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giovedì 19 febbraio 2026

REGIONE BASILICATA. STIPENDI E INDENNITÀ. SCOPPIA UN NUOVO CASO. LE CRONACHE LUCANE: “DA 40MILA A 100MILA EURO L'ANNO! RADDOPPIATO LO STIPENDIO DELL’AMMINISTRATORE ATER”. MA IL PRESIDENTE BARDI PRECISA

 

L’edizione odierna de Le cronache lucane ha pubblicato, con richiamo in prima pagina, la notizia dal titolo “Un compenso che passa da meno di 40.000 euro a quasi 100.000 all’anno. Raddoppiato lo stipendio dell’Amministratore Ater (Azienda territoriale edilizia residenziale). Dal 50% dello stipendio del Consigliere Regionale al 70% di un Dg. Solo la saggezza di Bardi può fermare questo assalto ai soldi pubblici”. Nell’articolo si evidenzia che “Il Consiglio Regionale di Basilicata è pieno di manine. Mani invisibili che aumentano indennità, attribuiscono pensioni, recuperano fondi e di cui nessuno conosce l'identità. Mentre l'attenzione è concentrata

sulle indennità differite e sull'aumento dei soldi per i consiglieri regionali, nessuno si è accorto che nei tanti meandri del collegato alla Legge di Stabilità della Regione Basilicata, è previsto un aumento sostanzioso dello stipendio dell’amministratore

dell’ATER. Sostanzialmente chi guida l'azienda che si occupa di edilizia residenziale pubblica in Basilicata passa da uno stipendio di poco meno di 40.000 euro lordi a

quasi 100.000 euro lordi, si tratta di un aumento che porta lo stipendio dell'amministratore ATER a più del doppio dell'attuale. Lo stipendio dell'amministratore dell'ATER è disciplinato dalla Legge Regionale 29 del 1996 che, all'art. 12 dice testualmente: “all'amministratore dell'ATER compete un'indennità di carica mensile il cui ammontare è pari a 50% dell’indennità mensile lorda dei consiglieri regionali”.

Il giornale fa i conti e arriva alla cifra riportata nel titolo.

Ma ecco, nel tardo pomeriggio, la precisazione del presidente della Regione Vito Bardi che sembra rispondere alla sollecitazione del giornale: “Non è stato disposto alcun aumento dell’indennità per gli Amministratori dell’ATER. In relazione alle notizie di stampa diffuse in queste ore, è opportuno chiarire che la norma in questione richiede l’azione della Giunta regionale, anche attraverso i suoi uffici, nella determinazione dell’indennità sulla base dei criteri stabiliti dalla legge regionale n. 8 del 2014. Senza tale intervento, la disposizione non è concretamente applicabile.

Desidero ribadire che la Giunta non procederà all’adozione di alcun provvedimento attuativo in tal senso. Ritengo, inoltre, che la norma in questione non debba trovare applicazione e per questo motivo mi riservo di proporne l’abrogazione in uno dei prossimi provvedimenti legislativi, insieme ad altre misure che prevedano aumenti di spesa per gli amministratori. La responsabilità istituzionale impone equilibrio, rigore e attenzione nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Su questo principio la mia posizione è chiara e coerente”.


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