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lunedì 4 dicembre 2017

EQUITAZIONE. NIENTE GRAND PRIX FINALE A PARIGI. CHALOU SI INFORTUNA, FORFAIT DI GAUDIANO. IL PADRE GIOVANNI: “HA PREFERITO NON RISCHIARE”

GAUDIANO SU CHALOU A PARIGI
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 4.12.17
MATERA – Niente Grand Prix finale del Longines masters series di Parigi per Emanuele Gaudiano, il campione di equitazione materano doc. All'attesissimo appuntamento dell'ultimo fine settimana, dalle 15 di ieri, il 31enne carabiniere scelto non ha potuto partecipare per un leggero infortunio occorso in mattinata al suo cavallo Chalou. “Abbiamo deciso di non rischiare – ha spiegato alla Gazzetta il padre del campione, Giovanni - perchè la stagione sportiva è ancora all'inizio e ci sono tantissimi Concorsi importanti in calendario. Tra questi le altre due gare del Longines, la seconda ad Hong Kong e la terza ed ultima a New York. Emanuele dovrebbe essere tra gli invitati”. Insomma, è stato un vero peccato non poter gareggiare in una competizione con un montepremi altissimo, ben 300mila euro, anche perchè il portacolori italiano era in grandissima forma. Per la cronaca, tuttavia, il Grand Prix si è concluso con la vittoria del tedesco Daniel Deusser, in sella a Cornet d'Amour. Il cavaliere teutonico ha messo tutti d'accordo vincendo davanti al cavaliere di casa Simon Delestre, su Hermès Ryan di Layettes, ed all'americano Lauren Hough, su Ohlala. A Gaudiano, però, è rimasta la soddisfazione di essere stato stato tra quelli che hanno fatto risuonare l'inno del loro Paese nel magico Parc des Expositions Paris Nord Villepinte. Egli, infatti, è salito sul gradino più alto del podio, proprio in sella a Chalou, nella gara mista con ostacoli posti ad una altezza di 1,50 metri, la Masters one laiterie de Montaigu, svoltasi venerdì scorso. Una competizione in cui l'atleta lucano, portacolori dell'Italia alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, ha messo in fila due percorsi netti e chiuso il barrage in un tempo velocissimo, 34,88 secondi, tanto da lasciarsi dietro ad oltre un secondo il belga Pieter Devos, in sella a Gin D, e il francese Edward Levy, terzo, su Sirius Black. Gli unici 3 binomi, sui 7 che avevano avuto accesso alla finalissima su 35 concorrenti, a siglare un doppio percorso netto.

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