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martedì 17 febbraio 2026

IL CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA SUI VITALIZI. IL COMITATO PER IL REFERENDUM: “UNO SPETTACOLO INDECENTE. BARDI COME PONZIO PILATO. UN LAVORATORE DEVE LAVORARE 20 ANNI PER LA PENSIONE, UN CONSIGLIERE REGIONALE SOLO 5. SIA DIA IL VIA LIBERA AL REFERENDUM ABROGATIVO!”

 

“Uno spettacolo indecente, un teatrino. Di fatto i vitalizi restano e Bardi fa come Ponzio Pilato, lavandosi le mani e annunciando che lui non ne farà richiesta, ma intanto è il primo firmatario della norma che introduce i vitalizi”. Così il Comitato per il referendum abrogativo della legge regionale che introduce i vitalizi commentando la seduta del Consiglio regionale di ieri, con all’ordine del giorno le modifiche alla stessa norma. “La non retroattività non è alcun passo in avanti, nessuna norma può avere effetti retroattivi. Bardi afferma inoltre una serie di falsità, a partire dall’intoccabilità del fondo sociale istituito con la legge 37 del 2017 che di fatto è superata dall’abrogazione della riduzione del taglio del 10 per cento dell’indennità dei consiglieri regionali. Di fatto, quindi, il fondo sociale non esiste più. Infine c’è un aumento della spesa enorme a carico della Regione e dei lucani pari a 1600 euro per ogni consigliere regionale. Oltre ad introdurre un privilegio che non ha nessuno lavoratore: un consigliere regionale potrà percepire una pensione aggiuntiva con solo 5 anni di contributi, mentre i lavoratori devono avere almeno 20 anni di contributi e 67 anni e 3 mesi. Mentre il 24 per cento dei lucani vive sotto la soglia di povertà. È un privilegio inaccettabile. Ancora una volta chiediamo di poter votare per cancellare questa norma ingiusta. Siamo in presenza di una sospensione della democrazia: il Consiglio non ha ancora dato il via libera a poter attivare il diritto al referendum popolare previsto dallo statuto regionale”.



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