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SM2, DIALISI A POLICORO: IL 19 GENNAIO INAUGURA UN “REPARTO” CHE SOLLEVA DUBBI SU COSTI, REGOLE E SICUREZZA DEI PAZIENTI
Il 19 gennaio 2026 è prevista l’inaugurazione del nuovo cosiddetto reparto di dialisi presso l’ospedale di Policoro. Un evento presentato come un risultato per la sanità pubblica, ma che in realtà solleva forti criticità, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo del rispetto delle norme. Il progetto prevede l’attivazione di sole 4 poltrone di dialisi, destinate a 16 pazienti, organizzati a giorni alterni in due turnazioni mattina/pomeriggio. Numeri limitati che, da soli, fanno sorgere una domanda semplice: vale davvero la pena sostenere costi così elevati per un servizio così ridotto? Per rendere operativo questo “reparto” non si parla solo dei costi di gestione della dialisi, ma anche dei costi necessari per aprire ex novo la struttura: lavori, adeguamenti, impianti, attrezzature, personale e organizzazione. Tutto questo graverà sulla sanità pubblica. Lo stesso servizio, con lo stesso numero di pazienti e di trattamenti, potrebbe essere garantito dal Centro Dialisi Sm2 già presente sul territorio, senza costi di costruzione e con un impatto economico nettamente inferiore per il sistema pubblico. In altre parole: al pubblico costa molto di più rispetto al privato, senza alcun vantaggio reale per i pazienti. Ma il punto più grave riguarda il mancato rispetto della normativa regionale. I posti dialisi previsti all’ospedale di Policoro non rispettano quanto stabilito dalla Legge Regionale n. 28/2000, che disciplina in modo chiaro l’organizzazione della dialisi ospedaliera. In particolare, l’impianto di osmosi, che per la dialisi ospedaliera deve essere fisso, verrebbe installato in modalità mobile, una soluzione consentita esclusivamente per la dialisi domiciliare e non per quella effettuata in ospedale. Le stanze a disposizione dei pazienti sono di soli pochi metri quadrati, tanto che i pazienti potrebbero addirittura trovarsi vicini fino a potersi tenere per mano. La normativa, invece, prevede che ad ogni paziente sia assegnata una superficie minima di spazio, per garantire sicurezza, privacy e comodità durante la terapia. A questo si aggiunge un ulteriore elemento critico: la dialisi non avrà un reparto autonomo. Per l’attività verranno utilizzate stanze di altri reparti, mentre la normativa prevede un reparto dedicato ed esclusivo, con spazi, impianti e servizi riservati unicamente alla dialisi, trattandosi di una terapia salvavita che richiede standard elevatissimi di sicurezza e organizzazione. Alla luce di questi elementi, definire questa struttura un reparto di dialisi appare forzato. Il 19 gennaio 2026 verrà inaugurata una realtà che costa molto di più al pubblico, richiede investimenti per essere aperta e non rispetta le regole previste per la dialisi ospedaliera. Una scelta che non tutela i pazienti, non tutela le risorse pubbliche.
SM2 SRL - L’AMMINISTRATORE V. V. BASENTINI
QUARTO (FRATELLI D’ITALIA): “PD SMENTITO DAI FATTI: QUANDO A RAFFORZARE LA SANITÀ PUBBLICA È FRATELLI D’ITALIA”
«C’è un cortocircuito politico che va denunciato senza giri di parole, perché qui non siamo nel terreno degli slogan ma in quello delle decisioni concrete che incidono sulla vita delle persone. In Basilicata accade esattamente l’opposto di ciò che la segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, va dichiarando a livello nazionale: mentre si accusa il centrodestra di voler indebolire la sanità pubblica per favorire quella privata, sul nostro territorio un assessore di Fratelli d’Italia rafforza il servizio pubblico e un consigliere regionale del Pd si schiera apertamente a difesa di una struttura privata».
Lo dichiara Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata.
«Fratelli d’Italia non è e non sarà mai contro il sistema dei privati accreditati, che rappresentano una risorsa importante per il territorio perché ampliano l’offerta sanitaria e svolgono un lavoro spesso fondamentale a supporto del servizio pubblico. Il loro ruolo va riconosciuto e valorizzato, senza ambiguità. Ma proprio per questo – prosegue Quarto – è del tutto strumentale trasformare una scelta di rafforzamento della sanità pubblica in una polemica ideologica. Non si è “contro i privati” quando si decide di attivare un servizio essenziale anche in ospedale, soprattutto quando si tratta di tutelare una categoria fragile come quella dei dializzati. La decisione dell’assessore Cosimo Latronico e dell’Azienda sanitaria di Matera di attivare quattro nuovi posti di dialisi all’interno dell’ospedale di Policoro va letta esclusivamente in questa direzione: rafforzare la sanità pubblica e garantire maggiori condizioni di sicurezza clinica ai pazienti. È lo stesso presidente dell’associazione dei dializzati ed emodializzati, Andrisani, ad aver ricordato pubblicamente come la dialisi in ambito ospedaliero offra maggiori tutele, perché il paziente nefropatico può andare incontro a complicanze improvvise che richiedono l’accesso immediato alla terapia intensiva o all’UTIC, strutture presenti solo in ospedale. Questo è un dato di realtà, non un’opinione politica. Colpisce, invece, la posizione del consigliere regionale del Pd Roberto Cifarelli, che sceglie di difendere una struttura privata contro una scelta che rafforza il servizio pubblico ospedaliero. Una posizione che smentisce nei fatti la linea nazionale del suo partito e rende evidente la distanza tra la propaganda e ciò che accade realmente nei territori. Se davvero la segretaria nazionale del Partito Democratico crede nella difesa della sanità pubblica – conclude Quarto – dovrebbe guardare alla Basilicata come a un caso esemplare e complimentarsi con l’assessore Cosimo Latronico, perché qui Fratelli d’Italia sta facendo esattamente ciò che il Pd dice di voler fare. Una contraddizione che, più che spiegata, andrebbe semplicemente ammessa».
PIERGIORGIO QUARTO - COORDINATORE REGIONALE DI FRATELLI D’ITALIA
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| BASENTINI, A DX, CON IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE PITTELLA IN VISITA AL CENTRO SM2 |
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| PIERGIORGIO QUARTO |
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| ROBERTO CIFARELLI |





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