Anna Occhionero aveva 63 anni quando, il 17 maggio del 2021, morì dopo aver contratto il coronavirus. Insegnava in una scuola elementare di Lavello. Cinque anni dopo, il giudice del lavoro del Tribunale di Potenza riconosce che quel contagio è avvenuto in aula e condanna l'Inail al pagamento di una rendita vitalizia in favore del coniuge. La notizia è stata diffusa da Rainews.it. "La decisione è di grande rilievo - spiega l'avvocato Gustavo Di Ciommo, che ha difeso il marito della donna - perché conferma, anche per il personale scolastico, l’applicazione dei criteri Inail in tema di contagio da Covid-19". Il caso è arrivato davanti al tribunale del lavoro dopo che il ricorso amministrativo era stato respinto. L'Inail può ricorrere in appello.
Il giudice si è basato sulla consulenza tecnica d'ufficio. "E' semplicemente presumibile - si legge nella sentenza - che la signora abbia contratto l'infezione in ambiente lavorativo non essendo possibile esprimere criteri di certezza". In sostanza è stato definito un criterio di presunzione che ha permesso di superare la prova fondata sulla certezza alla luce del contesto in cui il personale scolastico operava, con un livello di rischio di contagio superiore a quello di altre categorie ma simile agli operatori sanitari.
In giudizio sono stati forniti indizi gravi, precisi e concordanti. In quelle settimane, a Lavello, il virus era diffuso al punto che il sindaco ordinò la chiusura di tutte le scuole per circa un mese. "In alcuni casi - scrive il giudice - gli alunni continuavano a frequentare le lezioni pur in presenza di contagi accertati in famiglia".
“La sentenza - conclude Di Ciommo - rende giustizia al sacrificio di una docente che la comunità ancora ricorda”.


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