POLICORO (MT) – Situazione politica in movimento nel Comune Jonico. Qui vi diamo un intervento molto polemico del consigliere di opposizione Gianluca Marrese sulla politica di gestione del litorale e la replica del sindaco enrico Bianco e dell’assessore Massimiliano Padula alla richiesta delle minoranze (unite) di un incontro pubblico sul Piano del Traffico. Buona lettura.
GIANLUCA MARRESE
ADDIO SPIAGGE LIBERE A POLICORO
Negli ultimi giorni ho appreso che a Policoro verranno realizzati due nuovi lidi: uno in titolarità alla Guardia di Finanza, l’altro richiesto direttamente dal Comune e destinato alle persone con disabilità. La richiesta si basa sull’ex art. 38 del Codice della Navigazione e su una legge regionale del 2015 successivamente modificata. Ne prendo atto, ma sento il dovere di informare la comunità su cosa questo comporta: la riduzione delle aree di spiaggia libera.
I due lidi verranno collocati uno tra il Lido Heraclea ed il Lido la Stiva e l’altro sull’altro versante tra il Lido La Duna e La Capannina.
È un dato di fatto che le spiagge libere per chi non può permettersi un abbonamento stagionale si sono ridotte al minimo. E ricordiamo che il lungomare di Policoro è l’unica zona servita dal trasporto pubblico. Limitare ulteriormente lo spazio libero significa impedire a chi ha problemi di mobilità e a chi ha difficoltà economiche di godersi il mare.
Contesto con forza questa scelta. È miope. I nuovi lidi si potevano collocare altrove, come fu fatto anni fa per il lido dei Carabinieri. Ridurre la spiaggia libera per la gente comune per far spazio ad altre due strutture a pagamento è un errore grave. Su una decisione così impattante era necessario un confronto in Consiglio e con la città. Invece vedo un’Amministrazione che procede in sordina, evitando il dibattito pubblico.
Premetto che sul lido per i disabili non sono d’accordo minimamente perché io sono per l’inclusione, quella vera e non per la ghettizzazione della disabilità, ma di questo ne parleremo nei prossimi giorni.
Policoro merita trasparenza e scelte condivise, non decisioni prese alle spalle dei cittadini.
PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO (PGTU), IL SINDACO ENRICO BIANCO E L’ASSESSORE MASSIMILIANO PADULA CHIARISCONO IL SENSO DELL’ATTUALE FASE DI ASCOLTO, DOPO LA RICHIESTA DI INCONTRO PUBBLICO DELLA MINORANZA
L’attuale fase di osservazioni al Piano generale del traffico urbano (Pgtu) di Policoro, è finalizzata a definire il quadro generale del nuovo impianto normativo, quindi ancora molto tecnica per quanto aperta a tutti. Con un secondo step, si passerà certamente al dibattito pubblico per la definizione dei dettagli (sensi unici, aree sosta ecc.). A chiarirlo è il sindaco, Enrico Bianco, con l’assessore alla Mobilità e Trasporti, Massimiliano Padula, dopo aver ricevuto la richiesta di un incontro pubblico dai consiglieri di minoranza. «E’ chiaro che ci sarà un incontro pubblico -spiega il sindaco - ma non in questa fase ancora preliminare e tecnica, in cui si sta definendo l’impostazione generale del Pgtu. In altri termini, siamo ancora nell’ambito della programmazione e pianificazione, esattamente come avviene per il Regolamento urbanistico; poi si passerà alle misure più dettagliate, che saranno frutto di scelte adeguatamente comunicate e possibilmente condivise con i cittadini». L’assessore Padula spiega come funzionerà l’approccio con i cittadini: «Il Pgtu è stato redatto dal professor Stefano Ciurnelli, uno dei massimi esperti nazionali di pianificazione nella mobilità urbana -dichiara Padula- quindi impostato in base alle esigenze che una città come Policoro può avere, tenendo conto della sua articolazione urbanistica e della viabilità interna al perimetro cittadino. Su questo impianto oggi si possono concentrare le prime osservazioni tecniche, sempre di carattere generale. Poi si scenderà nel dettaglio delle varie soluzioni, da adottare per il bene di tutti -rimarca Padula- quindi i cittadini saranno adeguatamente informati e potranno dire la loro con suggerimenti e correttivi, tenendo presente in linea di massima che il Pgtu ha una validità di tre anni, quindi potrà essere oggetto di ulteriori revisioni e cambiamenti».


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