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venerdì 13 marzo 2026

REGIONE BASILICATA. LA CASTA BLOCCA IL REFERENDUM POPOLARE CONTRO LA CASTA. DURO A ATTACCO ALLA POLITICA DEL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM CONTRO GLI ODIATI VITALIZI AI CONSIGLIERI REGIONALI

 

La politica blocca il referendum contro i vitalizi. Dopo due mesi dal nostro quesito, continua il silenzio assordante della Consulta per le garanzie statutarie. Il Consiglio regionale della Basilicata completa il lavoro insabbiando la legge sulla partecipazione. È il momento di rispondere alla democrazia sospesa coinvolgendo il mondo associativo nella mobilitazione per una reale democrazia regionale.

Non è accettabile, a quasi dieci anni dall’entrata in vigore dello Statuto, che qualcuno continui a dichiarare inesigibile il diritto dei lucani a partecipare alla vita politica della Basilicata. Questo atteggiamento ostruzionistico della maggioranza di centrodestra, che sequestra il dibattito con la spada di Damocle di una legge sulla partecipazione che deve sempre approvare tra poco e non approva mai, è un aperto sabotaggio della dialettica democratica. Ed è incomprensibile il silenzio della Consulta, un organo amministrativo di garanzia che continua a negare ai lucani l’accesso al referendum tramite la legge 40/1980 con il comodo rimedio del mutismo.

In attesa di conoscere le valutazioni della magistratura contabile sulla cosiddetta invarianza finanziaria della legge sui vitalizi, il Comitato promotore allargherà la mobilitazione per la democrazia al mondo associativo, per affermare la necessità di una politica diversa, che assuma come priorità i bisogni delle persone e non i privilegi degli amministratori. Davanti a questa gravissima sospensione della democrazia, che si consuma nell’assurdo silenzio di tutto il Consiglio regionale, la risposta non può che essere l’impegno collettivo per una politica diversa. È solo l’inizio di una nuova stagione di rivendicazioni civili.

COMITATO REFERENDUM ABROGATIVO LEGGE REGIONALE VITALIZI 




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