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sabato 2 giugno 2018

POLICORO. MEDITERRANEO NO TRIV E LE VERIFICHE ARPAB NELLE ACQUE DELLO IONIO. BELLIZZI: “NOVE ESAMI NON BASTANO. SERVE UN PIANO DI INDAGINE AMBIENTALE”

GIOVANNA BELLIZZI

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 2.6.18
POLICORO - “Non bastano nove esami dell'acqua del mar Ionio, eseguiti oltre un mese dopo la chiusura dell'impianto sospettato di sversare sostanze chimiche, per stabilire che non c'è stato inquinamento. Le istituzioni debbono attuare un vero e proprio Piano di indagine ambientale”. Lo ha sostenuto Giovanna Bellizzi, portavoce dell'associazione Mediterraneo no triv, dopo che l'Arpab ha reso noti i risultati della ricerca di cromoesavalente e di tricloroetilene in campioni prelevati il 21 maggio scorso in punti di balneazione dislocati sui vari territori comunali della costa jonica, da Nova Siri a Metaponto. Esami che sono risultati tutti al di sotto del "Limite di quantificazione" ed inferiori ai valori dei rispettivi "standards di qualità ambientali medi annuali". Ma ecco ancora l'eponente dell'associazione ambientalista: “L'analisi delle sole acque non è sufficiente e completa per accertare o escludere l'inquinamento ma impone lo studio ad ampio spettro di quelli che in ambito scientifico sono denominati indicatori ambientali. Solo con lo studio anche dei bioindicatori che forniscono informazioni sulla qualità dell’ambiente è possibile condurre uno studio completo e efficace sul reale stato delle acque del mare”. Mediterraneo no triv, pertanto, invierà formale nota alle istituzioni per chiedere la realizzazione di un Piano di indagine ambientale che coinvolga, per lo stato delle acque del mar Ionio, lo studio dei mitili, dei pesci, dei sedimenti e della sabbia, e per la terra l'analisi non solo dei terreni e della falde acquifere ma anche e soprattutto degli ortaggi e della frutta.
LA CABINA DI MANOVRA DELLO SCARICO AL MARE DELL'ITREC
STATO DI SALUTE DEL MAR IONIO. DIBATTITO ACCESO SUL WEB


POLICORO – Dibattito acceso sul web dopo la pubblicazione della notizia degli esami Arpab in 9 punti della costa jonica, compreso quello dello scarico della condotta dell'Itrec, che hanno dimostrato un livello di cromo esavalente e di tricloroetilene sotto ai limiti di quantificazione. Centinaia le condivisioni ed i commenti completamente opposti. Da una parte c'è stato chi ha scritto: “Allora la bandiera blu è meritata”; “Dove sono i dottorini che hanno dato notizie false?”; “I catastrofisti non commentano le buone notizie. Magari si aspettavano un altro esito. Allora si sarebbero scatenati”. Dall'altra parte, invece, c'è stato chi ha sostenuto: “Non mi fido”; “I risultati sono ingannevoli perchè effettuati a scarico dell'Itrec chiuso”: “Analisi fatte in maniera assurda perchè l'inquinamento chimico del mare si fa studiando gli indicatori ambientali come mitili, pesci, sedimenti e sabbia”.

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