SANITA’ TERRITORIALE. CONFERENZA STAMPA PRESIDENTE BARDI ED ASSESSORE LATRONICO (FONTE AGR - AGENZIA STAMPA DELLA GIUNTA REGIONALE)
Una sanità che non aspetta il
cittadino in corsia, ma gli va incontro sul territorio, mettendo in sicurezza i
servizi essenziali e i finanziamenti del PNRR. Con questo spirito il Presidente
della Regione, Vito Bardi, ha illustrato stamane a Potenza la nuova
architettura della medicina territoriale, sottolineando come l’attivazione di
Case della Comunità e Centrali Operative non rappresenti un ridimensionamento,
ma una riqualificazione necessaria per garantire cure più capillari e moderne
in ogni angolo della regione. All’incontro con i giornalisti hanno partecipato
l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, il direttore generale del
dipartimento Sanità, Domenico Tripaldi, e i direttori generali di Asp e Asm,
Giuseppe De Filippis e Maurizio Friolo, per fare il punto su una riforma che
entrerà nella sua fase operativa cruciale proprio negli ultimi giorni di
maggio. Ecco il resoconto della conferenza dell’AGR (Agenzia stampa della
Giunta Regionale).
“Voglio rassicurare i lucani: non è la fine ma è l’inizio di un percorso che
avrà degli aggiustamenti di volta in volta”, ha esordito il Presidente Bardi.
Il governatore ha smentito categoricamente le ipotesi di ridimensionamento dei
servizi d’emergenza: “Le guardie mediche continuano a essere garantite nella
loro attuale distribuzione territoriale mentre si lavora per costruire un
modello più avanzato”.
Bardi ha spiegato che la Basilicata si sta adeguando a scadenze nazionali che
vedono nel 31 maggio la data cruciale per il controllo degli obiettivi: “Non
adeguarci significherebbe esporre la Regione a rilievi ministeriali e al
rischio concreto di perdere finanziamenti strategici. Stiamo mettendo in
sicurezza il nostro sistema sanitario dentro vincoli e regole precise”. Il
Presidente ha poi riconosciuto le difficoltà legate alla carenza di personale,
annunciando nuovi bandi di reclutamento e un forte investimento sulla
telemedicina. “Chiedo ai sindaci di essere vicini alla Regione: se siamo uniti
potremo ottenere dei risultati”, ha concluso.
L’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, ha rimarcato che il piano nasce
dall’esigenza post-Covid di ripensare la medicina di prossimità: “Noi non
desertifichiamo, ma riqualifichiamo, non indeboliamo ma fortifichiamo”. Il
nuovo modello prevede l’attivazione di 19 Case della Comunità, articolate in
strutture “hub” e “spoke”, dove opereranno in modo integrato medici di
famiglia, pediatri, infermieri di famiglia e comunità ed altri specialisti per
realizzare l’integrazione sanitaria e sociale.
“L’obiettivo finale è dare risposte sanitarie più veloci e permettere agli
ospedali di concentrarsi sulle acuzie”, ha evidenziato l’assessore, ricordando
l’investimento sul personale: negli ultimi anni sono state reclutate quasi 800
unità, a cui si aggiungerà la formazione di 500 nuovi infermieri di famiglia e
comunità e l’assunzione di 263 unità. Novità importanti anche per la continuità
assistenziale con il ruolo unico della medicina generale che dovrebbe favorire
la stabilizzazione dei medici di una parte dei medici di guardia medica.
LE AZIENDE SANITARIE: TEMPI E
MODELLI OPERATIVI PER POTENZA E MATERA
Per le aziende sanitarie locali sono intervenuti i massimi dirigenti,
delineando la tabella di marcia per il raggiungimento dei target ministeriali:
ASP POTENZA – Il Direttore Generale Giuseppe De Filippis ha confermato che non
ci sarà alcuna chiusura di presidi, ma una riorganizzazione per far sì che la
gran parte delle cure non urgenti avvenga nel comune di residenza.
L’infrastruttura conta 4 Centrali Operative Territoriali (COT) già attive, 13
Case della Comunità e 3 Ospedali di Comunità. Il cronoprogramma prevede l’avvio
scaglionato dei distretti dal 25 maggio, con il debutto del Numero Unico 116-117
in concomitanza con l’attivazione delle singole Case della Comunità.
ASM MATERA – Il Direttore Generale Maurizio Friolo ha presentato un modello
centrato sulla “medicina d’iniziativa”. La rete materana vedrà 3 Case della
Comunità “Hub” con continuità H24 (Irsina, Montalbano Jonico, Montescaglioso) e
3 “Spoke” (Ferrandina, Garaguso, Tursi). Il sistema sarà supportato dalle COT
di Matera e Policoro e dagli Ospedali di Comunità di Tinchi e Stigliano. “La
programmazione in rete è l’unica via per ottimizzare le risorse e far sì che
nessun territorio resti indietro”, ha concluso Friolo.
SANITÀ, BASILICATA. LACORAZZA: LA CAPORETTO DI BARDI E LATRONICO? (FONTE CONSIGLIO INFORMA – AGENZIA DI STAMPA DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA BASILICATA)
Il Capogruppo PD: confronto del tutto tardivo ed insufficiente. Ci si assuma la responsabilità di questo fallimento annunciato. Ora si cambi il paradigma e lo spartito della proposta di Psr.
"A volte si ha l’impressione che le questioni non siano molto chiare. Da sette anni governa il Presidente Bardi e la destra. E i conti e i numeri in questi anni sono peggiorati: 60.000 lucani che rinunciano alle cure; 130 milioni di euro che la Regione paga per far curare i lucani fuori; 50 milioni di euro di deficit medio del sistema sanitario nell’ultimo triennio ripianati in parte con 100 milioni di euro delle cosiddette 'compensazioni ambientali' sottratte a politiche per le imprese e per il lavoro". Lo dichiara Piero Lacorazza, Capogruppo del PD in Consiglio regionale, che prosegue:
"Dopo 7 anni di governo della destra arriva una Piano Sanitario che come risulta evidente non affronta i nodi di una pianificazione che nel corso di questi anni ha visto una sbagliata gestione del DM 77/2022 (in particolare medicina del territorio e continuità assistenziale)".
"Siamo - evidenzia Lacorazza - al limite della scadenza dei target PNRR con verifica ispettive che ci saranno nei prossimi giorni e una corsa frenetica che sta determinando un’ 'ammuina' generale. Si accende la luce, si spera, per 17 Case Comunità su 19, spostando, temporaneamente anche due hub da Potenza e Lagonegro. I target raggiunti, in alcuni casi, sono muri, senza o con limitati servizi, qualche stanza aperta e lotti funzionali chiesti di allestire alle imprese in fretta e in furia. Case ed ospedali di comunità dovevano essere pronti da tempo per meglio gestire la transizione anche alla verifica ispettiva che auspichiamo sia superata sul piano tecnico poiché sarebbe un grave danno per tutti. La questione è chiara: conti saltati, programmazione sbagliata e PNRR gestito male”.
“E poi il confronto - sottolinea l'esponente del PD - del tutto tardivo ed insufficiente se si pensa che la delibera di Giunta n.600, annunciata come riforma della medicina territoriale, è di ottobre 2024, di circa 20 mesi fa; non vi è stato prima un confronto e neanche in questo lungo tempo trascorso lasciando che tutto arrivasse a ridosso delle scadenze".
"Sono agli atti del Consiglio le numerose di richieste di discutere per tempo, ma la porta ci è stata chiusa in faccia. Quali appelli alla responsabilità o al lavoro comune possono fare Il Presidente Bardi e l’assessore Latronico? Anche se si tratta di una evidente ‘Caporetto’ della politica, del governo della Regione, c’è la resistenza del Piave, e sulla quale porre le basi del rilancio: il responsabile e determinato ruolo degli amministratori locali e dei sindacati ma soprattutto del personale al quale va il nostro grazie perché provano, anche con qualità, a tenere in piedi il sistema sanitario, di cui dobbiamo continuare ad avere fiducia. Ci si assuma la responsabilità di questo fallimento annunciato e se si vuole rimettere il treno sul binario, tale da dare un contributo nella legittima dialettica maggioranza e opposizione - conclude Lacorazza - si cambi il paradigma e lo spartito della proposta di Piano Sanitario Regionale".





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