"La Consulta regionale per le garanzie statutarie, in riferimento alla legge regionale 40 del 1980, ha dichiarato percorribile la strada del referendum, nonostante il Consiglio regionale della Basilicata non abbia mai ottemperato a completare le leggi e i regolamenti attuativi del nuovo Statuto approvato 10 anni fa. Tuttavia ha giudicato il nostro quesito inammissibile per effetto delle modifiche apportate alla stessa legge". Lo annunciano i promotori del referendum per l'abrogazione della legge regionale sui vitalizi ai consiglieri regionali della Basilicata esprimendo, nel contempo, la volontà di andare avanti: "La Consulta dice che i referendum regionali si possono fare: abbiamo infranto il blocco della democrazia voluto dal Consiglio regionale. Non concordiamo con l'inammissibilità ma è solo questione di tempo: ci prendiamo qualche giorno per valutare un nuovo quesito e rilanciare la mobilitazione contro i vitalizi”. Ed ancora: “Non condividiamo la decisione della Consulta di dichiarare inammissibile il nostro quesito, ma preferiamo attenerci alle sue indicazioni perché vogliamo arrivare alla soppressione del privilegio: ci prendiamo qualche giorno per valutare la presentazione di un nuovo quesito secondo le indicazioni della Consulta. In ogni caso continua il nostro impegno per costringere la politica regionale ad abbandonare le sue posizioni di privilegio e a occuparsi dei problemi delle persone normali. È solo questione di tempo ma dovranno ascoltarci. Sollecitiamo il Consiglio regionale ad attivarsi affinché gli istituti di partecipazione democratica siano effettivamente esigibili. Non vorremmo che il tutto si blocchi in una logica da casta e da sospensione della democrazia. E’ fondamentale approvare da subito tutte le leggi e tutti i regolamenti attuativi per rendere esigibile tale diritto democratico affinché i lucani possano esprimersi".




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