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venerdì 10 ottobre 2025

AFFIDOPOLI DI BASILICATA. L’AFFARE SI INGROSSA. DOPO GLI SCOOP DE L’ALTRAVOCE- IL QUOTIDIANO BASILICATA DI IERI ED OGGI, CON TITOLI DI PRIMA PAGINA, SCENDONO IN CAMPO LE OPPOSIZIONI E LA FP CGIL. SILENZIO, INVECE, DALLE STAZIONI APPALTANTI E DALLA GIUNTA BARDI

 

POTENZA - Titolo di prima pagina de L’altravoce – Il quotidiano di Basilicata di ieri, 9 ottobre: “Regione, soldi veri a finte associazioni”: Titolo dello stesso giornale, sempre in prima pagina, di oggi: “Quella firma non è mia, denuncio”. Articoli firmati Leo Amato. Ma di cosa si tratta rinviando, ovviamente, alla lettura integrale del quotidiano che sta conducendo l’inchiesta? “Si tratta – ha scritto L’altravoce di ieri - di affidamenti spezzettati per evitare le gare d’appalto. E’ questa la ricetta dell’ultimo filone, fresco fresco, dell’inchiesta giornalistica sull’affidopoli lucana”.

Insomma il meccanismo degli affidamenti senza gare consisterebbe nel dividere importo e lavori di un appalto sino a portare ogni quota al di sotto di quella soglia per cui si possono fare affidamenti diretti senza ricorrere all’appalto. L’altravoce cita nomi e cognomi, alcuni svelati al quotidiano dalla Banca dati dei contratti pubblici dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac)”.

Insomma, ce n’è abbastanza perché l’affare divenisse anche politico. Così i Consiglieri regionali di opposizione Araneo, Bochicchio, Cifarelli, Lacorazza, Marrese e Verri si sono rivolti direttamente al presidente della giunta regionale Vito Bardi: “Crediamo che sia nell’interesse del Presidente chiarire quanto sollevato il 9 e 10 ottobre a mezzo stampa in materia di affidamenti.
Non tocca a noi entrare nei singoli fatti di gestione e sulla legittimità degli atti ma abbiamo atteso l’intera giornata nella speranza che arrivasse una qualche dichiarazione di eventuale precisazione, anche perché non siamo giudici o arbitri. Gli argomenti sollevati, tuttavia, non possono passare sotto silenzio ed è la ragione per la quale, in prima battuta, sollecitiamo un chiarimento”.

Sullo stesso argomento è intervenuto anche il sindacato. La Fp Cgil ha focalizzato la sua attenzione sugli affidanti diretti di Arpab, l’Agenzia regionale per l’ambiente: “Quanto messo in luce dal Quotidiano del Sud in merito agli affidamenti effettuati dall’Agenzia nell’ambito della missione 1 – componente 1 – investimento 1.5 “Cybersecurity” del PNRR accende i fari sulla gestione e sull’impiego delle risorse da parte dell’Agenzia.
L’ARPAB e il suo direttore generale hanno ben pensato di frazionare un progetto di un importo considerevole, circa un milione e mezzo di euro, in 10 affidamenti diretti tutti di un importo inferiore, e molti casi al limite, dell’importo sottosoglia previsto per servizi e forniture, che consente alle stazioni appaltanti di procedere senza obbligo di confronto competitivo a patto che siano rispettati i criteri minimi di trasparenza e rotazione.
Neanche tali criteri appaiono rispettati: non si evincono dagli atti le modalità di scelta dei fornitori, semplicemente si accenna ad una trattativa MEPA diretta con l’operatore a cui viene affidato l’incarico, ritenendo non solo idonea l’offerta ma anche economicamente vantaggiosa, senza alcuna ulteriore specifica motivazione a supporto della scelta effettuata. Tra le tante determine emerge l’affidamento nello stesso giorno a due operatori logisticamente collocati in due regioni diverse con lo stesso rappresentante legale. Operatori per i quali viene acquisita una mera dichiarazione sostitutiva e dei quali nulla si rinviene in merito ai requisiti richiesti. Un frazionamento, a quanto pare artificioso, che sembrerebbe eludere il Codice dei Contratti Pubblici che pone un divieto espresso di frazionare un appalto per ricorrere all’affidamento diretto. Anche in Basilicata, evidentemente, cresce l’eccessivo ricorso agli affidamenti diretti, scelta che può risultare vantaggiosa per velocità e snellezza burocratica ma non certo per trasparenza accrescendo il rischio di opacità nella gestione delle risorse.
L’approssimarsi della scadenza del PNRR non può in alcun modo legittimare o giustificare una gestione degli affidamenti poco trasparente ed essere utilizzata come scudo per eludere le norme in materia. Come ben ha detto il presidente dell’ANAC su PNRR e appalti “non basta fare in fretta, bisogna fare bene”.

Per la lettura integrale dell’inchiesta del L’altravoce- Il quotidiano Basilicata cliccare sui seguenti link

https://www.quotidianodelsud.it/basilicata/potenza/cronache/pubblica-amministrazione/2025/10/09/affidopoli-lucana-potenza-soldi-veri-a-finte-associazioni?

https://www.quotidianodelsud.it/basilicata/potenza/cronache/pubblica-amministrazione/2025/10/10/potenza

 
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