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lunedì 19 settembre 2022

TURSI. ANTONIO DI MATTEO, 33 ANNI, AGRICOLTORE: “I CINGHIALI LA SFIDA PIÙ ARDUA PER LA NOSTRA AGRICOLTURA. MA LA POLITICA ITALIANA È VILE”

IL GIOVANE PRODUTTORE AGRICOLO, CHE NELLA CITTA’ DI PIERRO E’ ANCHE CONSIGLIERE COMUNALE, METTE IN VENDITA LA SUA AZIENDA “MA SOLO AD ASSOCIAZIONI ANIMALISTE CHE TUTELANO I CINGHIALI DISTRUTTORI”. PROPOSTA LA CREAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA PROTEZIONE AGRICOLTORI. E SOLO IL 17 AGOSTO SCORSO IL DI MATTEO AVEVA LANCIATO UN’ALTRA PROVOCAZIONE: “UNA TAGLIA SU OGNI CAPO ABBATTUTO”. DI SEGUITO LA NOTIZIA INTEGRALE ED IL LINK PER RILEGGERE IL NOSTRO ARTICOLO DELL'AGOSTO SCORSO 

FOTO ORTICALAB.IT

FOTO FONDAZIONE UNA

FOTO AGI

FOTO PERIZIA FACILE.IT

LA LETTERA INVIATACI DA ANTONIO DI MATTEO

VENDO AZIENDA AGRICOLA AVVIATA AD ASSOCIAZIONI ANIMALISTE CHE TUTELANO I CINGHIALI

Nonostante l'importanza del settore, gli agricoltori sono completamente abbandonati di fronte ad una questione che sta diventando di rilevanza nazionale. I cinghiali sono diventati la sfida più ardua del settore. O si attua una involuzione agraria con l'abbandono di quasi tutta la terra fertile e si realizza la recinzione dei soli appezzamenti pianeggianti e più produttivi oppure si pone rimedio con forza e determinazione riducendo drasticamente il numero dei cinghiali. 

Siamo di fronte ad un bivio. E di fronte alle scelte storiche, la politica italiana ha sempre mostrato viltà.

Per non urtare la sensibilità di qualche animalista mettiamo a rischio un intero settore economico? Noi agricoltori siamo d'accordo, ma ci vuole un'indennità ad ettaro per tutta la mancata produzione. Perché lo Stato è responsabile.

Tanti partiti propongo come soluzione del problema l'abolizione della caccia? Noi agricoltori siamo d'accordo, ma ci vuole sempre un'indennità ad ettaro per tutta la mancata produzione. Perché lo Stato è sempre responsabile.

Lo Stato, mettendo le mani nelle tasche dei cittadini e soprattutto degli animalisti, si deve fare carico delle indennità da pagare agli agricoltori. 

Ci sono associazioni che difendono gli animali e quindi i cinghiali. Ma quando verrà fondata un'associazione che tutela gli agricoltori? Si potrebbe chiamare Associazione Italiana Protezione Agricoltori. Perché oramai gli unici animali rari da tutelare siamo diventati noi agricoltori.

Nel mentre la politica continua a parlare del nulla per qualche altro giorno, colgo l'occasione per lanciare una provocazione: la mia avviata azienda agricola è in vendita. Si accettano offerte ma solo da associazioni animaliste. Così che io possa investire in un altro settore economico e le associazioni animaliste possano capire come portare avanti una azienda e una famiglia con i danni quotidiani ed ingenti dei cinghiali. 

È facile fare gli animalisti quando non si subiscono i danni dei cinghiali. È come se tutti i giorni si rompesse un elettrodomestico in casa. Una volta la lavatrice e si allaga il bagno. Una volta la caldaia e non ci si può fare la doccia. Una volta la lavastoviglie e bisogna lavare i piatti a mano. Finché si hanno soldi e pazienza si può andare avanti, ma sia i soldi che la pazienza non sono illimitati.

ANTONIO DI MATTEO, AGRICOLTORE DI TURSI, 33 ANNI


PER RILEGGERE IL NOSTRO ARTICOLO DEL 17 AGOSTO SCORSO, “TURSI. EMERGENZA CINGHIALI. UN AGRICOLTORE METTE UNA “TAGLIA” SU OGNI CAPO ABBATTUTO”, CLICCARE SUL LINK

https://filippomele.blogspot.com/.../tursi-emergenza...

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