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lunedì 19 gennaio 2026

SANITÀ NEL METAPONTINO. CIFARELLI (PD) ATTACCA: “LA DIALISI DOPPIONE DI POLICORO E TINCHI QUANDO MANCANO MOLTI ALTRI REPARTI E SERVIZI ESSENZIALI. SULLO SFONDO IL VIZIO POLITICO DELLA DESTRA: METODI DIVERSI PER CHI È AMICO E CHI NO. E IL PIANO SANITARIO REGIONALE E’ ATTESO DA 7 ANNI”

 

 

ROBERTO CIFARELLI, CONSIGLIERE REGIONALE DEL PD, DOPO L’INAUGURAZIONE DI OGGI DEI 4 POSTI DIALISI ALL’OSPEDALE DI POLICORO (MT)

 Nei giorni scorsi mi sono occupato dei servizi di dialisi nel territorio di Policoro, ponendo una questione molto semplice e concreta: che senso ha duplicare un servizio già esistente e funzionante, invece di utilizzare le risorse pubbliche per potenziare quei reparti e quelle prestazioni che oggi mancano davvero?

Mai come in questo caso non si tratta di una contrapposizione tra sanità pubblica e sanità privata.

Il rapporto tra pubblico e privato accreditato, quando è ben governato, è sempre stato letto – e dovrebbe continuare a essere – in chiave positiva, come uno strumento utile a integrare e rafforzare l’offerta sanitaria complessiva, soprattutto laddove il servizio pubblico da solo non riesce a garantire tutte le prestazioni necessarie.

Qui il tema è un altro: interrogarsi sulla logica delle scelte.

In un’area come quella di Policoro, la dialisi è già garantita e funziona; e funziona anche a Tinchi. La domanda che qualunque medico, operatore sanitario o cittadino del territorio si pone è semplice e legittima ed è la seguente: perché concentrare energie e risorse su una sovrapposizione di servizi? Non sarebbe stato molto più utile rafforzare altri reparti e prestazioni ospedaliere carenti, realmente necessari alla comunità?

Le vere priorità del Giovanni Paolo II, ignorate dal centrodestra, solo a titolo esemplificativo, sono il potenziamento dei reparti di ortopedia e medicina, ancora troppo sotto organico, oppure il pronto soccorso presso il quale i cittadini devono sopportare lunghissime ed estenuanti attese.

Il privato accreditato ha senso quando contribuisce a migliorare ciò che il pubblico non è in grado di assicurare pienamente, non quando si entra in una duplicazione che rischia di indebolire il sistema nel suo complesso. Il rischio vero, che chi fa propaganda finge di non vedere, è che si apra una concorrenza impropria tra pubblico e privato, con effetti che nel medio periodo potrebbero essere esattamente l’opposto di quelli annunciati. Alla lunga il centro privato potrebbe non reggere, chiudere o ridimensionarsi, e il servizio pubblico — così come è stato pensato — potrebbe rivelarsi deficitario. Ed ecco il paradosso: una scelta presentata come tutela dei pazienti rischia di produrre l’effetto opposto.

Ed è proprio questo il nodo che andrebbe affrontato con serietà, invece di trasformare una critica di merito in una polemica ideologica.

Rafforzare la sanità pubblica non significa sovrapporre, ma scegliere.

Sullo sfondo resta un vecchio vizio politico della destra, mai davvero superato: metodi e attenzioni diverse a seconda di chi è “amico” e di chi osa avanzare una critica. È una pratica che conosciamo bene e che nulla ha a che fare con la buona amministrazione o con l’interesse generale.

Di fronte a questa osservazione di merito, vengo invece attaccato dal segretario regionale di Fratelli d’Italia, che sceglie di ideologizzare a proprio piacimento il tema della sanità pubblica e privata. È un copione noto: quando non piacciono le critiche, la destra alza i toni, semplifica, personalizza e trasforma un ragionamento serio in una polemica artificiale.

Caro Quarto, forse sarebbe il caso di essere meno ideologici e più seri. Perché la sanità pubblica non si difende con gli slogan né con le polemiche di comodo, ma con scelte giuste e coerenti. E soprattutto perché in Basilicata ci sono oltre 60.000 cittadini che hanno smesso di curarsi, lunghissime liste d'attesa e una mobilità passiva fuori controllo: queste sono le vere emergenze su cui una politica responsabile dovrebbe avere il coraggio di misurarsi.

Da sette anni i lucani aspettano un piano sanitario che programmi gli investimenti nei nostri ospedali.

ROBERTO CIFARELLI 

COSIMO LATRONICO

PIERGIORGIO QUARTO

ROBERTO CIFARELLI

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