RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA SEGUENTE NOTA CORREDATA DALLE FOTO ALLEGATE
Pisticci convive da secoli con la fragilità del proprio suolo. La sua storia è scritta in qualche modo sulla sua terra, una storia fatta di secoli di convivenza con una natura instabile e smottamenti che, ciclicamente, hanno riscritto la geografia dell’abitato. Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma al capitolo più recente di una cronaca secolare di smottamenti e cedimenti, che questa volta si è concentrata pericolosamente su via Amerigo Vespucci. In questo tratto, che rappresenta il cuore della viabilità verso le frazioni di Tinchi e Marconia e verso la Statale 106, il terreno ha ripreso a cedere. Si tratta di una frattura profonda che ormai da mesi sta divorando l’asfalto e minacciando la staticità degli edifici circostanti. La relazione che segue fotografa un’emergenza che non può più essere nascosta sotto il tappeto di promesse, rattoppi e rinvii burocratici: il movimento franoso in Via Vespucci è un segnale d’allarme che, se ignorato, condannerà il centro storico di Pisticci all'isolamento.
Il movimento franoso che interessa il settore sud-orientale dell’abitato di Pisticci, in corrispondenza del tratto terminale di Via Amerigo Vespucci e della Strada Provinciale n. 18 Pozzitello–San Basilio, è tuttora attivo e continua a manifestare evidenti segnali di evoluzione. Lungo il tratto terminale di Via Amerigo Vespucci e della S.P. n. 18 si osservano numerose fratture di trazione, diffuse fessurazioni del piano viabile, deformazioni della carreggiata e rigonfiamenti del corpo stradale, con la riapertura e la propagazione di lesioni già rilevate negli anni precedenti. Analoghi segni di instabilità interessano anche alcuni fabbricati prospicienti la viabilità, nei quali sono visibili fessure e fratture riconducibili all'evoluzione del movimento franoso, a testimonianza del progressivo coinvolgimento del patrimonio edilizio. Le evidenze riscontrate confermano che il fenomeno è ancora in atto e che, in assenza di interventi strutturali, il dissesto è destinato a estendersi progressivamente, coinvolgendo porzioni sempre più ampie della viabilità e delle aree circostanti. La situazione assume particolare rilevanza sotto il profilo della sicurezza pubblica e della funzionalità della rete viaria, poiché il movimento franoso coinvolge il principale asse di collegamento tra il centro storico di Pisticci, le frazioni di Tinchi e Marconia e la Strada Statale 106 Jonica. Un ulteriore aggravamento del movimento franoso potrebbe compromettere la transitabilità di Via Amerigo Vespucci e della Strada Provinciale n. 18, determinando il concreto rischio di interrompere il collegamento tra il centro storico e le sue principali frazioni, con inevitabili ripercussioni sulla mobilità dei cittadini, sull'accesso ai servizi essenziali, sulle attività economiche e sugli interventi di emergenza. Si tratta di un'infrastruttura strategica per l'intero territorio comunale, utilizzata quotidianamente da residenti, pendolari, mezzi di soccorso e Protezione Civile. Il fenomeno è noto da diversi anni ed è stato oggetto di studi, rilievi e primi interventi di mitigazione che hanno consentito di contenere temporaneamente gli effetti del dissesto, senza tuttavia eliminarne le cause. L'evoluzione osservata negli ultimi mesi dimostra che tali misure non sono più sufficienti e rende ormai indispensabile la realizzazione di un intervento definitivo di consolidamento del versante. Non è più il tempo di interventi provvisori. È indispensabile che gli Enti competenti (Amministrazione comunale di Pisticci, Regione Basilicata-Dipartimento Infrastrutture e mobilità, Commissario di Governo per il Contrasto al Dissesto Idrogeologico e Acquedotto Lucano) provvedano con la massima urgenza alla realizzazione degli interventi definitivi di consolidamento del versante e della sede stradale, al fine di arrestare l'evoluzione del dissesto, salvaguardare la sicurezza pubblica e garantire la continuità di un collegamento viario essenziale per l'intera comunità di Pisticci.
Il quadro descritto non lascia spazio a interpretazioni: la tenuta di un’infrastruttura vitale per la quotidianità di migliaia di persone è appesa a un filo. Non si tratta solo di riparare crepe o ripristinare il manto stradale, ma di proteggere l’identità e la funzionalità di un centro storico che rischia di vedere drasticamente ridotto il proprio respiro verso l’esterno. La comunità attende ora un segnale concreto: la consapevolezza del rischio è nota, gli studi sono stati effettuati e la sicurezza dei cittadini deve tornare a essere l’unica priorità nell’agenda degli enti competenti. Tuttavia, la rassegnazione sta lasciando il posto alla consapevolezza: i cittadini, constatato che la consueta interlocuzione burocratica non ha sortito alcun risultato concreto, hanno compreso che la strada del dialogo amministrativo è ormai giunta al capolinea. Di fronte a una situazione giudicata estremamente rischiosa e non più sostenibile, la popolazione è pronta a percorrere altre vie per tutelare la propria incolumità, chiedendo con forza che le istituzioni si assumano finalmente la responsabilità di blindare il futuro di Pisticci, chiudendo definitivamente il capitolo dell'incertezza e aprendo quello del risanamento strutturale.
ANTONELLA DE PINTO
FOTO DI MARTA CARUSO





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