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mercoledì 7 gennaio 2026

POLICORO (MT). L’ANNUNCIO DELLA CHIUSURA DEL CENTRO DIALISI SM2. ANDRISANI (ANED): “UNA STORIA BALORDA. LA QUESTIONE DEI TETTI DI SPESA È LA DIRETTA CONSEGUENZA DELLE SCELTE FOLLI ADOTTATE10 ANNI FA DALLA POLITICA. ALLORA DISSE NO A 5MILA FIRME PER LA DIALISI NELL’OSPEDALE GIOVANNI PAOLO II. OGGI ECCO L’AUTORIZZAZIONE PER 4 POSTI. MAGIA!”


INTERVENTO DELL’ANED (ASSOCIAZIONE NAZIONALE EMODIALIZZATI DIALISI E TRAPIANTO) BASILICATA

Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Regionale Pittella, recandosi per la seconda volta al centro dialisi Sm2 di Policoro, ha affermato, fra l’altro, che la dialisi privata costa meno di quella pubblica. Non comprendendo da quale fonte abbia desunto tale conclusione, gli ricordiamo che la prestazione ambulatoriale dialitica è remunerata dalla Regione Basilicata, sia ai Centri pubblici che ai Centri privati accreditati, con le tariffe indicate dal D.M. 25/11/2024. Dai dati nazionali e di diverse Regioni d’Italia si evince che nelle strutture pubbliche il 60 -70% dei trattamenti emodialitici (bicarbonato cod. 39.95.4)) è remunerato con € 172,75 per trattamento, mentre dall’analisi del PDTA malattia renale cronica, approvato dalla Regione Basilicata nel 2019, è chiaramente indicato che per il centro Sm2 tutte le dialisi (altra emodiafiltrazione cod.39.95.7) sono tariffate a € 240,00 per singolo trattamento, la modalità più costosa per il SSN e più remunerativa. In sintesi: è la dialisi pubblica che costa meno di quella privata e si fa anche carico di tutte le comorbidità che i pazienti ammalati di reni presentano di cui la funzione renale è solo una delle insufficienze d’organo. Forse è per questo che il budget assegnato dalla Regione Basilicata alla dialisi privata non è mai abbastanza?

La questione dei tetti di spesa che, a dire del titolare del centro dialisi accreditato sarebbero insufficienti a garantire il volume delle prestazioni dialitiche offerte e i livelli occupazionali, è la diretta conseguenza delle scelte incomprensibili e dell’immotivato sperpero di denaro pubblico adottate dall’allora presidente della Regione Basilicata Pittella.

Dieci anni fa, l’azienda sanitaria di Matera sottoscrisse un contratto di appalto, tramite progetto di finanza, per la costruzione e gestione per 9 anni di un centro dialisi pubblico-privato che fu costruito all’esterno dell’ospedale di Tinchi, all’interno del quale già esisteva un centro dialisi interamente pubblico, mentre sia la Regione Basilicata che la stessa Asm espressero parere favorevole alla richiesta di un’altra società privata, Sm2 di Potenza, per la realizzazione di una sede decentrata di dialisi nel Comune di Policoro. Due centri nel raggio di 18 km.

Nello stesso tempo sia la Giunta regionale e l’intera maggioranza che sosteneva il Governo della Regione sia il management ignorarono la richiesta di Aned, suffragata dalle firme di oltre 5.000 cittadini lucani, consegnate presso il palazzo regionale il 7 giugno 2016, di realizzare un solo centro dialisi pubblico all’intero dell’ospedale di Policoro in grado di soddisfare tutte le esigenze dei cittadini malati di rene. Una vicenda che suscitò infiniti interrogativi ed alimentò dubbi anche sulla legittimità delle operazioni che si autorizzarono.

Perché Aned propose l’ospedale di Policoro quale sede di un centro dialisi?

L’Insufficienza Renale Cronica, anche iniziale, è riconosciuta come un importante fattore di rischio cardiovascolare. Questa sindrome complessa richiede l’intervento di diverse collaborazioni specialistiche mediche e chirurgiche, e la presenza di strutture complesse, quali la rianimazione, l’Utic e di altre, che solo l’ospedale di Policoro, sede di Pronto Soccorso Attivo, può assicurare.

I dializzati del metapontino spesso devono essere ricoverati presso l’unità operativa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’ospedale di Matera anche per interventi ordinari, con costi umani e sociali per le famiglie e costi sanitari aggiuntivi per il SSN. Attività che avrebbero potuto essere gestite nell’ospedale di Policoro se vi fosse stata una struttura dialitica.

Se il progetto Aned fosse stato accolto, sarebbe stato possibile investire per avere davvero un centro dialisi pubblico di eccellenza, riunificando la malattia renale in un unico punto di gestione e monitoraggio, assicurando la tranquillità e sicurezza dei pazienti, la cura delle complicanze, le emergenze per i malati in insufficienza renale acuta e cronica, accogliere i dializzati di altre Regioni durante la stagione estiva, creare una rete clinica fra Matera e Policoro. I dializzati non avrebbero vissuto le ansie, le paure e le preoccupazioni che stanno subendo da un mese e avremmo evitato di assistere a sceneggiate e passerelle.

Purtroppo la politica scelse la via della mediocrità.

Occorre considerare altri elementi. L’Asm con delibera del 19/8/2025 n. 914 ha prolungato il contratto di appalto fino al 2029 alla Spindial, società che realizzò il centro dialisi di Tinchi, per bassa remuneratività a causa del ridotto numero di prestazioni dialitiche annue effettuate, inferiori al minimo garantito da contratto, conseguenti alla migrazione di una ventina di dializzati da Tinchi al centro dialisi di Policoro.

Non solo. Recentemente la stessa Asm con delibera del 29/12/2025 n. 1490 ha autorizzato la stessa Spindial ad aprire 4 posti dialisi, udite udite, nell’ospedale di Policoro. Dieci anni fa ci fu detto che questa idea non era sostenibile, non era fattibile. Ora all’improvviso, magicamente, tutto diventa possibile. UNA STORIA BALORDA!

Ecco perché in sanità i conti non torneranno mai.

Il centro Sm2 ha annunciato che sospenderà l’attività. Al centro dialisi di Tinchi ci sono posti disponibili. Asm e Regione si attivino per mettere in sicurezza i dializzati della struttura di Policoro e per assicurare il servizio di trasporto a coloro che ne hanno bisogno.

MATERA, 07/01/2026

IL SEGRETARIO REGIONALE

DONATO ANDRISANI



L'INAUGURAZIONE DELLA NUOVA DIALISI DI TINCHI, 21 OTTOBRE 2017


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