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| FOTO DA VOLANTINO DI ASSOCIAZIONE DIFENDIAMO IL TERRITORIO |
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
In queste settimane si è detto di tutto sul biogas a Policoro. Si è raccontato di un Comune tenuto all’oscuro, di un procedimento calato dall’alto, di un territorio tradito.
Le due sentenze del TAR Basilicata, una sul ricorso del Comune e una su quello dei cittadini, ci dicono però un’altra verità: il Comune era informato, aveva gli strumenti per intervenire nella conferenza di servizi e ha scelto di non usarli.
Oggi le sentenze del TAR Basilicata aggiungono un tassello decisivo a questa vicenda: al di là di ogni polemica, il giudice amministrativo ricostruisce in modo giuridicamente impietoso il comportamento del Comune di Policoro nel procedimento per l’autorizzazione dell’impianto di biometano.
Dalla lettura delle decisioni emergono chiaramente che:
il Comune era informato della pendenza del procedimento autorizzatorio sin dall’ottobre 2024 e non può sostenere di essere stato tenuto all’oscuro;
il Comune poteva partecipare alla conferenza di servizi, esprimendo la propria posizione sul progetto, in ossequio ai doveri di correttezza e leale collaborazione che la legge impone alle pubbliche amministrazioni, infatti a novembre 2024 la Regione ha chiesto formalmente il parere comunale, avvertendo in modo esplicito che il silenzio avrebbe significato assenso definitivo all’impianto;
il Comune non lo ha fatto, infatti, nonostante ciò, l’amministrazione è rimasta ferma: nessun parere, nessuna richiesta di proroga, nessuna partecipazione alla conferenza di servizi;
il Comune ha lasciato maturare consapevolmente il silenzio-assenso;
solo dopo, a procedimento concluso, il Comune ha tentato di rimediare, impugnando l’autorizzazione, ma è stato smentito dai propri stessi atti interni, nei quali si riconosce che l’ufficio urbanistica aveva già espresso parere positivo alla realizzazione dell’impianto proprio mediante silenzio-assenso.
Il TAR non lascia spazio a dubbi: non è stato un difetto di informazione, né una lesa “autonomia” del Comune, né un golpe amministrativo calato dall’alto. È stata una scelta di inerzia, una responsabilità politica e amministrativa precisa, che oggi viene messa in fila, punto per punto.
Mentre il sindaco dipingeva l’opposizione come “contro gli agricoltori” e cercava di spaccare la città in pezzi contrapposti, la realtà, nuda e cruda, è un’altra: chi governava era pienamente a conoscenza del procedimento, aveva tutti gli strumenti per far valere l’interesse della comunità policorese, ma ha preferito non esercitarli, lasciando che maturasse un assenso tacito all’impianto.
Noi non abbiamo mai fatto una battaglia contro gli agricoltori: siamo figli di agricoltori, figli di questa terra, e tali resteremo. La nostra battaglia è stata, e continua a essere, contro il metodo: contro l’approssimazione, contro la mancata trasparenza, contro l’uso strumentale di un tema delicatissimo per costruire tifoserie, odio e guerriglia politica in quella che viene definita la “terza Città della Basilicata”, il nostro impegno è valutare ogni progetto su basi tecniche, ambientali ed economiche, difendendo insieme lavoro, salute e paesaggio.
Lo dicemmo allora e lo ribadiamo oggi, con la forza di una sentenza alla mano:
il sindaco e la sua maggioranza avrebbero dovuto spiegare alla città, in modo chiaro e pubblico, che cosa fosse questo progetto;
avrebbero dovuto consentire a tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, di conoscere tempi, atti e scelte compiute dall’amministrazione nel procedimento regionale;
avrebbero dovuto evitare di ridurre tutto a un voto “pro o contro gli agricoltori”, sapendo benissimo che l’assenso dell’ente era già maturato per inerzia.
Invece, abbiamo ricevuto la proposta di delibera del 5 giugno solo 24 ore prima, senza il tempo di analizzare compiutamente i pareri modificati e senza una reale condivisione.
Oggi il TAR conferma che avevamo ragione a chiedere serietà, chiarezza e rispetto delle istituzioni.
È tempo che chi ha responsabilità di governo della città se ne assuma fino in fondo le conseguenze politiche, invece di continuare a cercare nemici immaginari nell’opposizione e in “un pezzo della città” che semplicemente ha rifiutato di essere cieco e sordo a convenienza.
Noi continueremo a vigilare, a informare i cittadini e a difendere, con gli strumenti della democrazia e del diritto, l’interesse generale di Policoro, lontani dalle tifoserie e vicino solo a una parte: quella della nostra comunità!
I CONSIGLIERI
GIANLUCA MODARELLI
GIUSEPPE MAIURI
LIVIA LAURIA

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