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sabato 26 novembre 2022

REGIONE BASILICATA. INCHIESTA MALASANITA’. PARLA L’AVVOCATO GIUSEPPE LABRIOLA, DIFENSORE DEL CONSIGLIERE REGIONALE ROCCO LEONE: “SONO FIDUCIOSO NELL’ACCOGLIMENTO DA PARTE DEL GIP DELLA NOSTRA ISTANZA DI REVOCA DEL DIVIETO DI RECARSI A POTENZA DEL MIO ASSISTITO”

ISTANZA AL GIP ANCHE DELL’AVVOCATO SERGIO LAPENNA, DIFENSORE DEL CONSIGLIERE FRANCESCO PIRO. ATTESA PER LE DECISIONI AD HORAS DEL GIP ANTONELLO AMODEO ANCHE DA PARTE DEL MONDO POLITICO. DI SEGUITO LA NOTIZIA INTEGRALE

POTENZA. L'AVV. GIUSEPPE LABRIOLA, IN PRIMO PIANO, E IL CONSIGLIERE REGIONALE ROCCO LEONE, DAVANTI AL TRIBUNALE (FOTO TGR BASILICATA)

I CONSIGLIERI REGIONALI ROCCO LEONE (FDI) E FRANCESCO PIRO (FI) PRONTI AL RIENTRO IN CONSIGLIO REGIONALE

“Ho presentato istanza per la rimozione nei confronti del mio assistito, il consigliere regionale Rocco Leone, dell’obbligo di divieto di recarsi a Potenza. Sono fiducioso nell’accoglimento da parte del giudice delle indagini preliminari, Antonello Amodeo”. Lo ha detto l’avvocato Giuseppe Labriola, difensore del consigliere regionale di Policoro, Rocco Leone coinvolto nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sulla cosiddetta malasanità regionale, aggiungendo: “Nelle motivazioni del Riesame si legge anche della modifica del capo di imputazione, che diventa corruzione elettorale. Un’accusa che per molti aspetti non riguarderebbe neanche il dottor Leone e che non richiede affatto misure cautelari. Più chiaro di così. Il gip Amodeo, del resto, aveva già scritto nella sua prima ordinanza in merito al mio assistito che appena avute le motivazioni del Riesame avrebbe assunto le sue decisioni definitive. Siamo, ripeto, oltremodo fiduciosi”. L’istanza del legale è stata presentata dopo il deposito da parte del Tribunale del riesame delle motivazioni con cui sono state annullate le misure cautelari nei confronti dell’ex assessore regionale all’agricoltura, Francesco Cupparo; dell’ex sindaca di Lagonegro, Maria Di Lascio; e del direttore generale dell’ospedale San Carlo, Giuseppe Spera. Analoga istanza al gip è stata presentata anche da Sergio Lapenna, difensore del consigliere regionale Francesco Piro che è gravato, attualmente, dall’obbligo di dimora a Lagonegro. E c’è molta attesa anche negli ambienti politici regionali per la decisione del gip del tribunale di Potenza. Decisione che potrebbe arrivare prima del Consiglio già convocato per martedì prossimo. La presenza in aula dei due consiglieri, se saranno accolti le istanze dei loro difensori, farebbe tirare un bel respiro di sollievo al presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, alle prese con i numeri risicati della sua maggioranza di centrodestra di fronte all’incalzare della mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra all’opposizione. Ma ecco ancora l’avvocato Labriola sulla evoluzione che sta assumendo l’inchiesta esplosa con grande clamore mediatico il 7 ottobre scorso: “Io da difensore debbo dire, leggendo i capi di imputazione, conoscendo la realtà dei fatti e interpretando le intercettazioni telefoniche in maniera corretta, che mi sembrava molto esasperata la posizione del pubblico ministero Vincenzo Montemurro sulla vicenda. La Procura distrettuale antimafia, se il gip accoglierà la nostra istanza, ha la possibilità di fare opposizione in Cassazione. Se la faranno vedremo cosa deciderà la suprema corte”.

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