VERSO LA PROVINCIA DI TARANTO”. ATTESA PER IL RIALZO DELLA CAPACITÀ DELL’INVASO DA 53 MILIONI DI METRI CUBI A 94

 

La Cia di Castellaneta ha postato sulla sua pagina Facebook pochi minuti fa un testo, corredato da un video, in cui annuncia: “B𝗨𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗢𝗧𝗜𝗭𝗜𝗘 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗚𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗔𝗡 𝗚𝗜𝗨𝗟𝗜𝗔𝗡𝗢! Le proposte formulate nei giorni scorsi da CIA Due Mari, grazie all’azione congiunta tra Cia Puglia e Cia Basilicata, sono state rese operative dal consorzio di bonifica di Basilicata su richiesta del consorzio Centro Sud Puglia.

Un’azione sinergica che ha portato ad avviare il 𝗿𝗶𝗲𝗺𝗽𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗕𝗮𝗰𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝗿𝗶𝗳𝗮𝗹𝗰𝗼, 𝗶𝗻 𝗮𝗴𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝗻𝗼𝘀𝗮, 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗮𝗱𝗱𝘂𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲.

Attualmente l’acqua proveniente dalla diga di San Giuliano che veniva sversata in mare, è stata veicolata tramite i canali verso la provincia di Taranto.

𝗜𝗹 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝗹𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗮𝗻𝗲 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮𝗰𝗾𝘂𝗮 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗵𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝗻𝗼𝘀𝗮, nelle prossime ore, raggiungerà l’agro di Castellaneta e nei prossimi giorni il territorio di Palagianello”. Sempre in merito alla diga in agro di Miglionico (MT) ieri, con una lettera a firma congiunta, indirizzata al prefetto di Matera e all’ufficio di Protezione civile della Regione Basilicata, CIA Puglia e CIA Basilicata, avevano ufficialmente chiesto di rivisitare con estrema urgenza i limiti di invasamento della diga di San Giuliano, situata in agro di Miglionico. I presidenti delle due delegazioni, Gennaro Sicolo per CIA Puglia e Giambattista Lorusso per CIA Basilicata, avevano evidenziato come “la struttura sia soggetta da oltre un decennio a un regime limitato che ne ha ridotto la capacità operativa a soli 53 milioni di metri cubi rispetto a un potenziale di 94 milioni, una restrizione scaturita in seguito agli eventi calamitosi avvenuti dopo il 2011.

A causa delle abbondanti piogge registrate negli ultimi mesi, l’invaso ha raggiunto il livello massimo autorizzato e questo ha impedito di trattenere ulteriori e importanti volumi di risorsa idrica che sono purtroppo defluiti verso il mare.

Di fronte alla crescente ricorrenza di fenomeni meteo avversi legati ai cambiamenti climatici, l’organizzazione ha ritenuto opportuno richiedere alle autorità un intervento tempestivo per rivisitare al rialzo le attuali limitazioni.

La richiesta ha puntato ad attivare, attraverso studi idraulici e valutazioni tecniche, le procedure necessarie per aumentare la capacità di accumulo della diga, così da poter gestire e soddisfare adeguatamente i bisogni idrici dei territori asserviti”. 




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