L'associazione materana
Famiglia Futura ha definito "di particolare rilievo giuridico e
civile" l'ordinanza del Tribunale di Matera del 17 dicembre scorso
sull'interruzione di terapie riabilitative logopediche su un minore, sottolineando
come il provvedimento ribadisca la tutela del diritto alla salute dei soggetti
più fragili.
Ieri mattina in una conferenza stampa tenutasi nella sede materana del Centro
Servizio Volontariato di Basilicata, l'associazione ha evidenziato come in
terra lucana si registri "una gestione inefficace delle risorse e una
mancata trasparenza sui fabbisogni", circostanze che avrebbero prodotto
"una discriminazione a carico di circa 130 minori in attesa di terapie
riabilitative ex art. 26, incluse nei Livelli essenziali di assistenza
(Lea)". La denuncia è stata riportata in una noita dell’agenzia Ansa che
condividiamo integralmente.
L'associazione ha rimarcato che "nel provvedimento il Tribunale afferma
come il diritto alla salute, garantito dall'articolo 32 della Costituzione, non
resti un principio astratto ma si traduca in un diritto concreto all'erogazione
delle cure riconosciute e avviate dal Servizio sanitario".
Dunque, una volta definito il progetto terapeutico, non vi sarebbe spazio per
interruzioni motivate da ragioni organizzative o finanziarie.
Secondo l'ordinanza, ha sottolineato Famiglia Futura, "sospendere terapie
in età evolutiva comporta un pregiudizio grave e irreparabile sullo sviluppo
psicofisico e relazionale del minore: un danno biologico ed esistenziale, non
riparabile per equivalente"; pertanto "le difficoltà economiche o
organizzative delle aziende sanitarie non possono essere invocate per escludere
responsabilità, gravando sull'ente la prova dell'impossibilità della
prestazione, prova che nel caso concreto non sarebbe stata fornita".
Famiglia Futura auspica quindi che il provvedimento rappresenti un monito per
le istituzioni sanitarie e politiche, richiamandole a garantire l'effettività
dei Lea, la continuità delle cure e maggiore trasparenza nella programmazione.
"Un sistema efficiente e
verificabile - ha concluso l'associazione - tutela i cittadini e contribuisce a
evitare sprechi e contenziosi che gravano sull'intera collettività".
Infine, l'associazione ha chiesto di conoscere i criteri adottati dall'Azienda
sanitaria di Matera per l'attribuzione dei fondi, rilevando che i 400 mila euro
aggiuntivi - ricevuti dalla Regione e destinati alle cure riabilitative per
malati gravi - sono stati assegnati solo ai presidi di Grassano e Policoro, e
non a quelli di Bernalda e Matera.
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| FOTO TGR BASILICATA |





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