![]() |
| ILDESK.IT |
Politica. I cambi di casacca sono all’ordine del giorno. Ad ogni livello ed in ogni partito. Tanto che non si scandalizza quasi più nessuno. Tranne i turlupinati, o chi si sente tale, di turno. Ma…. chi è senza peccato scagli la prima pietra! Nessuno è immune. Io invito i miei follower a fare una sorta di gioco. Prendete un politico che volete, di ogni partito, e verificate la posizione attuale. Vedrete che si è come di fronte alla didascalia di una figurina Panini, quelle dei calciatori: cresciuto nella Dc, passato al PPI, poi al PD, infine, nell’Udc o chi volete voi. Oppure: cresciuto nel Psi, poi, nel Pci, infine nel PD, poi in Avs. Oppure, ancora: cresciuto nel MSI, poi in Destra nazionale, infine, in Forza Italia, poi in Fratelli d’Italia. Cambiate l’ordine dei partiti e verificherete che il risultato non cambia. Cambi di casacca ad ogni assessorato non attribuito, ad ogni sottosegretariato promesso e non mantenuto, ad una mancata candidatura. Tanto poi il partito riprende tutti. Già, i partiti. Senza più funzione, probiviri, linea politica. Porte girevoli in cui si entra e si esce a piacimento. Simulacri imbiancati quasi inesistenti, senza neppure le (vecchie) sezioni o circoli sostituiti dai comitati elettorali di questo o di quel candidato. Ma il dottor Filippo Mele, forse, è diventato qualunquista? No. Puro realismo. Tanto che al primo politico “di peso” che mi capiterà a tiro gli chiederò: ma come potrà fare il comune elettore cittadino a credere alle sue parole? Quali garanzie offre che quel che dice tenterà, perlomeno, di mantenere e che rimarrà sempre nello stesso partito e schieramento in cui è candidato? Se qualcuno dei miei lettori ha la formula giunta per riconoscere il politico che non parla con lingua… biforcuta allora la sveli. La rendo nota al pubblico degli elettori! Pubblico sempre più lontano da una politica che non ha più ideologie ma linee politiche che cambiano, spesso vergognosamente, si si è opposizione o maggioranza. E la gente non va più a votare. Ma alla casta non importa. L’importante che votino gli aficionados, i fans, i raccomandati, gli iscritti, quelli che ancora, nonostante tutto, si turano il naso e vanno alle urne a votare il meno peggio, e, oplà, il gioco della rielezione è fatto. E, badate bene, i partiti si spartiscono non il 45%, come la percentuale dei votanti, del contributo pubblico pagato da noi ma il 100%. Una vergogna! Vota il 60% degli aventi diritto? Spartitevi il 60% del contributo non il 100%!!!
Ma il dottor Mele è diventato qualunquista? No. Il dottor Mele difende le istituzioni (Stato, Regioni, province, Comuni). Le istituzioni sono importanti e vanno difese, sempre. A Prescindere di chi le guida. Già. Questo è il punto. Come fare a riconoscere che chi si candida a guidarle sia immune da trasformismi e scelte per difendere esclusivamente la propria (comoda e pagatissima) poltrona? Attese risposte.
![]() |
| ILSUPERREDATTORE.IT |
CAMBI DI CASACCA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DALLA PRIMA ALLA XVIII LEGISLATURA. AGGIORNAMENTO AL 30 NOVEMBRE 2020. DATI OPENDATA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI (BISTONCINIPARTNERS.IT)
![]() |
| ILDESK.IT 12 MAGGIO 2025 |





Nessun commento:
Posta un commento