L’Azienda Sanitaria Locale di Matera ha organizzato anche quest’anno “Cardiologie Aperte 2026”, iniziativa dedicata alla prevenzione e alla cura delle malattie cardiovascolari, promossa dall’Unità Operativa Complessa di Cardiologia-UTIC di Matera e Policoro, diretta da Giandomenico Tarsia, e dall’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) della Basilicata, presieduta dalla dottoressa Maria Maddalena De Francesco.
“Cardiologie Aperte”
rappresenta una preziosa occasione che i cardiologi ANMCO di Basilicata offrono
gratuitamente a tutti i cittadini per fornire informazioni e chiarimenti sulle
malattie cardiovascolari e rispondere alle domande degli utenti.
Da lunedì 9 a venerdì 13 febbraio 2026 sarà possibile contattare il numero
verde 800 052233, messo a disposizione dalla “Fondazione per il Tuo cuore”,
nelle fasce orarie 10–12 e 14–16 per ottenere consigli e informazioni
dai medici dell’ANMCO
«Le malattie cardiovascolari – afferma Tarsia – nonostante i grandi progressi raggiunti nella diagnosi e nella cura, rappresentano ancora oggi la prima causa di mortalità e disabilità a livello globale. Tuttavia, una parte significativa di questi eventi può essere evitata. La prevenzione primaria e secondaria è fondamentale per tutti i cittadini, a partire dalle fasce d’età più giovani, e si basa su azioni semplici ma essenziali: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, controllo del peso corporeo, astensione dal fumo e moderazione nel consumo di alcol».
Investire nella prevenzione significa migliorare l’aspettativa e la qualità della vita, ridurre i costi sanitari e costruire un futuro più sano per l’intera popolazione
“Iniziative come Cardiologie Aperte –sostiene il Direttore generale dell’ASM, Maurizio Friolo -rappresentano un’importante occasione di informazione e sensibilizzazione per i cittadini. La prevenzione è uno dei pilastri della sanità pubblica e l’Azienda Sanitaria di Matera è impegnata a promuovere programmi e attività che favoriscano stili di vita corretti e una maggiore consapevolezza dei fattori di rischio cardiovascolare. Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e comunità è possibile migliorare concretamente la salute della popolazione”.


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