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| NONNO CRISTELLA CON LA SINDACA MATARAZZO, I FIGLI E IL NIPOTE ERIC |
METAPONTO DI BERNALDA (MT) – Festa grande per i 100 anni di nonno Felice Cristella. A rappresentare la comunità la sindaca del centro jonico, Francesca Matarazzo, che ha donato una pergamena al nuovo centenario di Basilicata. Una festa, nei locali del resort Note di mare, per chi, da comandante del posto della Polizia ferroviaria della locale stazione, ha rappresentato lo Stato in tempi difficili. Ma qual è la storia di nonno Cristella?
Ecco come l’ha raccontata a noi ed a voi lettori il suo grande amico Nino Lopapa: “Felice Cristella nasce a Ginosa il 14 gennaio 1926, in un tempo in cui l’infanzia era fatta di strade sterrate, silenzi e scoperte semplici. Sono anni in cui l’infanzia non ha cornici né protezioni, ma spazio, tempo e curiosità. Da ragazzo ama stare all’aperto, conoscere la campagna, seguire l’istinto. Qualche volta prende il fucile del padre e si avventura nei boschi: un gesto semplice, quasi ingenuo, che racconta più un modo di crescere che un destino da compiere.
Con il passare degli anni, Felice sceglie la strada del servizio, entrando nella Polizia Ferroviaria fino a diventare comandante del posto di Metaponto. Un incarico svolto con rigore e umanità, qualità che gli hanno guadagnato la stima profonda di colleghi e cittadini. È ricordato come una persona buona, sincera e onesta, capace di far rispettare le regole senza mai perdere il rispetto per gli altri.
La sua vita è stata condivisa a lungo con Felicetta, moglie e compagna di ogni giorno. Un legame profondo, fatto di presenza e continuità. Quando Felicetta viene a mancare, Felice affronta il dolore con discrezione, senza clamori. Rimane solo, ma non si lascia andare. Anche oggi, nonostante l’età e le inevitabili difficoltà, organizza le sue giornate con ordine e dignità, mantenendo abitudini e ritmi che gli danno equilibrio.
Tra queste c’è il ritrovo mattutino al bar del paese. Un appuntamento sociale, un luogo di incontro. Felice arriva, saluta, ascolta e racconta. Condivide ricordi, scambia opinioni, regala consigli nati dall’esperienza. E poi le battute, mai forzate, spesso argute, che alleggeriscono il tempo e tengono viva la conversazione. In quei momenti si riconosce il valore delle relazioni semplici, quelle che costruiscono comunità.
I figli, Franco e Leo, vivono e lavorano al Nord. La distanza è una condizione, non una frattura. Felice li sente presenti, come sente forte l’orgoglio per il nipote Eric, che ha scelto di seguire il suo stesso percorso professionale. Una continuità che non nasce dall’obbligo, ma dall’esempio.
Oggi Felice Cristella compie cento anni. Un traguardo raro, che non ha bisogno di celebrazioni eccessive. Cent’anni vissuti con coerenza, attraversando epoche diverse senza mai perdere sè stesso. Una vita che ha lasciato tracce leggere ma profonde: nei ricordi, nei racconti, nella stima di chi lo incontra ancora oggi.
Storie così non fanno rumore. Restano. E continuano a parlare. Una storia semplice, vera. Come le vite che meritano di essere raccontate”.
E noi, caro Nino, ti ringraziamo per il tuo racconto facendo, ovviamente, i nostri classici auguri al nuovo centenario di Basilicata: Ad maiora semper, nonno Felice!



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