SCANZANO JONICO (MT) – In silenzio, con le fiaccole, da piazza Aldo Moro a piazza Gramsci, nel centro cittadino. I vertici del sindacato lucano, molti sindaci e amministratori locali, esponenti di partiti ed associazioni, hanno preso parte alla fiaccolata in memoria Kumar Manoj, di 34 anni; Singh Surjit, di 33; Singh Harwinder, di 31; e Singh Jaskaran, quest’ultimo di soli 20 anni. Sono le quattro vittime del terribile incidente stradale verificatosi sabato scorso sulla Statale Val d’Agri, una delle strade “mulattiere” della Basilicata. E’ stato un momento di raccoglimento e di denuncia, per i diritti e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici migranti impiegati in agricoltura. Spesso di tratta di persone senza nome, invisibili. Che diventano visibili quando, come nel caso di Scanzano Jonico, perdono la vita a migliaia di chilometri di distanza dalla loro casa. Per Cgil, Cisl e Uil quanto accaduto non è “una semplice fatalità, ma la conseguenza diretta delle condizioni di sfruttamento e del caporalato che ancora colpiscono il Mezzogiorno d’Italia”. Le organizzazioni sindacali hanno anche ricordato la pericolosità della SS 598. Chiesta maggiore attenzione da parte delle istituzioni e interventi urgenti per garantire “trasporti sicuri, condizioni di lavoro dignitose e rispetto dei diritti fondamentali”.
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