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giovedì 6 novembre 2025

CRONACA GIUDIZIARIA. ANCORA IL CASO DEI FIDANZATINI DI POLICORO. L’AVVOCATO FIUMEFREDDO, A NOME DI OLIMPIA FUINA, INSISTE: “NELL’ESAME TAC DELLA SECONDA RIESUMAZIONE SI DESCRIVONO DUE PICCOLE FORMAZIONI A DENSITÀ METALLICA NEI CORPI DEI DUE RAGAZZI. E NELLA RELAZIONE SI DENUNCIA LA MANCANZA DEGLI ORGANI DEL COLLO E DI QUELLI ENDOTORACICI, ENDOADDOMINALI E PELVICI. CHIEDIAMO ALLA PROCURA GENERALE DI POTENZA UNA REVISIONE MULTIDISCIPLINARE DA AFFIDARE AD UN COLLEGIO, PREFERIBILMENTE MILITARE”

 

Tiene ancora banco il caso dei fidanzatini di Policoro (MT), Luca Orioli e Marirosa Andreotta, trovati senza vita Il 23 marzo 1988 nella casa della ragazza. L’avvocato Antonio Fiumefreddo, a nome di Olimpia Fuina, la madre di Luca, ha inviato in data odierna un ulteriore seguito alla istanza di avocazione depositata in data 1 settembre 2025 presso la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di
Potenza. 
Nel testo il legale ha segnalato come “dalla relazione medico-legale depositata agli atti del procedimento nell’ambito del quale fu disposta la seconda riesumazione dei corpi dei due ragazzi, si osserva come a seguito dell’esame TAC, in sede di lettura dei dati relativi al corpo di Luca Orioli e a quello di Marirosa Andreotta veniva descritta in entrambi la presenza di piccola formazione a densità metallica.
Tale descrizione evidenziava la presenza, nel corso delle indagini autoptiche, di una formazione ad elevata densità radiologica, compatibile con un corpo estraneo metallico.
In ambito radiologico e medico–legale, l’espressione “a densità metallica” indica, con pressoché certezza, un materiale di natura ferrosa, rameica o piombacea, la cui origine può ricondursi alla presenza di proiettili, di frammenti di proiettile da arma da fuoco o da esplosione ovvero a scheggia metallica di altra natura traumatica (ad es.: esplosiva o contusiva).
È, dunque, di particolare rilievo che tale reperto venga processato alla luce della tecnologia più avanzata, sottoponendolo ad analisi balistica o metallografica quei corpi estranei”.
Lo stesso avvocato Fiumefreddo, inoltre, ha evidenziato “come in altra parte della relazione, si legga della “mancanza di tutti gli organi del collo (osso ioide, laringe, trachea) e degli organi endotoracici, endoaddominali e pelvici”. Ed un’altra segnalazione peritale rilevava “l’assenza di un corpo vertebrale (D11 per Orioli e L3 per Andreotta)”. Per il legale “la mancanza sistematica di distretti corporei chiave (collo, torace, addome, encefalo) integra un’ipotesi di indagine carente e potenzialmente compromessa. Tali omissioni incidono direttamente sulla certezza della diagnosi tanatologica e i rimedi che appresso indichiamo costituiscono nuovo elemento di prova, idoneo a giustificare la riapertura delle indagini”.
Da qui l’elencazione di tutta una nuova serie di studi, esami, ricerche, indagini e analisi, anche strumentali. 
Così, in conclusione, l’avvocato Fiumefreddo: “La moderna metodologia forense impone oggi una revisione multidisciplinare che si chiede quindi di volere affidare ad un Collegio, preferibilmente militare, composto dai seguenti specialisti: medico legale, tossicologo, genetista forense, balistico, antropologo, informatico forense.
Questo Collegio potrà riesaminare i corpi dei due ragazzi in ossequio agli standard ISO 18385:2016 (prevenzione contaminazione DNA forense) e alle Linee guida SIMLA 2022. Tali attività appaiono indispensabili per garantire l’effettività della ricerca della verità nel procedimento relativo al decesso di Luca Orioli, anche in coerenza con gli obblighi di indagine derivanti dagli artt. 2 e 3 CEDU, come interpretati dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Si confida nell’accoglimento della presente istanza”.

ANTONIO FIUMEFREDDO

OLIMPIA FUINA

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