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mercoledì 4 maggio 2022

SENATORI LUCANI. VITO PETROCELLI, ELETTO IN BASILICATA, RESIDENTE A MATERA, AL BRACCIO DI FERRO PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE ESTERI DEL SENATO: FARO' RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE”

IL PARLAMENTARE, ALLA SECONDA LEGISLATURA CON IL M5S, ACCUSATO DI ESSERE FILO RUSSO, NON INTENDE DIMETTERSI PUR DOPO CHE I MEMBRI DI PD, LEGA, IV E FDI HANNO FORMALIZZATO LE LORO DIMISSIONI E CON IL LEADER DEL M5S GIUSEPPE CONTE CHE HA ASSICURATO CHE LO FARANNO ANCHE TUTTI I SENATORI DEL MOVIMENTO. PROPRIO CONTE HA ANNUNCIATO L'ESPULSIONE DEL SENATORE LUCANO DAL M5S DOPO CHE PETROCELLI AVEVA SCRITTO “RESISTENZA” CON LA Z PUTINIANA. DI SEGUITO LA NOTIZIA DA REPUBBLICA.IT

IL SENATORE VITO ROSARIO PETROCELLI

FONTE REPUBBLICA.IT

M5S, DIMISSIONI DI MASSA DALLA COMMISSIONE ESTERI DEL SENATO. PETROCELLI NON SI ARRENDE: "FARÒ RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE"

In via di formalizzazione le dimissioni dei membri della Commissione Esteri del Senato, come emerso ieri sera dopo la riunione della Giunta per il regolamento del Senato sul caso Petrocelli, Dalla Lega stamattina è arrivata la conferma che "i senatori che fanno parte della Commissione Affari Esteri hanno firmato la lettera di dimissioni. Si tratta di Tony Chike Iwobi, Stefano Lucidi, Matteo Salvini e Manuel Vescovi". Confermate le dimissioni degli esponenti di Fi, come reso noto dallo stesso Petrocelli. E quelle di Adolfo Urso, unico componente di Fratelli d'Italia. L'ultimo a dimettersi, dopo averci pensato e ripensato, in mattinata è il senatore M5S Alberto Airola."Ho parlato con Giuseppe Conte. Ho deciso di dimettermi anche io dalla Commissione Esteri di Palazzo Madama. Non voglio indebolire in alcun modo l'azione politica del Movimento che ribadisce la contrarietà alla guerra nella ricerca di una soluzione diplomatica per la pace" .

Ma Vito Petrocelli non si arrende e commenta: "Non mi sono dimesso, non mi dimetto" e "intendo in ogni caso fare ricorso alla Corte costituzionale", per cui "sentirò il mio legale di fiducia". E ancora: "La dimissione dei colleghi è una loro scelta e anche una grande responsabilità". La Giunta del Regolamento del Senato "ha formalmente preso una decisione, a quanto mi è dato sapere se arriverà a essere formalizzata quella decisione mi pare un pericoloso precedente. Visto che siamo in un clima di guerra, evidentemente molti colleghi ritengono qualsiasi precedente legittimo per eliminare un pericoloso filo-russo putiniano dalla presidenza della commissione Esteri. Posso dire in tutta tranquillità e onestà che se, come è stato, solo per aver votato contro la risoluzione, mio primo atto contrario alla maggioranza, sono stato etichettato in tal modo, che tutto ciò sia stato montato mi sta bene ma mi fa pena per la struttura di questa istituzione. Siccome, però, non sono nato ieri sono abituato a tutto, quindi ci sta, ma un pò mi diverte sarà un caso studio nella giurisprudenza parlamentare, un pò mi fa piacere".

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