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martedì 28 aprile 2026

PISTICCI (MT) E SCANZANO JONICO (MT). ECCO SUA MAESTA' IL TARTUFO! NASCE LA TARTUFAIA ALSIA: 143 ETTARI DI PINETA JONICA CON STATUS RICONOSCIUTO DALLA REGIONE BASILICATA. TUTTI GLI INTERVENTI PREVISTI

 

Si apre una nuova fase per la valorizzazione del patrimonio boschivo della fascia jonica lucana. Con il Decreto del Presidente della Regione n. 96 del 21 aprile 2026, è stato ufficialmente riconosciuto lo status di “tartufaia controllata” per circa 143 ettari di terreni boscati di proprietà Alsia, situati nei comuni di Pisticci e Scanzano Jonico. Ne ha dato notizia l'ufficio stampa dell'Alsia (Agenzia lucana per lo sviluppo in agricoltura).

Un passaggio che segna un cambio di passo nella gestione delle risorse naturali regionali, puntando a coniugare tutela ambientale e sviluppo economico sostenibile. L’obiettivo è chiaro: trasformare il bosco in una risorsa produttiva, senza comprometterne gli equilibri.

Il risultato arriva al termine di un lavoro tecnico e istituzionale portato avanti dai funzionari Alsia, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Tartufai Italiani Basilicata e con l’Ufficio Foreste e Tutela del Territorio della Regione Basilicata. Un’azione coordinata che si inserisce nel nuovo Piano di Gestione Forestale regionale, ancora in fase di approvazione, orientato a una gestione più efficiente e moderna dei boschi lucani.

Ma la portata dell’intervento va oltre l’aspetto economico. Le pinete della fascia jonica rappresentano una difesa naturale fondamentale contro l’erosione e proteggono le aree agricole retrostanti. La loro tutela rientra pienamente nelle strategie regionali di conservazione attiva del territorio, in linea con il Regolamento n. 3/2022, che individua nel tartufo anche un indicatore di qualità ambientale e biodiversità.

“La pineta jonica è un presidio ambientale che dobbiamo proteggere e, allo stesso tempo, valorizzare con scelte sostenibili”, sottolinea il direttore Alsia Michele Blasi. “Il riconoscimento delle tartufaie controllate rappresenta un’opportunità concreta per coniugare tutela e sviluppo. In Basilicata il tartufo sta acquisendo un peso crescente, grazie anche al tartufo nero della Valle del Serrapotamo, che si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante nei mercati nazionali e internazionali. È una filiera su cui investire per rafforzare l’economia locale e l’identità del territorio.”

Nella fase iniziale, il piano prevede interventi mirati per garantire la produttività delle aree: diradamenti selettivi delle piante deperienti, spalcature, messa a dimora di nuove piante tartufigene e gestione delle radure. Prevista anche la realizzazione di infrastrutture di protezione, tra cui recinzioni e cartellonistica, per regolamentare gli accessi e limitare i danni causati dalla fauna selvatica.


BERNALDA (MT). IN MEMORIA DEL DOTTOR NICOLA TUZIO, SCOMPARSO IL 24 APRILE SCORSO. PER ANNI EMATOLOGO ALL’OSPEDALE DI POLICORO (MT). IL COLLEGA, IL MARITO, IL PADRE, L’AMICO MODELLO. IL RICORDO DELL’AMATISSIMA MARIA ROSARIA E DEI FIGLI ANTONELLA, ROCCO E ANDREA

 

Chi non conosceva il dottor Nicola Tuzio, ematologo per una vita nel laboratorio di analisi dell’ospedale Giovanni Paolo II di Policoro? Il collega, il marito, il padre, l’amico modello. Umile, pronto, disponibile con tutti. soprattutto con i più bisognosi di aiuto. Poi, la pensione. Ma la vita è imprevedibile. E ti colpisce quando meno te lo aspetti. Così, Nicola, dal 24 aprile scorso, non c’è più. Volato in cielo. Come non ricordarlo?

COSÌ, SONO FELICE, E COMMOSSO, DI OSPITARE SULLA MIA PAGINA, E RINGRAZIO PER LA SCELTA, IL RICORDO CHE L’AMATISSIMA MOGLIE LUCREZIA SCORZA, MIA COMPAGNA AL LICEO ENRICO FERMI PROPRIO A POLICORO, E DEI FIGLI ANTONELLA, ROCCO E ANDREA. ECCOLO.

A NICOLA DA MARIA ROSARIA, ANTONELLA, ROCCO E ANDREA

Nicola veniva da Senise, piccolo borgo della Basilicata dove la vita aveva il sapore essenziale delle cose necessarie. Era cresciuto in una famiglia di umili origini, terzo di sette fratelli, in una casa dove il poco si divideva e il molto si sognava. Quella possibilità di poter proseguire gli studi, frutto di sacrificio, non la visse mai come un privilegio personale, ma come una responsabilità verso gli altri. Come se il sapere, per lui, avesse senso solo se restituito.

Da quella casa portò con sé qualcosa che nessuna università avrebbe potuto insegnare: il valore dellunità familiare. Lo aveva respirato nellinfanzia, lo aveva visto vivere ogni giorno tra quei fratelli, e ne aveva fatto una bussola per tutta la vita. Un valore che non tenne per sé, ma volle tramandare, a sua moglie e ai suoi figli, come si fa con le cose più preziose, quelle che non si comprano e non si improvvisano.

Si trasferì a Taranto, dove frequentò il Liceo Classico, una scelta che già diceva qualcosa di lui, della sua idea che la cultura fosse prima di tutto formazione dellanima. Poi il grande passo: Bologna, per gli studi universitari.

Si specializzò in ematologia. Studiava il sangue, la sostanza più intima della vita, quella che scorre uguale sotto ogni pelle, senza distinzione di nome o di origine. Forse non era un caso. In quel lavoro paziente sul corpo umano cera già il riflesso di una visione del mondo: ogni persona è preziosa, ogni vita merita cura, nessuno va lasciato indietro.

Ma per lui il camice era solo una delle vesti della vocazione. Fuori dallospedale, nel silenzio discreto del volontariato, continuava la stessa opera con gli stessi occhi, quelli di chi vede nellaltro non un caso clinico, non un bisogno da soddisfare, ma un fratello. La fede che portava dentro non era ornamento domenicale: era la radice da cui nascevano ogni scelta, ogni sacrificio, ogni ora donata.

Ci sono persone che esercitano una professione. Nicola esercitava una missione. La differenza non stava nelle competenze, che pure erano grandi, ma nellintenzione profonda, in quel fuoco interiore che trasformava ogni atto in un atto damore.

Ci lascia un esempio difficile da imitare, ma impossibile da dimenticare.

Ti porteremo sempre nel cuore.

DALLA TUA AMATA MOGLIE MARIA ROSARIA

E DAI TUOI FIGLI ANTONELLA, ROCCO E ANDREA


POLICORO (MT). RESTANO IN CARCERE I QUATTRO BRINDISINI ARRESTATI PER LA RAPINA A MANO ARMATA ALLA GIOIELLERIA BLUESPIRIT. I NOMI. LA CRONACA DELL’OPERAZIONE DELLA POLIZIA DI STATO. SI CERCA IL QUINTO COMPLICE

 

IL TRIBUNALE DI BRINDISI

Restano in carcere le quattro persone arrestate a Brindisi dalla squadra mobile venerdì 24 aprile 2026 con l’accusa di aver portato a segno, insieme a un quinto complice non ancora individuato, la rapina a mano armata avvenuto 24 ore prima alla gioielleria Bluespirit, nel centro commerciale Heraclea, di Policoro (MT). Lo ha reso noto il sito di informazione brindisireport.it. Nel testo dell’articolo vengono anche indicati i nomi delle persone che erano state sottoposte alla misura pre cautelare del fermo dalla Polizia di Stato: “Giovanni Quaranta (30 anni); Antonio Leo (44 anni); Walter Valentini (31 anni); Mario Raia (23 anni)”. Così, ieri, difesi dagli avvocati Cinzia Cavallo, Daniela D'Amuri e Marcello Tamburini, i quattro sono stati sottoposti all'udienza di convalida davanti alla gip del tribunale di Brindisi, Barbara Nestore, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il Gip, al termine dell’udienza, ha disposto la custodia cautelare dei quattro accusati nella casa circondariale di Brindisi. Ricordiamo che le indagini sono state condotte dagli agenti della squadra mobile di Brindisi e dai colleghi di Matera e Policoro. Ai quattro indagati vengono contestate le accuse di ricettazione (della Giulietta rubata a Latiano), rapina, danneggiamento, porto di oggetti atti a offendere e l'incendio dell'auto. Le indagini proseguono per l'individuazione del quinto complice.

PER APPROFONDIRE

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM – 23 APRILE 2026

RAPINA A MANO ARMATA IN UNA GIOIELLERIA DEL CENTRO COMMERCIALE HERACLEA. LA CRONACA. SUL POSTO I CARABINIERI. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/04/ultimora-policoro-m-rapina-mano-armata.html.

CRONACA. LA RAPINA A MANO ARMATA ALLA GIOIELLERIA DEL CENTRO COMMERCIALE DI POLICORO. INIZIATA LA CACCIA AI QUATTRO AUTORI DEL COLPO. IL VIDEO. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/04/cronaca-la-rapina-mano-armata-alla.html

POLICORO (MT). ALLARME E PAURA PER LA RAPINA A MANO ARMATA AL CENTRO COMMERCIALE HERACLEA. IL PUNTO SULLE INDAGINI DI CARABINIERI E POLIZIA DI STATO. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/04/policoro-mt-allarme-e-paura-per-la.html

POLICORO (MT). GIORDANO (UGL): “IL METAPONTINO COME IL FAR WEST”. IL VICESINDACO PADULA: “URGENTE POTENZIARE GLI ORGANICI DELLE FORZE DELL’ORDINE”. REAZIONI ALLA RAPINA, MITRA ALLA MANO, IN UNA GIOIELLERIA. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/04/policoro-mt-la-rapina-mitra-alla-mano.html

POLICORO (M). GLI AUTORI DELLA RAPINA ALLA GIOIELLERIA BLUESPIRIT ARRESTATI A BRINDISI DALLA POLIZIA DI STATO. RISPOSTA IMMEDIATA DELLE FORZE DELL’ORDINE. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/04/policoro-m-gli-autori-della-rapina-alla.html




BASILICATA. CAPORALATO E SICUREZZA SUL LAVORO. GIRO DI VITE DEI CARABINIERI. ISPEZIONI IN AZIENDE. DUE DENUNCE. AMMENDE

 

FOTO DI REPERTORIO

I Carabinieri della Compagnia di Acerenza, unitamente a quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro ed al personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Potenza, nell’ambito di un mirato servizio coordinato, finalizzato al contrasto del lavoro sommerso ed irregolare, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Potenza 2 persone.

In particolare, i Carabinieri della Stazione di Trivigno (PZ), unitamente al citato personale, hanno denunciato:

-        l’Amministratore e Preposto di un’Azienda con sede in Lombardia in quanto resosi responsabile del mancato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi e l’incompleta recinzione del cantiere ispezionato;

-        l’Amministratore unico di altra impresa, di Potenza, per inosservanza degli obblighi del datore di lavoro, che non ha garantito la necessaria manutenzione dell’attrezzatura di lavoro al fine di garantirne i requisiti di sicurezza, né si è assicurato che l’attrezzatura di lavoro fosse riservata a lavoratori formati ed opportunamente addestrati.

Nel corso delle verifiche, sono state ispezionate 4 aziende, controllati 7 lavoratori e contestate ammende per complessivi 7.400,00 Euro circa.

L’odierna attività, rientra in un più ampio contesto di controlli disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Potenza e condotti dai militari dell’Arma territoriale -grazie alla capillarità delle 76 Stazioni Carabinieri -unitamente ai comparti di specialità -nel caso specifico i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro- e dagli Enti competenti in materia.

L’obiettivo è quello di riscontrare l’eventuale emersione del lavoro nero e garantire la tutela dei diritti e la sicurezza dei lavoratori.