Dopo oltre venti anni dalla civile protesta contro il deposito di scorie nucleari che ne lanciò il progetto con il nobel Betty Williams, La “città della pace” di Scanzano è una ancora una cattedrale nel deserto.
La città della pace appartiene a tutti i Lucani che, sia di destra che di sinistra, vogliono lasciare un segno profondo in ricordo delle 15 giornate del 2003 contro il deposito di scorie ed evitarne il ritorno.
Attualmente, per la costruzione della struttura di proprietà del Comune sono stati spesi circa 2,7 milioni di euro. In risposta ad un’interrogazione regionale del Consigliere Marrese, il Presidente Bardi ci ha portato a conoscenza che la Regione Basilicata ha perso le risorse per il finanziamento di circa 2 milioni di euro necessari per il completamento, nonostante il Sindaco Cariello, “conscio dell’importanza strategica della città della pace per il territorio scanzanese”, nel mese di novembre, ci aveva rassicurato di aver intrapreso le interlocuzioni presso la Regione Basilicata per sostenere il suo completamento “in modo da garantire una pronta apertura”. Interlocuzione che sembrano non aver sortito effetti, cadute nel silenzio più totale anche da parte del primo cittadino di Scanzano ma non dai volontari dell’Associazione che vogliono andare fino in fondo per vederne la sua realizzazione.
Chiediamo quindi pubblicamente al Presidente Bardi e al Sindaco Cariello cosa intendono fare?
Anche se nella risposta del Presidente Bardi non viene riportato, vogliamo ricordare che nell’audizione tenuta in seconda commissione nel febbraio 2025, i rappresentanti della Giunta regionale hanno dichiarato che si potevano utilizzare fondi POC o FESR per il completamento dei lavori. Dalla ricognizione tenuta sui fondi FESR e POC a dicembre 2025 dalla Regione Basilicata emerge l’esistenza di risorse non impiegate che possono essere utilizzate per Scanzano come era indicato nell’audizione. Allora cosa aspettiamo!
E’ possibile che per garantire il funzionamento di un bene comune e simbolico per i Lucani ed evitare una cattedrale nel deserto, in cui si sono già spesi milioni di euro di risorse pubbliche, dobbiamo ricorrere nuovamente a manifestare sempre civilmente il nostro dissenso.
Cosi in una nota Donato Nardiello Presidente dell’Associazione Antinucleare ScanZiamo le Scorie, nata nei giorni della “protesta civile di Scanzano” del 2003.



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