Visualizzazioni totali

mercoledì 28 gennaio 2026

TRADIZIONI LUCANE. L’UCCISIONE DEL MAIALE E LA PRODUZIONE DI SALAME, SOPPRESSATE E PROSCIUTTI: UNA FESTA IN FAMIGLIA. CHE, ANCORA, IN PARTE, RESISTE. VIDEO RELAX CON TARANTELLA!


VIDEO E TESTO CHE CI GIUNGONO DA CASTOLO FIORE, AUTOTRASPORTATORE DI SALANDRA (MT)

Eccovi la sua nota.

“Salandra è un paese che sorge su una collina materana circondata da circa 600 ettari di bosco. Un paese di circa 2700 abitanti dove tutti si conoscono in gran parte. Tornando indietro nel tempo, dove regnava la miseria, ogni famiglia aveva il suo giardino in campagna dove cresceva il maiale. Si comprava alla fiera del 2 giugno e si faceva in modo da crescerlo fino a fine gennaio, povero ma ricco porco, si ammazzava e si procedeva a preparare tutto l'occorrente per fare il salame. Non solo: anche soppressate, pancetta, sanguinaccio, prosciutti!

In ogni famiglia quando si ammazzava il maiale era una grande festa. In tutti i quartieri di Salandra si sentivano le grida dei maiali durante l'uccisione. Povero porco! L’uccisione si faceva in gruppo. Non esistevano controllo dei veterinari e c’erano persone specializzate per… l’assassinio e le successive fasi della preparazione e taglio della carne. Nulla si perdeva: neanche le setole! Col grasso si faceva la sugna!

Ed ora? Niente più crescita e uccisione e grida del povero porco ucciso!

Oggi si compra la carne e in molte case, tuttavia, ancora ci si riunisce per fare il taglio a mano della carne o per macinarla elettricamente.

La mia famiglia conserva ancora la tradizione del taglio a mano e della preparazione del salame con gli intestini di maiale e non quelli della farmacia. Come condimento usiamo ancora la polvere di peperoni piccante o dolce curata nel mese di luglio e macinata a ottobre e conservata. Poi è importante il posto per la stagionatura che deve essere un luogo asciutto. I primi giorni di accende il fuoco ma poi la ambiente fa il suo corso. E conserviamo il prodotto sotto olio produzione propria biologica e non sottovuoto.

Che dire? Si, è vero. I tempi cambiano da generazioni a generazioni ma grazie ai miei suoceri e ai miei zii Luigi e Rosaria ancora in famiglia viviamo quello spirito di gruppo e di stare insieme: la tradizione continua. E poi, che ti mangi!!!

Tuo affezionatissimo follower

Castolo Fiore!”

Grazie Castolo, mi hai fatto rivivere, con i miei 72 anni, i tempi di ragazzino quando tenevo la coda del povero maiale mentre veniva sgozzato da mio padre! Le sue urla erano terribili. Ma era una festa per tutti! E com’era buono il fegato con la zippa! E i frittili! E tutto di tutto! Il porco era la ricchezza della casa!

Grazie Castolo, grazie, grazie!

IL VIDEO DI CASTOLO FIORE

Nessun commento:

Posta un commento