SCANZANO JONICO (MT) – Sviluppi sulla scomparsa e successivo ritrovamento di Francesca Scarcia, 25 anni. Un fatto di cronaca che ha tenuto in allarme la comunità jonica dalle 18 del 5 novembre scorso sino a circa le 21.30 dello stesso giorno quando gli agenti della Polizia di Stato hanno ritrovato la giovane donna a Bernalda (MT). Francesca, quindi, è stata ricoverata nell’ospedale di Policoro (MT) da cui è stata dimessa nella mattinata di ieri. “Oggi– ha detto il padre Adriano da noi raggiunto telefonicamente – dopo una giornata di tranquillità, mia figlia si è recata in Commissariato, a Policoro, per sporgere denuncia per l’accaduto. Denuncia per rapimento. Noi, come famiglia, siamo stati e siamo preoccupati per quanto le è accaduto anche nei giorni precedenti a mercoledì sera quando, dalle telecamere, è stata vista salire su quell’auto nera”. Insomma, sarà quella stessa Polizia di Stato che in poche ore, seguendo la traccia del telefonino, ha ritrovato Francesca, ad indagare sulla intera vicenda. Ovviamente gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo sull’andamento sulla loro inchiesta preceduta, lo ricordiamo, da altri fatti di cronaca. Sempre il padre Adriano ci riferì, nella immediatezza della scomparsa che la figlia “nei giorni precedenti aveva denunciato per stalking una persona e che successivamente aveva subito un’aggressione da parte di tre uomini di colore e ricevuto un messaggio di morte sul suo cellulare. Tutto denunciato alla Polstato”. In quella stessa occasione Adriano Scarcia disse che aveva cercato Francesca sul telefonino ma che l’apparecchio era rimasto spento per la gran parte del tempo e che solo per un intervallo di pochi minuti si accese, In quel frangente la ragazza aveva invitato il padre a non cercarla “ma forse – concluse Adriano - era sotto minaccia di qualcuno”.
C’è da evidenziare che nei giorni scorsi il Giudice delle indagini preliminari del tribunale di Matera aveva revocato la misura cautelare dell’arresto disposta nei confronti del presunto stalker denunciato da Francesca disponendo per l’uomo il divieto di avvicinamento e l’obbligo del braccialetto elettronico. Risulta che lo stesso fosse presente nel suo domicilio nei frangenti della scomparsa e del ritrovamento di Francesca Scarcia.

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