Olimpia Fuina si rivolge al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per fare luce sulla morte di suo figlio, Luca Orioli, e della fidanzata Marirosa Andreotta, trovati senza vita il 23 marzo 1988 nella villetta della ragazza a Policoro (Matera).
L'avvocato Antonio
Fiumefreddo, legale della famiglia Orioli, ha annunciato che la madre di Luca
ha formalmente chiesto "un intervento istituzionale di vigilanza e accertamento
sullo stato e sulle modalità di trattazione delle reiterate istanze di
riapertura delle indagini" relative alla morte dei due giovani.
L'iniziativa nasce dopo il nuovo rigetto, da parte della
Procura della Repubblica di Matera, dell'istanza di riapertura delle indagini
depositata lo scorso 26 novembre e mentre si è in attesa della decisione della
Procura generale di Potenza, dove a settembre scorso è stata presentata
l'istanza di avocazione delle indagini.
"Il coraggio di Olimpia Orioli - ha commentato
Fiumefreddo - sta in una scelta tanto semplice quanto rara: non arrendersi.
E fa bene a non arrendersi. Perché la resa, in casi come questo, non è un fatto privato ma una sconfitta pubblica. Quando una madre è costretta a bussare per anni alle porte delle istituzioni per ottenere un controllo effettivo, il tema non è soltanto il suo dolore: è la credibilità della giustizia e il dovere di ogni ufficio di valutare con serietà ciò che viene sottoposto".



Nessun commento:
Posta un commento