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martedì 6 gennaio 2026

ACCADE IN BASILICATA: 130 BAMBINI DISCRIMINATI SENZA TERAPIE RIABILITATIVE. LA DENUNCIA DELL’ASSOCIAZIONE FAMIGLIA FUTURA. FOCUS SU UNA ORDINANZA IN MATERIA DEL TRIBUNALE DI MATERA. CHIESTA TRASPARENZA ALLA ASM SULL’ATTRIBUZIONE DEI FONDI. ATTESO INTERVENTO DELL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA', LATRONICO

 

L'associazione materana Famiglia Futura ha definito "di particolare rilievo giuridico e civile" l'ordinanza del Tribunale di Matera del 17 dicembre scorso sull'interruzione di terapie riabilitative logopediche su un minore, sottolineando come il provvedimento ribadisca la tutela del diritto alla salute dei soggetti più fragili.
Ieri mattina in una conferenza stampa tenutasi nella sede materana del Centro Servizio Volontariato di Basilicata, l'associazione ha evidenziato come in terra lucana si registri "una gestione inefficace delle risorse e una mancata trasparenza sui fabbisogni", circostanze che avrebbero prodotto "una discriminazione a carico di circa 130 minori in attesa di terapie riabilitative ex art. 26, incluse nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)". La denuncia è stata riportata in una noita dell’agenzia Ansa che condividiamo integralmente.
L'associazione ha rimarcato che "nel provvedimento il Tribunale afferma come il diritto alla salute, garantito dall'articolo 32 della Costituzione, non resti un principio astratto ma si traduca in un diritto concreto all'erogazione delle cure riconosciute e avviate dal Servizio sanitario".
Dunque, una volta definito il progetto terapeutico, non vi sarebbe spazio per interruzioni motivate da ragioni organizzative o finanziarie.
Secondo l'ordinanza, ha sottolineato Famiglia Futura, "sospendere terapie in età evolutiva comporta un pregiudizio grave e irreparabile sullo sviluppo psicofisico e relazionale del minore: un danno biologico ed esistenziale, non riparabile per equivalente"; pertanto "le difficoltà economiche o organizzative delle aziende sanitarie non possono essere invocate per escludere responsabilità, gravando sull'ente la prova dell'impossibilità della prestazione, prova che nel caso concreto non sarebbe stata fornita".
Famiglia Futura auspica quindi che il provvedimento rappresenti un monito per le istituzioni sanitarie e politiche, richiamandole a garantire l'effettività dei Lea, la continuità delle cure e maggiore trasparenza nella programmazione.

"Un sistema efficiente e verificabile - ha concluso l'associazione - tutela i cittadini e contribuisce a evitare sprechi e contenziosi che gravano sull'intera collettività".
Infine, l'associazione ha chiesto di conoscere i criteri adottati dall'Azienda sanitaria di Matera per l'attribuzione dei fondi, rilevando che i 400 mila euro aggiuntivi - ricevuti dalla Regione e destinati alle cure riabilitative per malati gravi - sono stati assegnati solo ai presidi di Grassano e Policoro, e non a quelli di Bernalda e Matera. 


FOTO TGR BASILICATA

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