"Dall'assemblea generale l'appello ad andare a votare al referendum del 22 e del 23 marzo e votare no alla riforma della giustizia in difesa della Costituzione e della democrazia". Così il segretario generale Fernando Mega, oggi al Museo provinciale di Potenza, all'assemblea della Cgil lucana che ha visto la partecipazione del segretario nazionale Christian Ferrari e il contributo di Rosa Larocca, presidente Anm Basilicata e Massimo Oriolo, portavoce per il distretto di Corte d’Appello di Potenza del Comitato “Avvocati per il no”.
Mega ha ricordato i punti cardini della cosiddetta riforma Nordio che va a modificare sette articoli della Costituzione: l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per la magistratura giudicante (i giudici), uno per la magistratura requirente (i pubblici ministeri, ovvero i sostenitori dell’accusa), al posto del CSM unico per tutti i magistrati; l’estrazione a sorte, anziché l’elezion, dei loro componenti, con modalità diverse per magistrati e componente “politica” e la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari (togliendo il potere disciplinare ai CSM).
"Diciamo no - ha spiegato Mega - perché la riforma non introduce solo la “separazione delle carriere” tra giudici e pm, come si sente dire spesso, ma fa molto di più: minaccia l’autonomia e l’indipendenza della magistratura – spiega Mega -, cambia il modello costituzionale del Csm, non risolve i problemi della giustizia che gravano sui cittadini disperdendo risorse perché moltiplica i costi, separa le carriere di giudici e pubblici ministeri snaturando la pubblica accusa (senza aumentare in modo significativo le garanzie di imputati e indagati). Mantenere l’indipendenza della magistratura serve proprio a far si che il potere giudiziario possa limitare il potere esecutivo e controllare che rispetti le leggi, a tutela di tutti i cittadini. È uno dei cardini delle democrazie liberali, che non a caso oggi è sotto attacco in molti Paesi, in Europa e nel mondo. Altrimenti la legge non è uguale per tutti. Il rischio di interferenze, intimidazioni e condizionamenti è concreto - ha avvertito Mega - e si rafforza se pensiamo anche alla Riforma della Corte dei Conti, già approvata in via definitiva dal Senato, rispetto alla quale abbiamo ampiamente espresso le nostre preoccupazioni e la nostra totale contrarietà. Una riforma che aumenterà sprechi, rischi di corruzione e metterà a rischio piante organiche e capacità operative sui territori: non rafforza la funzione di controllo e garanzia sull’utilizzo delle risorse pubbliche, ma rischia di depotenziare l’efficacia e l’efficienza della magistratura contabile. Al contrario di quanto affermato dal Governo, questa riforma apre spazi di discrezionalità che, nella pratica, potranno aumentare sprechi nella spesa pubblica e rischi di corruzione, indebolendo un presidio fondamentale per la trasparenza e la legalità nel nostro Paese". Per il numero uno della Cgil lucana "siamo di fronte non solo a un attacco esplicito all’indipendenza della magistratura, ma a un chiaro disegno politico di questo Governo che vuole mettere in discussione l’esistenza stessa della Costituzione e della Democrazia così come la Costituzione l’ha disegnata. E la democrazia si difende praticandola. Ecco perché tutti e tutte siamo chiamati ad andare a votare il 22 e il 23 marzo e a fare in modo che quante più persone capiscano del rischio a cui andiamo incontro astenendoci dall’andare a votare. È solo con la partecipazione che possiamo essere parte attiva del cambiamento".





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