Nella mattinata odierna, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Matera hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Matera, ai sensi dell 'art. 321 c.p.p., avente ad oggetto un complesso edilizio in corso di realizzazione nel centro di Matera, in Piazza Bianco, individuato in catasto al foglio di mappa 71, particella 2547 (già particelle 2464, 2465 e 2467). La notizia è stata resa nota con un comunicato stampa a firma del procuratore della Repubblica Alessio Coccioli. Comunicato che condividiamo integralmente.
Il sequestro è stato disposto nell'ambito di un procedimento penale nel quale risultano indagate sei persone, a vario titolo, in relazione alla progettazione, autorizzazione amministrativa e realizzazione dell 'intervento edilizio.
Secondo la prospettazione accusatoria recepita dal G.I.P. ai fini dell'adozione della misura cautelare reale (e dunque allo stato degli atti e con valutazione tipica della fase cautelare), l'intervento edilizio sarebbe stato eseguito sulla base di titoli abilitativi ritenuti solo apparentemente formati, poiché viziati da illegittimità macroscopiche e in contrasto con la disciplina urbanistico-edilizia di riferimento. Il decreto richiama, in particolare, la realizzazione di lavori di edificazione del compendio immobiliare in Piazza Bianco per una volumetria complessiva di mc 1 1.619,20, di cui mc 9.310,15 ritenuti in assenza di valido titolo edilizio.
Nel provvedimento si fa riferimento a plurime ipotesi di reato, contestate a vario titolo e in concorso tra alcuni degli indagati, tra cui:
reati urbanistico-edilizi, con richiamo
all'art. 44, comma l , lett. b), del d.P.R. n. 380/2001;
fattispecie di falso ideologico, anche in
relazione ad asseverazioni tecniche e ad atti/provvedimenti amministrativi (con
richiamo, tra gli altri, agli artt. 479 e 480 c.p.);
ulteriori contestazioni connesse alla
disciplina sul procedimento amministrativo e alla rappresentazione della
regolarità urbanistica nelle pratiche edilizie e nelle varianti in corso d'
opera.
In sintesi, il quadro indiziario valorizzato nel decreto riguarda, tra l'altro, la presunta non corretta determinazione della volumetria/superficie utile lorda (S.U.L.) delocalizzabile ai fini del rilascio del permesso di costruire e delle successive varianti, con conseguente indicazione di dati tecnici ritenuti non veritieri nelle relazioni e negli elaborati allegati alle pratiche edilizie. Il provvedimento richiama, in particolare, accertamenti tecnici svolti nel corso delle indagini e una consulenza tecnica disposta dal Pubblico Ministero, finalizzata alla ricostruzione della catena dei titoli edilizi e alla verifica della conformità urbanistica dell'intervento.
Il G.I.P., nel disporre il sequestro, ha ritenuto sussistenti elementi sufficienti dei reati ipotizzati e ha valorizzato, sotto il profilo del rischio di aggravamento delle conseguenze delle condotte contestate, il fatto che il complesso edilizio non risulta ancora ultimato, essendo stati rilevati lavori in corso, presenza di impalcature e mancanza di rifiniture interne. Il decreto evidenzia inoltre il rischio che la libera disponibilità del bene possa aggravare o protrarre le conseguenze delle condotte contestate, anche in relazione alla possibile prosecuzione delle opere e a ulteriori compromissioni dell'assetto urbanistico-ambientale.
Il provvedimento richiama anche il possibile impatto sul regolare assetto del territorio e sul carico urbanistico dell'area interessata, tenuto conto della collocazione del manufatto, della consistenza volumetrica ritenuta abusiva e della rilevanza dell'opera in termini di dimensioni e incidenza sulle infrastrutture esistenti.
La diffusione della presente notizia risponde a un evidente interesse pubblico all'informazione, avuto riguardo alla natura dei fatti oggetto di indagine e alla localizzazione del compendio immobiliare, nel pieno centro di Matera, con possibili ricadute sull'assetto urbanistico della città e sulla tutela del territorio.
Si precisa, in ogni caso, che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che il decreto di sequestro preventivo è stato adottato sulla base di una valutazione cautelare e provvisoria degli elementi fin qui acquisiti. Le ipotesi di reato e le ricostruzioni accusatorie dovranno essere verificate nel prosieguo del procedimento e nel pieno contraddittorio con gli interessati. Nei confronti di tutti gli indagati vale il principio di presunzione di non colpevolezza sino a sentenza definitiva irrevocabile di condanna.


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