“Nova Siri esclusa, insieme ad Aliano, Tursi, San Giorgio Lucano, Craco (e, susegnalazione del vice sindaco Pasquale Dimatteo, anche Rotondella, ndr) per la provincia di Matera, Senise e Sant' Arcangelo per quella di Potenza, dai comuni montani, Il che comporterà ripercussioni economiche. Si fa appello in primis al sindaco Antonello Mele ed all' assessore regionale Cosimo Latronico perché si attivano contro l'esclusione”. Lo ha scritto l’agricoltore Giuseppe Corrado, molto attivo sui social, dopo il Decreto attuativo della Legge 131/2025 sulla promozione delle zone montane. Decreto che ha introdotto una nuova classificazione dei comuni considerati di montagna basata su criteri aggiornati di carattere altimetrico, morfologico e territoriale. Così, anche Tursi ha perso lo status precedente (addirittura era sede di una Comunità montana!) sollevando la protesta del Gruppo consiliare Moviamo Tursi. “Il tema – si legge in un comunicato stampa - merita un approfondimento serio e condiviso. Per questo riteniamo opportuno informare la cittadinanza su quanto sta avvenendo e avviare una riflessione istituzionale sulle possibili iniziative da intraprendere.
Come gruppo consiliare proponiamo l’apertura di un confronto con gli altri comuni del territorio che si trovano nella stessa situazione, al fine di valutare insieme le conseguenze della nuova classificazione e le eventuali azioni da promuovere.
In particolare riteniamo utile promuovere un tavolo istituzionale tra i comuni interessati per elaborare una proposta condivisa da sottoporre alla Regione Basilicata, nell’ambito delle competenze regionali in materia di politiche per le aree interne e per lo sviluppo dei territori con caratteristiche di marginalità territoriale.
L’obiettivo deve essere quello di garantire che territori come quelli di Tursi, Aliano, Craco, Nova Siri, San Giorgio, Sant'Arcangelo e Senise (più Rotondella, ndr) non vengano penalizzati e continuino a poter accedere a strumenti di sostegno e politiche di sviluppo adeguate alle loro specificità territoriali, sociali ed economiche”.
Proteste e proposte sono arrivate, infine, anche da Senise. Il portavoce di Sinistra Italiana, Armando Roseti, ha chiesto che “la Regione Basilicata si attivi con il Governo Meloni al fine di rivedere il provvedimento e i nuovi criteri di individuazione, soprattutto per le aree già economicamente più svantaggiate, le aree interne e che già beneficiano di sistemi di incentivazione per la ripartenza. Le poche rassicurazioni che alcuni esponenti del Governo hanno prodotto tramite comunicati stampa non bastano ad impedire l'agitazione e la preoccupazione dei territori: chiediamo, quindi, che le innumerevoli deroghe, i numerosi benefici e le "particolari" attenzioni ai comuni montani siano garantite senza dubbio interpretativo ai 7 comuni esclusi, chiedendo un passo indietro al Governo sul provvedimento e riaprendo un dialogo serio con le Regioni”. Cosa accadrà?
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