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lunedì 15 ottobre 2018

POLICORO. GLI ONORI MILITARI A NICOLA LILLO, L'ULTIMO SOLDATO DELLA DIVISIONE SFORZESCA TRUCIDATA IN RUSSIA NEL 1942

IL NONNO-SOLDATO NICOLA LILLO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 10.10.18

POLICOROOnori militari per Nicola Lillo, l'ultimo soldato che era rimasto in vita tra quelli della Divisione Sforzesca, trucidata nella Seconda guerra mondiale in Russia. La Patria, al di là della retorica e condannando tutte le guerre, non ha dimenticato il suo figlio tra i pochi salvatosi dalla morte a Cerkovo, al confine tra Russia ed Ucraina. Un picchetto di soldati della Divisione fanteria di Potenza, guidati dal maggiore Francesco Giampà, ha salutato il feretro all'arrivo davanti alla chiesa madre. La bara di Lillo, poi, deceduto al 96 anni, è stata avvolta nella bandiera tricolore. Ed un militare, nel corso della messa officiata da don Antonio Mauri, ha letto La preghiera del soldato. Presente anche il Comune con il consigliere Benedetto Gallitelli. La commozione è stata palpabile con i parenti in lacrime. Ed Enia Accettura, ricercatrice sulla campagna di Russia tanto da formare un gruppo su Facebook, “Armir (Armata italiana in Russia, ndr) il ritorno dall'oblio”, ha raccontato la storia di Zio Nicola. “Egli era – ha detto in una chiesa gremita - l'ultimo reduce della più grande tragedia del '900, la Campagna di Russia. Parti' da Novara il 26 luglio del 1942 e fu mandato sul fronte del Don. Il 23 dicembre dello stesso anno fu colpito da una raffica di mitra ad un braccio. Fu soccorso da 2 barellieri ma mentre rientravano al campo saltarono su una mina. Tutto intorno era un inferno di fuoco e sangue. Nicola si ritrovò in quell'incubo. Credeva di dover morire, ma la pioggia, la disperazione, il sangue caldo che sgorgava dalle sue ferite, gli fecero capire che era ancora vivo. Fu allora che vide la Madonna di Anglona tendergli la mano. Fu accompagnato nelle retrovie e soccorso. Dopo qualche giorno rientrò in Italia. L'Armir era composta da 229mila soldati. Molti morirono in battaglia, altri rimasero congelati nella ritirata, altri morirono nei lager di Stalin. Zio Nicola ricordava la fame, costretti a mangiare topi. E quel freddo a 40 gradi sotto lo zero non lo ha mai dimenticato. Come non ha mai dimenticato il suo amico Nicola Tarantino, di Rotondella. Tarantino l'ho ritrovato, morto, a Suzdal, regione di Vladimir, in un campo di concentramento. Lillo chiese molte volte a Dio perchè lui si fosse stato salvato. Si sentì in colpa per aver lasciato molti amici lì, in quella valle maledetta, ma ringraziò sempre la Madonna di Anglona per avergli teso la mano nel momento più disperato della sua vita”.

L'ADDIO AL SOLDATO
LA FIGLIA ANGELA: “LO STATO NON HA DIMENTICATO IL SCRIFICO DI MIO PADRE”

POLICORO - “E' stata una cosa inaspettata la presenza dello Stato ai funerali di mio padre. Quel picchetto, quella bandiera tricolore sulla bara, la lettura della Preghiera del soldato, ci hanno commossi”. Come ha commosso la città jonica la storia di Nicola Lillo, morto a 96 anni dopo la sua vita da agricoltore diretto vissuta nel ricordo di quanto gli era accaduto in Russia. “Raccontava a tutti quel che aveva subito in guerra – ha detto Angela -. Ricordava tutto, persino l'orario della partenza. Era lucido. E non si commuoveva. Lui solo rimasto vivo tra tanti morti”. Ed il nipote più grande in età che porta il suo nome e cognome ha aggiunto: “Si commosse solo quando mi raccontò dell'abbraccio con la madre al suo ritorno dal fronte”.

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