SENISE (PZ) – La sanità territoriale di base è in fortissimo deficit in Basilicata o, quanto meno, nell’area del senisese. Il sit in di protesta di ieri di cittadini, associazioni, sindacati, sindaci, forze politiche, dimostra che non bastano tre comunicati stampa al giorno di chi ha la responsabilità della gestione della salute in Basilicata per disegnare una efficienza nei servizi che non esiste. Già, tra il dire e il fare… Se è vero, come è vero, che i cittadini debbano protestare per i diritti elementari, quelli definiti, appunto, di base: il medico di famiglia; quello di guardia; magari qualche pediatra di comunità; un 118 attrezzato con uomini e mezzi e, magari, col medico a bordo; specialisti ambulatoriali nei distretti come quello, appunto, di Senise di fronte al quale si è svolta la manifestazione; ospedali che garantiscano, almeno, il pronto intervento e quelli definiti di routine come quello di Chiaromonte. Per garantire questo non servono i comunicati stampa e i Piani che rimangono sulla carta: servono fatti e atti concreti. La politica si renda conto: il diritto alla sanità territoriale ormai non esiste quasi più in grandi aree della Basilicata come, appunto, il Senisese costretto a scendere in piazza per vedersi garantito l’essenziale. E la gente è stanca di pagare di tasca propria per servizi e assistenza che dovrebbero essere garantiti dal Servizio sanitario nazionale. La lotta del Senisese, tuttavia, continuerà.
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| FOTO TGR BASILICATA |





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