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giovedì 29 settembre 2022

PREFETTURA MATERA. MAFIA. ADOTTATA MISURA INTERDITTIVA DAL PREFETTO SANTE COPPONI PER UNA AZIENDA DI PULIZIA, DISINFESTAZIONE, DERATTIZZAZIONE E SANIFICAZIONE

LO STATO COLPISCE DURO. IL RAPPRESENTANTE LEGALE DELL’AZIENDA, INFATTI, REGISTRA UNA CONDANNA DIVENUTA IRREVOCABILE PER IL REATO DI ASSOCIAZIONE DI TIPO MAFIOSO, PER LA QUALE NON RISULTA INTERVENUTA LA RIABILITAZIONE. DI SEGUITO LA NOTIZIA INTEGRALE 

IL PREFETTO DI MATERA SANTE COPPONI

MATERA, 29 SET -  Nell’ambito dell’attività di prevenzione antimafia ed in particolare nel contesto delle misure preordinate a contrastare la presenza delle organizzazioni criminali nelle attività economiche, il Prefetto di Matera, Sante Copponi, ha adottato a norma dell’art. 88 D.Leg.vo n. 159/2011 (codice antimafia) un provvedimento di interdittiva antimafia nei confronti di un’azienda locale operante nel settore “Pulizia, dsinfestazione, derattizzazione e sanificazione”, il cui rappresentante legale registra una condanna divenuta irrevocabile per il reato di associazione di tipo mafioso ex art. 416 bis commi 2, 3, 4 e 5 C.P., per la quale non risulta intervenuta riabilitazione.

Detta condanna costituisce l’epilogo di una complessa vicenda giudiziaria cui è confluita  un’ articolata attività info –  investigativa condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza culminata nell’adozione di numerose misure cautelari nei confronti di soggetti contigui ad una consorteria criminale operante nel territorio tra  Matera e Montescaglioso, dedita prevalentemente ad attività estorsiva e che nell’ambito del conflitto con altra organizzazione criminale operante in quei territori annovera omicidi e crimini violenti  anche a carattere dinamitardi perpetrati negli anni ’90.

Sebbene i delitti ascritti risalgono agli anni addietro, ciò non può ritenersi sintomatico di un affievolimento della valenza malavitosa del predetto sodalizio tale da soprassedere dall’adozione di misure cautelari e di prevenzione antimafia di competenza prefettizia. Viceversa, la sussistenza nei confronti di un imprenditore di una condanna per il reato associativo di tipo mafioso induce in re ipsa ad una difesa avanzata dell’ordinamento rispetto a tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata, con l’adozione della misura interdittiva antimafia di che trattasi. 

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