POTENZA – Casta, ma quanto mi costi! Ed i lucani hanno difficoltà per curarsi, mangiare, vestirsi, mandare a scuola i figli, pagare i mutui, pagare le maxi rette per gli anziani nelle Rsa, con gli indici di povertà in aumento. Non sorprende, quindi, che la petizione “NO AL VITALIZIO DEI CONSIGLIERI REGIONALI LUCANI A DANNO DI DISABILI E PERSONE FRAGILI” abbia fatto BOOM! Sulla piattaforma Change.org è riportato: “Vittoria! Questa petizione ha creato un cambiamento con 30.437 sostenitori!” E la raccolta firme è stata chiusa. Altrimenti! Non sorprende neanche, a proposito, che sia saltata la seduta del Consiglio regionale che doveva discutere di due leggi a favore del ritorno della casta: l’introduzione dei sottosegretari e, appunto, la legge sui vitalizi con le modifiche (no retroattività, no prelievo dal fondo sociale, solo contributivo) decise dalla maggioranza di centrodestra. Modifiche che non vanno bene ai promotori del referendum. Basti pensare che i consiglieri regionali potranno accedere ad un vitalizio (dai 65 anni in poi) di 600 euro al mese versando contributi di meno di 500 euro al mese per soli 5 anni! Quale lavoratore ha condizioni simili? Ma come si schiererà l’opposizione di centrosinistra? Sinora, nessuno si è espresso sulla proposta Bardi fatta propria dalla maggioranza e da un, dicono, riluttante e recalcitrante Marcello Pittella (Azione). Attendiamo. Come attendiamo la possibilità di indire anche in Basilicata un referendum abrogativo!
Concludiamo riproponendo il testo della petizione da 30mila e passa firme!
FONTE CHANGE.ORG
NO AL VITALIZIO DEI CONSIGLIERI REGIONALI LUCANI A DANNO DI DISABILI E PERSONE FRAGILI
IL PROBLEMA
Il 30 dicembre 2025 (legge Regionale n 57) il Consiglio Regionale di Basilicata ha approvato con i voti di FDI, LEGA, FORZA ITALIA, AZIONE-Calenda e RENZI-Italia Viva, una modifica sulla disciplina dei “vitalizi/indennità differite” per i consiglieri regionali.
Noi cittadini firmatari DICIAMO NO al vitalizio differito finanziato OLTRETUTTO E VERGOGNOSAMENTE togliendo risorse al fondo sociale della Basilicata istituito nel 2017 che doveva servire ad aiutare DISABILI E PERSONE FRAGILI!
Chiediamo con forza che la Regione Basilicata blocchi il vitalizio differito dei consiglieri regionali finanziato attraverso risorse che nascono come fondo sociale, sottratte di fatto a chi ne ha più bisogno.
Quel fondo era stato costituito con il taglio del 10% delle indennità dei consiglieri, presentato ai cittadini come un gesto di responsabilità e solidarietà:
soldi destinati a disabili, persone fragili, famiglie in difficoltà, malati, anziani, soggetti socialmente vulnerabili.
Oggi scopriamo che quelle risorse non sono mai state realmente utilizzate per scopi sociali, ma sono state dirottate adesso per garantire un vitalizio differito agli stessi consiglieri regionali.
Questo non è solo un problema contabile.
È una questione morale e politica gravissima.
👉 Mentre i servizi sociali sono insufficienti
👉 mentre i disabili e i fragili attendono risposte concrete
👉 mentre le famiglie in difficoltà vengono lasciate sole
la politica regionale si auto-tutela, trasformando un fondo di solidarietà in un privilegio di casta.
Chi governa non può essere prepotente con i più deboli e generoso con se stesso.
Non può chiamare “solidarietà” ciò che, nei fatti, è autoprotezione politica.
Non può chiedere sacrifici ai cittadini e poi aggirare lo spirito di quelle rinunce.
Chiediamo quindi:
-L’immediata cessazione dell’utilizzo del fondo sociale per il vitalizio differito dei consiglieri regionali
-Il ripristino della destinazione originaria del fondo, esclusivamente per disabili, fragili e soggetti in difficoltà
-Massima trasparenza sull’ammontare delle somme accantonate e sul loro utilizzo passato
-Un atto politico di responsabilità, che rimetta al centro l’interesse pubblico e non quello della casta
La politica deve dare l’esempio, non prendere scorciatoie.
I diritti dei più fragili non sono un bancomat per garantire rendite ai potenti.


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