Visualizzazioni totali

domenica 18 gennaio 2026

VITALIZI. NON BASTA LO “STOP” DI BARDI. IL COMITATO REFERENDARIO: “AVANTI CON IL REFERENDUM. È UN VITALIZIO INACCETTABILE”. LE ALTRE POSIZIONI IN CAMPO. CHIORAZZO: “BECCATI CON LE MANI NELLA… MARMELLATA”. IL CENTROSINISTRA UNITO: “PRENDIAMO ATTO DELLA RETROMARCIA DELLA MAGGIORANZA”. BCC: “MEGLIO TARDI CHE MAI”. E PEPE: “AMMETTERE CHE QUALCOSA VA CAMBIATO E SAPER CHIEDERE SCUSA NON È UN ATTO DI DEBOLEZZA, MA DI FORZA”

 

ANGELO CHIORAZZO FACEBOOK

Bardi e la sua maggioranza, beccati con le mani nella marmellata dei vitalizi, sono costretti alla retromarcia.

La nostra ostinazione e la mobilitazione popolare li hanno portati a ritornare sui propri passi.

Meglio tardi che mai. E speriamo gli valga da lezione per evitare la tentazione di simili blitz in futuro”

CENTROSINISTRA: “BARDI E CDX FANNO RETROMARCIA SUI VITALIZI”

Prendiamo atto della retromarcia del presidente Bardi e la maggioranza di centrodestra sui vitalizi aspettando che si traduca presto in atti. Se si fossero ascoltate le minoranze di centrosinistra senza provare il blitz si sarebbero risparmiati tempo e figuracce per la Basilicata e, soprattutto, uno spettacolo non edificante che mina il rapporto tra cittadini e Istituzioni.

Già mercoledì prossimo in prima commissione si chiuda il procedimento che impegna 500.000,00 euro per GAZA, così come già indicato unanimemente dal Consiglio Regionale il 5 agosto e il 18 dicembre 2025, e si proceda con l’utilizzo del fondo alimentato dal taglio delle indennità a fini sociali.

Seguiremo con estrema attenzione l’evolversi del dietrofront del centrodestra nelle sedi opportune, dalle Commissioni al Consiglio.

LE CONSIGLIERE E I CONSIGLIERI DI MINORANZA:

ALESSIA ARANEO (M5S), ANTONIO BOCHICCHIO (AVS-PSI-LBP), ANGELO CHIORAZZO (BCC), ROBERTO CIFARELLI (PD), PIERO LACORAZZA (PD), PIERO MARRESE (BP), VIVIANA VERRI (M5S), GIOVANNI VIZZIELLO (BCC)

BASILICATA CASA COMUNE

𝑩𝒂𝒓𝒅𝒊 𝒇𝒂 𝒓𝒆𝒕𝒓𝒐𝒎𝒂𝒓𝒄𝒊𝒂 𝒔𝒖𝒊 𝒗𝒊𝒕𝒂𝒍𝒊𝒛𝒊, 𝒎𝒆𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒕𝒂𝒓𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒂𝒊

In queste settimane Basilicata Casa Comune ha espresso con chiarezza, dentro e fuori dall’Aula, la propria netta contrarietà al ripristino dei vitalizi, votando sempre contro e denunciando un metodo e un merito inaccettabili.

Abbiamo chiesto con forza che il Presidente Bardi chiarisse la sua posizione, anche alla luce di una assenza politicamente grave dalla seduta consiliare pre-natalizia in cui, con un emendamento, la maggioranza di centro destra ha approvato il ripristino dei vitalizi.

Oggi prendiamo atto della retromarcia annunciata dal Presidente e dal centrodestra. Meglio tardi che mai, ma ora servono atti immediati e conseguenti.

Se si fosse ascoltata da subito la posizione di Basilicata Casa Comune e delle minoranze di centrosinistra, evitando blitz e forzature, si sarebbero risparmiati tempo, figuracce alla Basilicata e uno spettacolo che ha minato la fiducia tra cittadini e istituzioni.

È il momento di chiudere questa pagina. Già da mercoledì prossimo, in Prima Commissione, si completi il procedimento che destina 500 mila euro a Gaza e si utilizzi il fondo derivante dal taglio delle indennità per finalità sociali.

Come Basilicata Casa Comune, unitamente alle altre forze di centro sinistra, vigileremo con attenzione nelle Commissioni e in Consiglio.

Coerenza e rispetto delle istituzioni sono il minimo indispensabile per restituire credibilità alla politica regionale.

COMITATO REFERENDARIO PER L’ABOLIZIONE DEI MINIVITALIZI: “MA QUALE CONTRIBUTIVO, È UN VITALIZIO INACCETTABILE. ANDIAMO AVANTI CON IL REFERENDUM, IN DIFESA DEI DIRITTI E CONTRO I PRIVILEGI

“Ma quale sistema contributivo, la maggioranza ha approvato un vero e proprio vitalizio. Nessuno riceve una pensione dopo cinque anni di contributi”. È netta la risposta del comitato referendario per l’abolizione dei minivitalizi, che smentiscono le affermazioni di Bardi. “L’indennità differita è un privilegio inaccettabile anche senza retroattività e senza attingere al fondo per fini benefici. È un vitalizio proprio perché è volontario, mentre i contributi previdenziali sono obbligatori. Un passo indietro che toglie 1600 euro al mese dalle tasche dei lucani per ogni consigliere regionale. Una riforma vergognosa che cancelleremo con il referendum”.

“Andiamo avanti – confermano i promotori – e insistiamo per l’abrogazione completa degli articoli 16 e 17 del collegato. Sono il frutto di una libera e scellerata scelta politica di Bardi e della sua maggioranza. Se cercheranno di modificarli con una pezza a colori, faremo abrogare anche la loro nuova foglia di fico. E il presidente Bardi, che si proclama garante della trasparenza, sa dirci dove prenderà i soldi per finanziare i vitalizi, ora che è costretto dalla vergogna a cambiare copertura finanziaria? Pagheranno i lucani, come sempre?”.

“Non è vero quello che dice Bardi sul modello adottato da 16 Regioni – aggiungono i promotori del referendum – perché quel modello, sbagliato e discutibile, non era obbligatorio e una politica responsabile non lo avrebbe seguito. Invece si è scelto liberamente di usarlo come pezza di appoggio per resuscitare i vitalizi”.

“E non è vero neanche che l’hanno seguito – rincarano – perché il modello non prevede la reversibilità, che la maggioranza ha disegnato a misura di tutti i familiari dei consiglieri, peraltro anche perpetuando una discriminazione maschilista tra padre e madre del premorto. E sul finanziamento, la Regione ha scelto in piena libertà di attingere al fondo sociale. Queste retromarce imbarazzate non ingannano nessuno”.

“La priorità dei lucani è la spesa dei fondi pubblici nell’interesse generale della collettività. Neanche un euro deve transitare nei vitalizi” insistono i promotori. “La gravità di questo atto ci fa temere la sussistenza di profili di responsabilità erariale. È una previsione che è destinata a distogliere denaro pubblico dalle politiche pubbliche essenziali e che si pone in diretto contrasto con gli obblighi di riduzione dei costi della politica. Nei prossimi giorni interesseremo la Procura regionale della Corte dei conti con un esposto”.

“Ci dispiace per il presidente Bardi ma le sue dichiarazioni non pongono fine proprio a nulla” continuano i promotori del referendum. “Anzi confermano la necessità del referendum. La verità è che non ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Lo dica: lui è favorevole alla reintroduzione dei vitalizi. Noi no. Siamo solo all’inizio di una estesa mobilitazione popolare a difesa della sanità, della scuola e degli interessi della nostra comunità”.

“Non siamo contro la politica, siamo contro i privilegi” concludono i promotori del referendum abrogativo. “La nostra intenzione resta dar voce all’indignazione dei cittadini, ai loro sentimenti di rivalsa davanti all’ingiustizia, davanti alla negazione di diritti fondamentali per difendere grandi e piccoli privilegi. Sarà un referendum dal significato profondo, rivolto a tutte le coscienze civili della comunità. Correttivi e sotterfugi non lo fermeranno”.

I Promotori

Michele Sannazzaro

Paolo Pesacane

Angelo Summa

Rosario Gigliotti

Ascanio Donadio

Eustachio Nicoletti

Giuseppe Ranoia

Giovanna Galeone

Gianni Rondinone

Nunzia Armento

Donato Lettieri

PASQUALE PEPE FACEBOOK

Ammettere che qualcosa va cambiato, adoperarsi per farlo e saper chiedere scusa non è un atto di debolezza, ma di forza.

Anche in politica. Soprattutto in politica.

Andiamo avanti per la Basilicata, convinto che la nostra Comunità abbia bisogno di progetti ambiziosi e non della spettacolarizzazione, dell’ambiguità e della strumentalizzazione delle opposizioni.

Sulle quali tanto ci sarà da dire. E che dire.

Siamo qui per sputare sangue, non per accomodarci: su le maniche e lavoriamo sodo.

Tante sono le sfide. Vinciamole!

 
ANGELO CHIORAZZO

OPPOSIZIONE CENTROSINSITRA

ANGELO SUMMA (COMITATO REFERENDARIO)

PASQUALE PEPE

Nessun commento:

Posta un commento