Un'adesione superiore alla
media nazionale (56% contro la media italiana del 50%) ma una insufficienza
netta (79,2%, a fronte del 97,3% in Italia) per quanto concerne la percentuale
delle persone invitate a sottoporsi in Basilicata allo screening mammografico,
nel 2024: è il quadro evidenziato dalla Fondazione Gimbe sui controlli
oncologici gratuiti a cui ogni Regione è obbligata a dare esecuzione.
In questo settore, la Basilicata, alla pari di tutte le
Regioni del Sud, ad eccezione del Molise, è nona e - dice la Fondazione -
"anche se sopra media, questa percentuale correlata agli inviti riconosce
a monte responsabilità organizzative nella loro gestione".
Gli screening oncologici inclusi nei Livelli Essenziali di
Assistenza, che tutte le Regioni devono garantire gratuitamente, comprendono la
mammografia per le donne tra 50 e 69 anni, lo screening del tumore della
cervice uterina per le donne tra 25 e 64 anni e quello del tumore del
colon-retto per donne e uomini tra 50 e 69 anni.
Negli altri due ambiti sanitari, per lo screening cervicale
(per il tumore del collo dell'utero) l'estensione degli inviti è pari al 91,1%
(media Italia 117,2%), mentre l'adesione è pari al 52,2% (media Italia 51%) e
posiziona la Basilicata al 12esimo; per lo screening colon-rettale:
l'estensione è pari al 84,6% (media Italia 94%), l'adesione raggiunge il 32,9%
(media Italia 33,3%) della popolazione target che posiziona la regione al 10°
posto tra le regioni. (FONTE ANSA)


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