SCREENING TUMORE ALLA PROSTATA: OLTRE 7MILA ADESIONI
Oltre settemila cittadini hanno scelto la prevenzione. È questo il dato principale emerso dalla conferenza stampa tenuta questa mattina in Regione per illustrare i risultati dei primi sei mesi della campagna di screening del tumore alla prostata in Basilicata.
Dall’avvio della campagna a oggi, sono 7.071 i questionari compilati dai cittadini lucani, un dato che testimonia una fiducia crescente verso i percorsi di diagnosi precoce. Al 31 dicembre 2025, le adesioni avevano già raggiunto quota 6.375, con una partecipazione significativa sia nella fascia 45-49 anni (802 adesioni) sia in quella 50-70 anni (5.573 adesioni).
L’efficacia del protocollo è confermata dai dati operativi: 3.871 test del PSA eseguiti, 481 visite urologiche effettuate, 217 risonanze magnetiche (RM) di approfondimento, con 26 pazienti positivi alla diagnostica per immagini, 19 pazienti che hanno effettuato la risonanza multiparametrica e biopsia. 11, invece, sono i pazienti che sono stati già operati chirurgicamente.
“I dati di questo semestre rappresentano un risultato importante per la salute pubblica della nostra Regione”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico. “Lo screening prostatico non è solo un test, ma un investimento concreto: intercettare la malattia nelle fasi iniziali significa offrire maggiori probabilità di successo terapeutico con un impatto meno invasivo sulla qualità della vita. Investire in prevenzione significa salvare vite e ridurre i costi sanitari futuri”. L’assessore ha poi sottolineato il valore della rete sanitaria: “Il progetto, affidato all’Aor San Carlo come capofila, in stretta collaborazione con ASP, ASM e IRCCS Crob, conferma la nostra capacità di lavorare in rete. Un ringraziamento va a tutti i professionisti – medici, tecnici e infermieri – che hanno reso possibile questo programma”.
“I risultati dei primi sei mesi dimostrano quanto la prevenzione possa fare la differenza”. Afferma il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera. “Lo screening prostatico rappresenta un investimento concreto nella salute pubblica: intercettare la malattia in fase precoce significa offrire maggiori possibilità di cura e ridurre l’impatto della patologia. Il progetto, che la Regione Basilicata ha affidato quale capofila all’Aor San Carlo, in collaborazione con le altre Aziende della Sistema Sanitario Regionale, conferma la capacità della nostra Azienda di lavorare in modo integrato, mettendo in rete laboratorio analisi, urologia e radiologia in un percorso strutturato e tempestivo. La peculiarità risulta, dunque, la natura clinica dello screening poiché la presa in carico del paziente è totale, affiancando alla diagnostica anche la visita specialistica. Si registra una partecipazione in continua crescita, con oltre 7mila questionari compilati fino ad oggi quale segno di adesione e 11 interventi chirurgici già effettuati, a conferma dell’accuratezza e dell’efficacia del team multidisciplinare e del percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) aziendale dedicato alle patologie della prostata. Dati che confermano l’importanza della scelta strategica messa in campo dalla Regione Basilicata nel pianificare uno screening gratuito per una fascia di popolazione ampia, se si considerano anche gli under 50 quale popolazione a rischio, e si inserisce nel panorama nazionale dove non si registrano simili esperienze sanitarie”.
AGENZIA STAMPA GIUNTA REGIONALE
PREVENZIONE, LACORAZZA:NUMERI INCORAGGIANTI, FARE DI PIÙ E MEGLIO
Il Capogruppo del Pd: investire in maniera ancora più rilevante e mirata, la prevenzione salva la vita e fa risparmiare il Servizio sanitario regionale. Ancora 60.000 lucani rinunciano alle cure o si curano fuori, e tempi lunghi per le liste d’attesa
“Sono certamente numeri incoraggianti e positivi quelli della campagna di prevenzione e screening del tumore alla prostata. Risultati che spingono a fare ancora di più sul fronte della prevenzione, ambito su cui bisogna investire in maniera ancora più rilevante e mirata. I dati parlano di oltre 7 mila persone sottoposte a screening e 45 casi, almeno secondo i dati ufficiali, in cui sono stati individuati problemi oncologici, consentendo di intervenire tempestivamente. Ha fatto bene la Regione e un grazie particolare al personale sanitario impegnato in questa attività”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Piero Lacorazza.
“Questo significa, in generale, un risparmio tendenziale o quantomeno minori costi che potrebbero gravare sul Servizio sanitario regionale. Ma non si deve mai sottovalutare il numero di persone che, senza questo screening, forse non avrebbero scoperto in tempo un problema di tale portata, con conseguenze potenzialmente molto gravi”.
“Sul tema della prevenzione - conclude Lacorazza - va fatto un lavoro ancora più importante e più esteso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Ma la prevenzione non è disgiunta da un sistema i cui limiti di programmazione e di governance evidenziano un contesto nel quale circa 60.000 lucani rinunciano alla cura o sono insostenibili i tempi di attesa per una prestazione, così come i 130 milioni di euro che si pagano per corregionali che si curano fuori.”
AGENZIA STAMPA DEL CONSIGLIO REGIONALE



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