Terra
di antichissimi insediamenti indigeni e punto di incontro di importanti civiltà
mediterranee, la Basilicata presenta un paesaggio naturale molto variegato e
aperto su due mari, lo Ionio a sud-est, il Tirreno a sud-ovest.
Come
in una tavola dei colori il verde dei boschi, dei vigneti e degli uliveti si
intreccia al bianco delle cime innevate dei monti, il giallo del grano e delle
dune sabbiose ai colori lunari dei calanchi, l’azzurro del mare alle infinite
tonalità delle argille e del tufo.
Si
dimentica la Basilicata in bianco e nero segnata dalla povertà e
dall’isolamento, per entrare in un territorio imprevedibile plasmato dall’uomo,
in cui è possibile leggere le tracce dei Lucani, dei Greci che fondarono
colonie, dei Romani e a seguire dei Bizantini, dei Longobardi, degli Arabi,
degli Albanesi, degli Armeni, dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli
Aragonesi, dei Francesi, degli Spagnoli … e non solo.
I
centri urbani e le architetture, le espressioni artistiche e le tradizioni, la
letteratura e la gastronomia sono l’immensa eredità culturale di questa ricca
pluristratificazione di popoli e ne individuano la complessa identità, che le
nostre aperture straordinarie raccontano.
Quattro
grandi vie naturali collegano il mare Ionio con le aree interne della
Basilicata: sono le Valli del Bradano, del Basento, dell’Agri, del Sinni. Lungo
il corso di questi fiumi da nord a sud si snodano paesi arroccati sulle
colline, ubicati strategicamente a difesa del territorio. Quasi raccolta tra le
cortine montuose a nord del Vulture e a sud-est del Pollino, la Basilicata,
attraversata da strade silenziose e a tratti impervie, soprattutto alle origini
della storia è stata un fulcro importante nel bacino del Mediterraneo. Oggi,
con la designazione di Matera “Capitale mediterranea della cultura e del
dialogo”, si configura come autentico ponte proiettato verso i Paesi dello
stesso bacino.
Questo
è il tema unificante, non unico, del programma lucano. Ricordare la più grande
figura religiosa e spirituale della storia italiana nell'ottavo centenario
della morte di San Francesco d'Assisi è stata un’altra irrinunciabile ispirazione
in Basilicata, dove il culto del Santo si diffuse a partire dalla metà del
Duecento e il clima freddo, la scarsità di strade, la distanza tra i centri
abitati favorirono la fondazione di insediamenti e conventi. Ne coglieremo le
tracce esplorando i luoghi francescani a Ripacandida e a Potenza, a Tricarico,
a Pisticci e a Montalbano Jonico.
ROSALBA
DEMETRIO, PRESIDENTE REGIONALE FAI BASILICATA
ELENCO
COMPLETO DEI LUOGHI APERTI IN BASILICATA E MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
ALL’EVENTO SU:
https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?regione=BASILICATA
IMPORTANTE:
SI RACCOMANDA DI CONTROLLARE SUL SITO
I
GIORNI E GLI ORARI DI APERTURA PRIMA DELLA VISITA E SE È NECESSARIA LA
PRENOTAZIONE.
VERIFICARE
SUL SITO ANCHE EVENTUALI VARIAZIONI DI PROGRAMMA IN CASO DI CONDIZIONI METEO
AVVERSE.
TRA
LE APERTURE DELLE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2026 IN BASILICATA:
Matera
I
VESTITI DELLA BRUNA
Durante
le Giornate FAI di Primavera sarà possibile visitare la Fabbrica del Carro trionfale
della Festa della Bruna, il capannone di Recinto Marconi dove il carro
devozionale utilizzato il 2 luglio di ogni anno per la festa della Madonna
della Bruna, patrona di Matera, viene creato e “vestito”, ovvero ricoperto di
cartapesta artisticamente plasmata e dipinta. La preparazione a questa
ricorrenza è lunga e complessa e il grande manufatto viene presentato ai fedeli
il 23 giugno, in un'esposizione che si protrae fino alla vigilia della festa e
richiama migliaia di materani e turisti. Il 2 luglio, infine, il carro
trionfale lascia la fabbrica per il suo unico e ultimo viaggio: infatti, dopo
aver portato la statua della Madonna in Cattedrale, il carro viene consegnato
al popolo, che ne prende frammenti come simboli di devozione, distruggendolo.
L’accesso il 21 e 22 marzo al laboratorio dove viene realizzato il carro - in
quei giorni già in fase avanzata - sarà dunque un’esperienza unica e
irripetibile. Oltre alla visita eccezionale al laboratorio in cui Francesca
Cascione, prima artista donna a essere stata selezionata per il terzo anno
consecutivo attraverso un concorso, sta creando le sculture e i decori del
carro 2026, sarà possibile visitare anche la mostra “Amicta” sulle mutazioni
degli abiti della Madonna della Bruna dal XIII secolo a oggi.
Questo
sito fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI di Primavera in quanto
ha beneficiato di un contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)
per la realizzazione di una mostra permanente dedicata al carro trionfale e
alla festa.
PALAZZO
SANTORO-TORTORELLI: UN PALAZZO BORGHESE
Nelle
Giornate FAI di Primavera sarà possibile accedere allo storico Palazzo Santoro-Tortorelli,
situato nel centro cittadino in via delle Beccherie. Un’occasione unica per
conoscere un edificio disabitato da circa 30 anni e rimasto pressoché intatto
nel suo interno dopo circa un secolo. Sarà infatti possibile visitare lo
studio, il salotto, la stanza da pranzo e la stanza da letto. Questi ambienti
si conservano pressoché immutati dal 1987, anno della morte dell’allora
proprietaria, Concetta Santoro. Il resto sembra cristallizzato nel tempo:
arredi, oggetti, quadri rimandano agli anni ’20 e sono testimonianza preziosa
della vita di una famiglia benestante in una cittadina meridionale, senza
sfarzo o pretese, ma con scelte funzionali e curate. La facciata, restaurata di
recente, vanta un'elegante loggetta con sottili colonne.
EPISCOPIO:
A CASA DEL VESCOVO
Il
Palazzo Arcivescovile di Matera sorge in piazza Duomo, adiacente alla
Cattedrale romanica, sulla Civita, cuore storico e punto di partenza dello
sviluppo urbano. La visita durante le Giornate FAI di Primavera comprende
un’approfondita descrizione del Salone degli Stemmi, sita al primo piano,
evidenziandone le particolarità architettoniche e i dettagli dei centri
dipinti, con un confronto tra passato e presente grazie alle immagini storiche
esposte nel salone. Affrescata nel 1709 da Anselmo Palmieri di Polla, la sala
ospita 34 vedute prospettiche della città di Matera, Acerenza e dei 24 centri
dell'Arcidiocesi, insieme ai ritratti dei vescovi succedutisi sulla cattedra
materana, i cui blasoni hanno dato origine alla denominazione “Salone degli
Stemmi”. Il palazzo rappresenta un importante esempio di arte sacra e
prospettica del XVIII secolo, offrendo uno spaccato della vita ecclesiastica e
urbana dell'epoca, con equilibrio tra funzione commemorativa e decorativa.
Grazie alla generosa disponibilità dell’attuale Vescovo, Mons. Benoni Ambarus,
sarà possibile accedere anche alla parte privata dell’edificio, visitando la
cappella privata e l’ufficio personale del Presule, due spazi fondamentali per
la preghiera e il lavoro all’interno del palazzo.
Bernalda
(MT)
DOMUS
PADRI TRINITARI DI BERNALDA: UNA CITTADELLA DELLA SOLIDARIETÀ
Una
“domus” speciale, una casa per l’accoglienza e l'ascolto quella che a Bernalda,
in contrada Scorzone, i Padri Trinitari – ordine fondato dal francese Giovanni
de Matha nella seconda metà del XII secolo – hanno realizzato per i giovani con
disabilità intellettive e anziani con bisogno di assistenza. Si tratta di una
vera e propria “cittadella della solidarietà” e il cuore di questa comunità è
rappresentato dalla Chiesa della Santissima Trinità. In una masseria disabitata
circondata da 40 ettari di terreno, simbolo della civiltà contadina, padre
Angelo Cipollone ha fatto realizzare, oltre alla chiesa, auditorium,
biblioteca, archivi, laboratori artigiani (ceramica, mosaico e legno),
palestra, locali medici, cucine, foresteria per i padri e soprattutto locali di
accoglienza per giovani e anziani in difficoltà. Il percorso proposto per le
Giornate FAI interesserà la visita della tenuta, la passeggiata attraverserà la
Domus soffermandosi sugli ambienti più significativi, dalla chiesa
all’auditorium e ai laboratori. Attraversando la grande piazza ad esedra
centrale, si potranno raggiungere il maneggio e le serre fino a raggiungere la
grande scultura del Cristo, posta su una lieve sommità della tenuta.
Il
borgo di Bernalda fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI di
Primavera in quanto beneficia di un contributo del Fondo Europeo di Sviluppo
Regionale (FESR) per il miglioramento delle condizioni di tutela e
valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale.
Pisticci
(MT)
MARCONIA
DI PISTICCI
Nel
1938, in pieno regime fascista, il vasto demanio di Pisticci fu ritenuto idoneo
a ospitare una colonia agricola per confinati politici e internati comuni, con
l'obiettivo di bonificare un'area malarica e tenere occupati gli oppositori al
regime. In questo contesto nacquero la Colonia Confinaria (attuale Centro
Agricolo), Bosco Salice, l'attuale Marconia, centro operativo del progetto, e
le case coloniche (Caselli). Costruita in stile littorio, fu presentata come
simbolo del fascismo nel Mezzogiorno. Oggi Marconia è una popolosa frazione di
Pisticci, luogo di integrazione culturale nella piana metapontina. In occasione
delle Giornate FAI di Primavera i visitatori saranno accompagnati in un viaggio
tra storia e architettura alla scoperta di Marconia, attraverso un racconto che
ne ripercorre le origini e conduce nei luoghi simbolo del passato della città:
i Caselli, Piazza Elettra con i suoi solenni portici, la torre littoria e gli edifici
che richiamano il rigore formale dell’epoca, fino a Piazza Bologna, con il
Monumento al Confinato Politico, e alle storie degli uomini illustri che hanno
soggiornato nella Colonia Confinaria. Il percorso sarà arricchito dalla mostra
iconografica “Marconia e le sue radici: dal confino alla comunità”, che
accompagnerà i visitatori in un racconto visivo capace di restituire memoria e
identità: il passato prende vita e si trasforma in un’esperienza coinvolgente,
capace di unire memoria, curiosità e futuro. Il racconto si arricchisce poi
dalla proiezione verso il futuro, con idee e progetti pensati per valorizzare
Marconia e trasformarla in un luogo sempre più inclusivo.
Aliano
(MT)
ALIANELLO
Visitabile
solo domenica 22 marzo
Alianello
è un vecchio borgo disabitato spesso scelto come set cinematografico, edificato
su uno sperone roccioso; luogo ricco di storia e tradizioni, è anche un sito
naturalistico per eccellenza di notevole interesse geologico, essendo
un’estensione notevole di un fondale marino primordiale con formazioni
calanchifere che presentano una visione di un paesaggio lunare. Le notizie
documentali fanno risalire la nascita di Alianello al tardo Medioevo, ma
ritrovamenti di tombe risalenti agli Enotri fanno ipotizzare un'origine più
antica, databile all'Età del Ferro. Durante il percorso proposto dal FAI si
potrà ammirare un paesaggio primordiale camminando su un fondale marino e
osservando ciò che resta di un antico borgo che ospitava botteghe artigiane
(atte alla fabbricazione di mattoni di argilla locale) e laboratori dove
avveniva la lavorazione e trasformazione delle materie prime in prodotti
alimentari di altissima qualità (olio, farina, ortaggi, latte, carni), legati
alle fiorenti produzioni agricole e all'allevamento locale. Non mancherà un
racconto del territorio anche attraverso le storie e aneddoti dei suoi
abitanti, ricordando Carlo Levi che in questi contesti ha vissuto il confino.
Ferrandina
(MT)
MASSERIA
ROSSI (S. CHIARA)
La
Masseria Rossi, nota anche come masseria S. Chiara, aperta al pubblico in via
eccezionale in occasione delle Giornate FAI di Primavera perché normalmente non
visitabile, è una delle più ampie e strutturate dell’agro di Ferrandina. Il
percorso guidato permetterà di esplorare gli ambienti principali del complesso
di impianto settecentesco, poi ampliato nell’Ottocento, raccontandone le
funzioni originarie, l’organizzazione degli spazi e il profondo legame con
l’attività agricola e il contesto paesaggistico circostante. La visita è
concepita come un’esperienza immersiva, attraverso immagini d'epoca, con
particolare attenzione alla vita quotidiana che animava la masseria. Nel corso
delle giornate si alterneranno laboratori tematici pensati per coinvolgere i
partecipanti: un’esperienza dedicata alle erbe della macchia mediterranea,
un'attività di preparazione di liquori tradizionali, un workshop “mani in
pasta” e un’analisi sensoriale con degustazione degli oli dei principali
produttori del territorio; momenti partecipativi che uniscono manualità,
scoperta e sensibilizzazione verso l’ambiente e la cultura autoctona. A
conclusione delle aperture, le “narrazioni intorno al fuoco” offriranno uno
spazio di racconto collettivo, intrecciando memorie, storie e tradizioni legate
alla masseria di famiglia, in un’atmosfera intima e suggestiva. In linea con la
designazione di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026,
la visita intende valorizzare il legame tra paesaggio agricolo, tradizioni
locali e Dieta Mediterranea, promuovendo una riflessione sui temi della
sostenibilità, della cultura del cibo e del dialogo tra comunità. La tenuta si
estende per circa 210 ettari ed è inserita in un paesaggio agricolo
tradizionale caratterizzato da ampi spazi aperti, un grande ovile e un esteso
oliveto di cultivar majatica.
Tursi
(MT)
RIONE
LA RABATANA
In
occasione delle Giornate FAI di Primavera 2026, i visitatori potranno esplorare
la Rabatana, antico quartiere e primo nucleo abitativo di Tursi, percorrendo la
“via della spiritualità mediterranea”. Con le sue case in pietra, grotte e
vicoli stretti, Tursi conserva un'atmosfera d'altri tempi con tracce di
influenze saracene e bizantine. Il borgo si è sviluppato nella vallata
sottostante mantenendo un’anima mediterranea fatta di luce, pietra e
spiritualità, dove chiese, cappelle e vita quotidiana si intrecciano. Un'anima
nata dall'incontro di popoli e culture, dove la fede è parte del paesaggio. Si
visiterà l’antico frantoio dei primi del ’900, una tipica abitazione del borgo
e la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Scendendo lungo l’unica strada storica che
collega i quartieri, si raggiunge poi il rione San Michele, passando davanti
all’omonima chiesa, prima cattedrale di Tursi. Qui si trova anche la Casa Museo
di Albino Pierro. In Piazza Plebiscito sarà inoltre possibile visitare la
Chiesa di San Filippo, patrono di Tursi, accanto a Palazzo Brancalasso e alla
Società Operaia di Mutuo Soccorso. Non mancheranno due cappelle gentilizie, una
del Palazzo Latronico e l’altra a pochi passi dal Palazzo Ferrara. Proseguendo verso
la parte bassa di Tursi, si visiterà la Cappella della Madonna delle Grazie;
infine, si giungerà in Piazza Maria SS d’Anglona, dove si trovano la Cattedrale
e il Palazzo Vescovile.
Tricarico
(MT)
QUARTIERI
ARABI E CHIESE CRISTIANE: SANTA MARIA DEI LOMBARDI E LA “BADIA”
Durante
le Giornate FAI, in un percorso sul tema delle “Convivenze e contaminazioni”,
si esploreranno i dintorni della chiesa di Santa Maria dei Lombardi, il cui
nome rimanda alla presenza di antiche popolazioni in un territorio a lungo
conteso tra longobardi e bizantini e poi invaso dagli arabi. Questi ultimi
hanno lasciato tracce nell'impianto urbanistico, nei vicoli, nelle corti, negli
slarghi, negli elementi architettonici. Nella chiesa si potranno ammirare opere
legate a tradizioni popolari e religiose: una tela del XVIII secolo
raffigurante San Biagio che guarisce un fanciullo e la statua di Gesù morto,
portata in processione il Venerdì Santo lungo un itinerario antichissimo. La
fondazione della chiesa è antica, probabilmente longobarda, con prime
attestazioni documentarie nel XIV secolo, comparendo anche nell'elenco delle
decime del 1324 pagate dal capitolo tricaricese. Ad essa faceva capo la
Confraternita di Santa Maria Vergine, con sede presso l'omonima cappella
all'interno dell'edificio. La chiesa rappresenta non solo un luogo di culto, ma
anche un centro di aggregazione, testimoniando le pratiche religiose e sociali
della comunità tricaricese tra XVI e XVII secolo. Nei pressi delle mura cittadine
della porta della Rabatana e degli “orti
saraceni” un altro punto di interesse è la chiesa della “Badia”, antico sito di
una abbazia benedettina, dove, ancora oggi, si venera la Madonna Bambina.
Craco
(MT)
TRA
CALANCHI E MEMORIE: VIAGGIO NELLA MEDITERRANEITA A CRACO
In
occasione delle Giornate FAI di Primavera 2026, i visitatori potranno
immergersi nel percorso “Tra calanchi e memorie: viaggio nella mediterraneità
a Craco”, alla scoperta di questo antico borgo medievale come espressione
del Mediterraneo: paesaggio, spiritualità e memoria. Arroccato su uno sperone
roccioso circondato da estesi calanchi argillosi, le sue origini risalgono
all'XI secolo, in epoca normanna, quando il sito assunse una funzione
strategica di controllo del territorio. Nel corso dei secoli Craco si sviluppò
come centro agricolo e rurale, legato a un'economia di sussistenza
profondamente connessa al paesaggio mediterraneo. Nel corso dei secoli, il
borgo si sviluppò grazie all'agricoltura, all'allevamento e a un tessuto
comunitario solido, strettamente legato al paesaggio circostante. A partire dal
XX secolo, una serie di frane e dissesti idrogeologici, aggravati da eventi
sismici e dalla fragilità del suolo argilloso, hanno compromesso
progressivamente la vivibilità del territorio. Questi fenomeni portarono allo
spopolamento definitivo negli anni Sessanta, quando gli abitanti furono
costretti a trasferirsi altrove. Da allora, Craco Vecchia, città fantasma, è
testimone della memoria collettiva e simbolo del rapporto complesso tra uomo e
ambiente mediterraneo, tutelata come patrimonio culturale e paesaggistico. La
visita inizierà dall’area panoramica nei pressi del Monastero di San Pietro,
dove la mediterraneità si manifesta nei calanchi argillosi circostanti: un
ambiente estremo modellato da luce, vento e acqua, che racconta fragilità e
forza del territorio. L’osservazione del borgo rivela un’architettura di
adattamento, fatta di case in pietra addossate alla roccia, vicoli stretti e
antichi sistemi di raccolta dell’acqua. Nel monastero la mediterraneità è
vissuta come spiritualità, luogo di silenzio e presidio umano. Il percorso si
conclude con una riflessione su memoria, tutela ed eredità di Craco, città
fantasma e simbolo di storia.
Ripacandida
(PZ)
SANTUARIO
DI SAN DONATO, PICCOLA ASSISI LUCANA
Il
Santuario di San Donato a Ripacandida, borgo del Vulture noto come “piccola
Assisi lucana”, è gemellato con la Basilica di San Francesco ad Assisi, tanto
da aver ricevuto in dono una reliquia del corpo del Santo patrono d'Italia, e
nel 2010 è stato riconosciuto dall'UNESCO “monumento messaggero di cultura di
pace” per i profondi valori spirituali che trasmette da secoli. La facciata
presenta un bel portale del XVII secolo; l'interno è a navata unica ed è
impreziosito da notevoli affreschi del ‘500 - il ciclo della Genesi, il ciclo
Cristologico e il ciclo dei Santi, con il capolavoro di San Francesco che
riceve le stimmate - oltre che da un organo e un pregevole altare barocco.
Adiacente al Santuario si trova il poco conosciuto Giardino storico di San
Francesco, di origine conventuale e divenuto poi villa comunale; camminare
lungo i suoi suggestivi vialetti aiuta a ritrovare la giusta armonia tra uomo e
ambiente. Nel giardino, la cui bellezza naturalistica riflette la spiritualità
francescana, sono presenti molte specie arboree, compresi alberi
pluricentenari, come il maestoso pino d'Aleppo di oltre tre secoli di vita, uno
dei più grandi d'Europa, ma anche siepi di bosso e piccole statue classiche.
Potenza
STUDIO
E GIARDINO PRIVATO DELL'ARTISTA ANTONIO MASINI
Il
Giardino e Studio d'Arte Masini, nel quartiere Bucaletto di Potenza, nascono
per iniziativa dell'artista Antonio Masini, che a partire dal 1999 trasforma progressivamente
l'area della propria abitazione e dello studio in un parco d'arte all'aperto.
Nel tempo il sito si amplia con l'inserimento di sculture, installazioni e
spazi laboratoriali, configurandosi come museo diffuso integrato nel contesto
naturale, dove le opere dialogano costantemente con la morfologia collinare e
la vegetazione spontanea. Il giardino raccoglie opere realizzate fino al 2018,
anno della scomparsa dell'artista, mantenendo intatto l'assetto originario di
atelier e luogo di produzione. In occasione delle Giornate FAI, il Giardino e
Studio d’Arte Masini apriranno al pubblico con un percorso tra sculture immerse
nel verde, terrazze panoramiche, piazze tematiche e archi-sculture: il
visitatore sarà accompagnato in un dialogo continuo tra arte, natura e memoria,
scoprendo il paesaggio e le opere che lo abitano. L’eccezionalità della visita
risiede nell’accesso alla casa-studio e ai laboratori di Antonio Masini, dove
si conservano modelli, gessi, dipinti, strumenti originali e il torchio per
xilografie, che documentano tecniche e fasi del processo creativo, conferendo
al sito un significativo valore didattico oltre che artistico. È possibile
seguire da vicino le tecniche e le fasi del processo creativo, entrando nei
luoghi autentici della produzione artistica. Gli spazi esterni sono organizzati
come un percorso tematico articolato in tappe - Terrazza della Poesia, Balze
del Mito, Cammino dei Saggi, Piazza del Tempo e archi-sculture - che guidano il
visitatore attraverso ambienti simbolici e narrativi, alternando sculture
monumentali e installazioni integrate nel verde. Le opere di Antonio Masini,
realizzate in ferro policromo, bronzo, pietra, legno e gesso, combinano
modellazione plastica, fusione e assemblaggio di materiali di recupero, secondo
un linguaggio figurativo di forte espressività e valenza simbolica.
PALAZZO
DEL GOVERNO
Il
Palazzo del Governo occupa l'ala occidentale dell'ex Convento di San Francesco
e sorge nel cuore della città di Potenza, sul lato nord dell'ottocentesca
piazza Mario Pagano. Sulla facciata principale del palazzo si possono ammirare
lesene con capitelli che incorniciano le finestre e i balconi del secondo
piano, mentre la costruzione termina con il timpano con l'orologio. Al suo
interno sono custodite opere d'arte molto importanti: i mobili e complementi
d'arredo sono di fine XVIII-inizio XX secolo, in stili diversi, e alcuni
oggetti appartenevano ai palazzi signorili della città.
In
occasione delle Giornate FAI di Primavera sarà possibile visitare la stanza del
Prefetto, con le importanti opere d'arte che ospita, conoscere i compiti
istituzionali della Prefettura e addentrarsi tra i saloni di rappresentanza
solitamente chiusi al pubblico. A impreziosire la visita sarà una breve
performance artistica, liberamente ispirata al celebre dipinto di Marinelli
"Il ballo dell'ape" esposto in uno dei saloni, a cura
dell'Associazione Les Arts di Potenza. Alla fine delle Giornate sarà messa in
scena l'intera rappresentazione "Il tappeto delle storie. Trame, fili e
destini" che si snoderà tra i saloni di rappresentanza (su prenotazione).
Questa
apertura è resa possibile nell’ambito della collaborazione con ANFACI - Associazione
Nazionale Funzionari Amministrazione Civile dell’Interno.
Genzano
di Lucania (PZ)
CHIESA
E MONASTERO DELLA SS. ANNUNZIATA
Il
complesso monastico di S. Maria Annunziata, uno dei più antichi insediamenti
francescani di Basilicata, sorge all’estremità nord della parte più antica
dell'abitato di Genzano, a poca distanza dal tratto lucano dell'Appia Antica,
su un promontorio circondato da tre profondi valloni, con vista sull'antico
fonte di Capo d'Acqua e il Monte Vulture sullo sfondo. Il complesso, luogo
identitario per la comunità tanto da classificarsi primo “Luogo del Cuore” in
Basilica al censimento FAI nel 2022 con 10.481 voti, fu fondato nel 1321 da
Aquilina di Monteserico che aveva maturato la sua decisione negli ambienti
della corte napoletana, seguendo l'esempio e la vocazione alla pratica
religiosa della regina Aquilina di Monteserico. Ricostruito alla metà del
Trecento da Roberto Sanseverino, fu modificato, trasformato e ampliato dopo il
Concilio tridentino, con lavori che durarono fino alla metà del XVIII secolo. I
partecipanti alle Giornate FAI di Primavera 2026 avranno l’opportunità di
visitare la chiesa, il chiostro, il giardino e alcuni ambienti del monastero,
chiusi al pubblico da oltre ottant’anni. Durante il percorso sarà possibile
ammirare anche il suggestivo scenario storico e paesaggistico che circonda il
complesso, caratterizzato dalle numerose grotte ipogee scavate nell’arenaria
dei Valloni, che perimetrano su tre lati l’abitato. La visita proseguirà
nell’area naturalistica dell’antica Fonte di Capo d’Acqua, da cui si gode di
una vista privilegiata sulla diga della Fiumarella, sul Monte Vulture e sul
Castello di Monteserico.
Oppido
Lucano (PZ)
CHIESA
RUPESTRE DI SANT’ANTUONO
Le
Grotte Rupestri di Sant'Antuono si trovano in un contesto collinare
caratterizzato da affioramenti rocciosi e cavità naturali utilizzate nei secoli
come luoghi di culto e di vita monastica e che testimoniano la presenza di
comunità eremitiche e cenobitiche attive nel Medioevo. Il percorso di visita in
occasione delle Giornate FAI di Primavera, attraverso un’audioguida con
illuminazione sequenziale delle scene, consente di entrare all’interno della
cavità affrescata e di osservare da vicino il ciclo pittorico databile alla
terza o quarta decade del XIV che narra, come un racconto per immagini, i
principali episodi della vita di Cristo e della Vergine Maria in una disposizione
pensata per accompagnare il fedele in un percorso spirituale e narrativo. Gli
affreschi raffigurano un articolato ciclo evangelico ispirato anche ai Vangeli
apocrifi e alla tradizione della Legenda Aurea di Jacopo da Varazze. L'apparato
iconografico mostra diversi simboli dell'ordine antoniano, tra cui il segno del
Tau e il linguaggio figurativo mostra un interessante intreccio tra tradizione
bizantina e cultura pittorica occidentale del Trecento.
 |
| MATERA |
 |
| POLICORO |
 |
| MARCONIA |
 |
| SCANZANO JONICO |