POTENZA – E entrata nel vivo davanti al Gup del tribunale di Potenza, Salvatore Pignata, l’udienza preliminare del cosiddetto “Sistema Scanzano”. Il gup, in particolare, a quanto è trapelato, ha ammesso la costituzione di parte civile del Comune di Scanzano Jonico, rappresentato dall’avv. Erminio Marzovilli, ed anche quella del Ministero dell’interno tramite l’avvocatura dello Stato. Il dibattimento, quindi, è entrato nel vivo. La Direzione distrettuale antimafia (Dda) della Basilicata, con il procuratore capo facente funzioni, Francesco Cardea, ha chiesto il rinvio a giudizio per 26 persone. Tra gli altri vi sono Gerardo Schettino, di recente assolto in via definitiva dall’accusa di mafia, ma condannato a 15 anni di reclusione per droga, estorsione ed il tentato omicidio di Rocco Russo; alcuni suoi stretti congiunti, ma anche tecnici, imprenditori, ed ex dipendenti del Comune jonico. Alla richiesta del procuratore si sono associate le due parti civili. Poi, sono iniziate le arringhe degli avvocati difensori. I legali, Donatello Cimadomo, Livia Lauria, Gianni di Pierri e Davide Acinapura, hanno chiesto il non luogo a procedere per i loro patrocinati al termine dei loro articolati interventi. L’udienza è stata aggiornata al 13 maggio prossimo.
Ricordiamo che alcuni dei 26 imputati sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso mentre ad altri la Dda ha contestato singole accuse, che vanno dall’estorsione alla concussione, dall’incendio all’illecita concorrenza con minaccia e violenza, dalla violenza privata alla turbativa d’asta, e ancora trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio il tutto per agevolare il presunto clan. La richiesta riguarda poi due persone accusate solo di furto e detenzione di armi, ma senza finalità mafiose.
I fatti si sarebbero verificati tra il 2016 e il 2021: una serie di estorsioni e minacce per piegare il sistema economico alle richieste della presunta consorteria mafiosa. Ricatti ad aziende ortofrutticole e incendi a villaggi turistici e imprese edili per ottenere lavori. Il tutto con connivenze, secondo l’accusa, anche di qualche pubblico ufficiale, e senza esitare a prendere di mira quelli che si opponevano, come l’allora sindaco di Scanzano, Salvatore Jacobellis, a cui venne bruciata l’auto al pari di altri funzionari comunali. Nei capi di imputazione vi sono la quasi totalità degli episodi raccolti nella relazione del ministero dell’Interno che portò allo scioglimento del Comune di Scanzano Jonico nel dicembre 2019.
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CRONACA GIUDIZIARIA. GLI SVILUPPI SULL’INCHIESTA “SISTEMA SCANZANO”. LA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA VUOLE CHIUDERE I CONTI CON IL PRESUNTO CLAN SCHETTINO. TUTTI I NOMI DEI 26 IMPUTATI. I 46 CAPI DI IMPUTAZIONE. 25 LE PARTI LESE, COMPRESO IL COMUNE. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2025/11/cronaca-giudiziaria-gli-sviluppi.html.
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ESCLUSIVA! CRONACA GIUDIZIARIA. AL VIA L’UDIENZA PRELIMINARE SUL COSIDDETTO “SISTEMA SCANZANO”. LA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA HA CHIESTO IL PROCESSO PER 26 IMPUTATI, ALCUNI ACCUSATI DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE DI STAMPO MAFIOSO. COSA È SUCCESSO DOPO L’APERTURA DEL PROCEDIMENTO https://filippomele.blogspot.com/2025/11/esclusiva-cronaca-giudiziaria-al-via.html.
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