Lettera – denuncia inviata al Presidente della regione Basilicata Vito Bardi, all’assessore alla salute Cosimo Latronico ed a tutta la “sfera” politica -amministrativa della Regione Basilicata inviata dai rappresentanti di officine ortopediche lucane Nova Salus srl Matera, Nicola Staffieri; Ortoteck Potenza, Achille Campochiaro; e Nuova Ortopedia Lucana, Raffaele Carfagna: Lettera, avente per oggetto “Lesione ai diritti fondamentali alla salute e alla dignità - Criticità delle gare pubbliche nell’erogazione degli ausili personalizzati - Richiesta intervento per attuazione tariffario regionale”, inviata anche alla stampa. Ecco il testo integrale.
Egregi sottoponiamo alla Vostra Cortese Attenzione, l’inadempienza della procedura pubblica a rispondere alle specifiche esigenze cliniche e funzionali dell’assistito.
Considerato che
il quadro attuale è caratterizzato da:
inefficacia delle gare d’appalto nel garantire l’uniformità, la continuità e l’appropriatezza dell’erogazione degli ausili che necessitano di una qualsivoglia attività di personalizzazione;
complessità prescrittiva dovuta alla coesistenza di strumenti normativi eterogenei (Nomenclatore Tariffario da un lato, esiti di gara dall’altro), con ricadute pesanti sulla possibilità del medico di concludere la prescrizione;
frammentazione gestionale e conseguente mancata erogazione dei LEA in modo uniforme, equo ed efficace, in violazione dell’art. 17 e dell’art. 1 Allegato 12 del DPCM 12.1.2017.
CONSIDERATO CHE
per i dispositivi destinati a pazienti con disabilità gravi e complesse, che richiedono personalizzazione, l’utilizzo delle gare è inadeguato e in contrasto con i diritti fondamentali alla salute e alla dignità sentenza n. 3744/2023 Consiglio di Stato,
SEGNALIAMO CHE
nell’ambito della tecnica ortopedica ( corso di laurea di medicina ), la professionalità degli operatori comprende un insieme articolato di prestazioni che include: l’individuazione dell’ausilio adatto alle esigenze dell’assistito, mediante valutazione e prove di diversi dispositivi, l’adattamento del dispositivo che prevede regolazione del dispositivo e verifiche funzionali rapportate alla situazione clinica e alla funzionalità residua del paziente ( anche una carrozzina pieghevole standard richiede regolazioni posturali per essere utilizzata correttamente), monitoraggio nel tempo e interventi successivi di regolazione e verifica, fondamentali per il buon esito del piano terapeutico.
L’assistenza protesica non costituisce una mera fornitura di beni, ma una prestazione sanitaria complessa, ricompresa nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che incide direttamente sui diritti fondamentali della persona con disabilità, tutelati dagli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione. La sua corretta disciplina rappresenta non solo un adempimento amministrativo, ma un preciso obbligo costituzionale e istituzionale.
Rammentiamo che il sistema delle gare è legittimo solo se è strutturato in modo tale da garantire concretamente la personalizzazione dell’ausilio e la presenza effettiva del tecnico ortopedico. Quando ciò non avviene, la procedura risulta illegittima.
Si evidenzia, inoltre, una grave e incomprensibile disomogeneità applicativa tra l’area di Matera e quella di Potenza nella gestione dell’assistenza protesica. Tale differenza determina, nei fatti, un accesso agli ausili per le persone con disabilità completamente diverso a seconda della provincia di residenza, con effetti discriminatori, umilianti e non compatibili con il principio di uguaglianza nell’erogazione dei LEA.
In particolare, nell’area di Matera l’ASL continua a ricorrere a gare d’appalto per la fornitura di ausili destinati a persone con disabilità, con il risultato che l’assistito può vedersi recapitare il dispositivo direttamente a domicilio da un semplice corriere, senza preventiva valutazione tecnico-ortopedica, senza prove, senza regolazioni e senza reale possibilità di adattamento dell’ausilio alle condizioni cliniche e funzionali della persona. Un ausilio consegnato come un pacco non è assistenza protesica: è una fornitura commerciale travestita da prestazione sanitaria.
Nell’area di Potenza, invece, risulta adottata una modalità più rispettosa del diritto dell’assistito, con autorizzazione in libera scelta degli ausili per disabili e riferimento ai prezzi del tariffario della Regione Puglia. Tale impostazione, pur non risolvendo in modo organico la mancanza di un tariffario regionale lucano, appare certamente più coerente con l’interesse concreto delle persone con disabilità, perché consente loro di rivolgersi al tecnico ortopedico di fiducia e di ottenere una valutazione più aderente alle effettive necessità.
Non meno grave è la prassi, segnalata in più casi, secondo cui le prescrizioni redatte dai medici specialisti vengono successivamente revisionate dagli uffici protesi, con modifica o esclusione di codici senza una formale rivalutazione clinica da parte del medico prescrittore. In tal modo l’ufficio protesi, che dovrebbe svolgere un’attività prevalentemente amministrativa di verifica della correttezza della procedura, finisce per sostituirsi impropriamente alla valutazione clinica dello specialista, decidendo quali codici approvare e quali no secondo criteri non sempre trasparenti, uniformi e verificabili.
Questa prassi produce un evidente svilimento del ruolo e dell’intelletto professionale dei medici prescrittori, oltre a generare incertezza, disparità di trattamento e sfiducia nei cittadini. L’autorizzazione amministrativa non può trasformarsi in una seconda prescrizione sanitaria né in un potere discrezionale capace di comprimere, senza adeguata motivazione clinica, il progetto riabilitativo indicato dallo specialista.
Alla luce di quanto esposto, si chiede di promuovere una riforma organica dell’assistenza protesica regionale fondata sui seguenti assi portanti:
• formale istituzione del Tavolo Regionale permanente per la protesica, con partecipazione di Direzione Salute, rappresentanze di associazioni dei pazienti e di categoria di erogatori dei servizi;
• adozione di Linee guida regionali attuative dell’Allegato 12 del DPCM 2017, con disciplina uniforme di tempi massimi di erogazione, rinnovi, protesi di riserva, modalità di collaudo e criteri di appropriatezza;
• istituzione di un Albo regionale dei soggetti erogatori accreditati, con requisiti strutturali, tecnologici e professionali chiari e verificabili;
• definizione di un sistema tariffario regionale fondato su analisi dei costi reali, benchmarking interregionale, congruo margine d’impresa e revisione periodica;
Invito ad applicare la medesima L.R. già vigente nella VICINA REGIONE PUGLIA, la n. 4 del 25.01.2010, art. 32 - Norme in materia di protesi, ortesi e ausili tecnici – Iscrizione nell’elenco regionale delle imprese che intendono fornire dispositivi protesici su misura e/o predisposti a carico del SSN – Individuazione requisiti.
La regione Basilicata è l’unica Regione Italiana che non ha ancora attuato un accordo quadro che garantisce la libera scelta da parte dell’assistito del tecnico e una libera concorrenza al fine di ottenere un servizio efficiente, basato sulla qualità delle prestazioni, continuità assistenziale e piena tutela della dignità delle persone con disabilità.
Fiduciosi di un Vostro riscontro positivo al fine di continuare a tenere alto il diritto e la dignità di ogni paziente, porgiamo Cordiali Saluti”.
ATTESA RISPOSTA.



Nessun commento:
Posta un commento