FONTE IL QUOTIDIANODELSUD.IT
SISTEMA SCANZANO, CHIUSI I CONTI CON IL CLAN SCHETTINO
DI LEO AMATO
VENTISEI imputati per
quarantasei capi d’imputazione.
Sono questi i numeri dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di
Potenza sul “sistema” di Scanzano Jonico per cui il 25 novembre si aprirà
l’udienza preliminare.
SISTEMA SCANZANO, UDIENZA IL 25 NOVEMBRE
Di fronte al gup Salvatore Pignata dovranno comparire, tra gli altri, Sonia e Antonietta Schettino, figlia e sorella dell’«ex boss» degli scanzanesi Gerardo Schettino, di recente assolto in via definitiva dall’accusa di mafia, ma condannato a 15 anni di reclusione per droga, estorsione e il tentato omicidio di Rocco Russo, considerato il capo di un gruppo rivale di spacciatori di base a Tursi.
CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER FIGLIA E SORELLA DI GERARDO SCHETTINO
Per loro e altre tre persone il procuratore reggente Maurizio Cardea ha recuperato l’imputazione per mafia. A fronte delle assoluzioni, infatti, resta in piedi la condanna dell’unico collaboratore di giustizia del gruppo, Mateusz Jakub Wilk. In astratto, quindi, non è escluso che il Tribunale di Matera possa ricredersi sull’esistenza di un vero e proprio clan mafioso degli scanzanesi. Condannando collaboratori e prestanomi del capo, nonostante quest’ultimo e i suoi “colonnelli” l’abbiano fatta franca.
I CAPI DI IMPUTAZIONE
Tra i capi d’imputazione per
cui è stato chiesto il rinvio a giudizio ci sono la quasi totalità degli
episodi raccolti nella relazione che ha portato allo scioglimento del Comune di
Scanzano. A dicembre 2019.
Tra gli imputati, inoltre, compare Sante Pantano, assessore all’ambiente della
giunta dell’epoca, guidata dal sindaco Vincenzo Ripoli (non indagato, ndr). Per
lui l’accusa è di concussione aggravata dall’agevolazione mafiosa per aver
costretto un imprenditore a cedere dei lavori commissionatigli dalla provincia
di Matera. Il tutto a favore di un ex dipendente del Comune, Francesco
Carlomagno, indicato come l’amministratore di fatto della ditta della moglie,
Luciana Campochiaro. Nonché imputato a sua volta per associazione mafiosa e una
serie di altri reati.
LE PARTI OFFESE
Tra le parti offese, invece,
compare Salvatore Iacobelli, sindaco dal 2006 al 2016.
Gli inquirenti, a distanza di 9 anni dalla notte tra il 30 e il 31 ottobre
2016, ritengono di aver individuato in Gerardo Schettino e soci responsabili
dell’incendio dell’auto del primo cittadino. Ma anche della busta di proiettili
inviatagli nel 2006 assieme a una lettera con la scritta: «per lo sgarro fatto
al santo».
SISTEMA SCANZANO, GLI IMPUTATI
Tornando agli imputati, poi,
spiccano l’ex capo e un funzionario dell’ufficio tecnico del Comune di
Scanzano, Rocco Luigi Dichio e Marcello Achille Iannuzziello.
Per loro l’accusa è di estorsione aggravata dalla finalità mafiosa per aver
spinto la ditta che nel 2018 ha avviato la realizzazione di un parco tematico
ad affidare «i lavori edili e di fornitura di stabilizzato» alla ditta del
solito Carlomagno.
Il solo Iannuzziello è accusato, poi, di una serie di falsi commessi per
agevolare le pratiche edilizie della figlia di Schettino.
Diverse le contestazioni al sedicente «ex boss».
LE CONTESTAZIONI A SCHETTINO
Per lui e il figlio Giuseppe
i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio anche in relazione un’estorsione
aggravata alla ditta che si era aggiudicata l’appalto comunale per la raccolta
dei rifiuti. Estorsione che gli avrebbe permesso di incassare l’assunzione del
figlio e «la somma di euro 109mila e 200 euro» per l’affitto di un’area adibita
a deposito, formalmente intestata alla sorella. Il tutto dopo gli spari a un
mezzo lava cassonetti, ai furti e all’incendio di una spazzatrice dal
precedente deposito individuato dalla ditta.
Tra i capi d’imputazione, però, sono numerosi quelli per i danneggiamenti
subiti da imprese, tra il 2010 e il 2021.
GLI ALTRI IMPUTATI: I NOMI
Gli altri imputati, a vario
titolo, sono: Domenico Porcelli, Giuseppe Cirelli, Luca Benedetto, Castolo
Vincenzo Direnzo, Leonardo Aliano, Pasquale Acinapura, Rocco Marraudino, Rocco
Salvatore Famiglietti, Antonio Novario, Giuseppe Carlomagno, Francesco Gaeta,
Antonio Bevilacqua, Rocco Faggiano, Pietro D’Amico, Carlo Fattorini e Giovanni
Giampietro.
Stando a quanto riportato ieri dalla Tgr Basilicata il Comune di Scanzano
Jonico avrebbe deliberato la sua costituzione in giudizio come parte civile.
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| GERARDO SCHETTINO (FOTO ILQUOTIDIANO.IT) |
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| CARABINIERI A SCANZANO JONICO |
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| CARABINIERI A SCANZANO JONICO |
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| GLI ESITI DELL'INCENDIO DELL'AUTO DELL'EX SINDACO IACOBELLIS |


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