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| MATERA, 10 OTTOBRE. LA SCULTURA DI BASAGLIA USATA COME UNA PANCHINA |
MATERA – Ha colpito la vicenda dell’opera dello scultore Vittorio Basaglia, dedicata all’insurrezione del 21 settembre del 1943, ed ubicata sul giardino di Via Aldo Moro, alle spalle del Palazzo comunale. Lo stesso Comune, dopo il nostro post in cui abbiamo condiviso un articolo di repubblica.it, ha immediatamente avviato le verifiche del caso. “Dall’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area – si legge in un comunicato stampa - è emerso con chiarezza che non si tratta di un atto vandalico, ma di un cedimento dovuto a fattori strutturali e di deterioramento nel tempo”. Insomma, l’opera di Basaglia, dedicata alla rivolta di popolo che ha valso alla città dei Sassi la medaglia d’oro al valore civile non è stata attaccata per motivi politici o per puro vandalismo ma è “crollata” per dimenticanza, incuria, mancata manutenzione. Su quella scultura in tanti si siedono come fosse una panchina! La foto che pubblichiamo è di oggi, scattata in mattinata. Una vergogna!
Ma torniamo alla civica amministrazione. “Sono stati disposti in via urgente – si legge nel comunicato - la messa in sicurezza e il recupero dell’opera, che verrà successivamente ricollocata nel sito originario una volta completati gli interventi di restauro necessari. Contestualmente, l’Amministrazione ha incaricato gli uffici tecnici di procedere con una verifica generale sullo stato di conservazione e sulla staticità delle altre opere d’arte installate”.
Sulla vicenda, intanto, sono fioccati gli interventi politici.
“Il cedimento è stato di natura strutturale e per fortuna non si sono registrati danni a persone o cose. Ad ogni modo – ha spiegato il Sindaco Antonio Nicoletti - questo episodio ci ricorda quanto sia importante monitorare e tutelare il patrimonio artistico che arricchisce la nostra città. L’opera di Vittorio Basaglia rappresenta un simbolo della memoria materana e sarà al più presto restaurata e restituita alla comunità. Inoltre, abbiamo già disposto una ricognizione generale di tutte le installazioni artistiche presenti in città per garantirne la sicurezza e la corretta conservazione”.
Così, Domenico Bennardi, ex primo cittadino: “Un vile atto vandalico ha colpito un bene comune che non è solo un monumento ma l’emblema della nostra storia: nelle ultime ore via Aldo Moro, nel cuore della città, alle spalle del Palazzo di Città e non lontano dal Palazzo di Giustizia, è stato gravemente danneggiato il monumento dedicato all’insurrezione dei materani del 21 settembre 1943. Una delle statue è stata distrutta, la parte dell’iscrizione incastonata nella roccia che sorreggeva una sezione è stata tranciata. Quel monumento non è un ornamento urbano ma un monito al presente, memoria viva del sacrificio di 26 persone (di cui 18 civili) che offrirono la propria vita per la libertà della nostra comunità.
Ora è assolutamente urgente che le autorità competenti intervengano subito: non possiamo permettere che la ferita resti aperta, né che si provi a cancellare segni della nostra storia e che ci definiscono come comunità.
Auspico che si proceda al più presto al restauro completo del monumento, coinvolgendo per esempio la Soprintendenza e l’ICR - Istituto Centrale di Restauro di Matera, come facemmo per la statua di Sant'Eustachio, affinché l’opera torni al suo splendore, come segno tangibile che la memoria resiste, che la storia non si spegne, e che Matera non si lascia intimidire né umiliare”.
Questo, invece, il comunicato di Fernando Mega, segretario regionale della Cgil.
"La Cgil – ha detto Mega - condanna con forza l'atto vandalico compiuto a Matera ai danni del monumento dedicato all’insurrezione del 21 settembre 1943, simbolo della Resistenza lucana e dei valori della nostra Costituzione. Fatti del genere rafforzano ancora di più l'importanza di una diffusione della cultura dell'antifascismo che oggi in Italia si cerca costantemente di demolire, con una contronarrazione che arriva addirittura a rinnegare e a riscrivere la storia. Non sappiamo esattamente cosa si celi dietro questi ripetuti atti vandalici al monumento dedicato all'insurrezione del 21 settembre 1943 che, come ha sottolineato anche l'Anpi, onora il sacrificio e il coraggio dei cittadini materani che per primi, nel Sud Italia, insorsero contro l’occupazione nazifascista. A ogni modo si tratta di un monumento storico che va tutelato e preservato in quanto storia, memoria e identità di una città e dei suoi valori di libertà e di democrazia".




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