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| LA VORAGINE PROFONDA CIRCA 10 METRI (FOTO VINCENZO NARDANDREA FACEBOOK) |
POMARICO (MT) – “Il nostro centro storico sta letteralmente crollando sotto i nostri piedi. Qui siamo al di sotto di via N. Fiorentino, esattamente la strada dell’arco dei Cavalieri di Malta: infiltrazioni d’acqua ovunque, muri impregnati di umidità, strutture compromesse e locali ormai inagibili. L’ultima perdita d’acqua si è infiltrata fino alle cantine vicino a casa mia. Ma non è un episodio isolato: le rotture e le perdite nella rete idrica e fognaria si ripetono da tempo, sempre negli stessi punti, senza che si arrivi mai a una soluzione definitiva”. E’ quanto ha sostenuto Vincenzo Nardandrea su Facebook nella giornata di ieri corredando il suo post di foto e video ed aggiungendo: “Non possiamo continuare a vivere nell’incertezza, sapendo che sotto le nostre case l’acqua scava e indebolisce tutto. Pomarico merita rispetto, cura e prevenzione, non interventi provvisori ogni volta che si rompe un tubo. La sicurezza delle persone e delle abitazioni va messa al primo posto”. Ovviamente, la situazione denunciata dai cittadini ha provocato l’intervento dei tecnici di AL che nella serata di ieri hanno chiuso l’acqua in via Fiorentino e nelle strade limitrofe. Oggi, così, abbiamo sentito Nardandrea che, così, ci ha aggiornati della situazione: “Da stamattina pare che non ci sia acqua in tutto il centro storico ma durante tutta la notte la perdita non si è mai fermata. L’acqua ha continuato a scorrere, a scavare sotto il manto stradale e a creare una voragine lunga oltre 10 metri”. Qual è, allora, il problema? “Il problema – è stata la risposta – è che alcune saracinesche delle condotte sono ormai obsolete: non si chiudono completamente e, anche chiudendo da Corso Garibaldi, l’acqua continua a passare. Questo significa che, mentre noi siamo senza acqua in casa, sotto le nostre strade essa continua a scorrere e a erodere il terreno, mettendo a rischio la stabilità del centro storico e delle abitazioni”.
Cosa chiedono i cittadini? Nardandrea: “Chiedono ancora una volta un intervento immediato e strutturale. Non basta “chiudere l’acqua” per qualche ora, servono sostituzione delle saracinesche, rifacimento delle condotte e verifiche serie sullo stato del sottosuolo, prima che sia troppo tardi per Pomarico”.
Arriverà questo nuovo grido d’allarme, a sette anni dalla grande frana che il 29 gennaio 2019 colpì il centro storico costringendo 60 persone a lasciare le proprie case, alla Regione e all’Acquedotto Lucano? Questo odierno, infatti, non è il primo. Da allora ci sono stati una serie di perdite idriche che, purtroppo, non hanno sortito gli effetti sperati dai pomaricani.
IL VIDEO DI VINCENZO NARDANDREA

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