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I dati Agenas sulla mobilità passiva smascherano la propaganda. A rendere il quadro ancora più grave è un dato che il governo regionale continua colpevolmente a rimuovere: circa 60.000 lucani hanno rinunciato a curarsi
Il Consigliere del Pd: I dati Agenas sulla mobilità passiva smascherano la propaganda. A rendere il quadro ancora più grave è un dato che il governo regionale continua colpevolmente a rimuovere: circa 60.000 lucani hanno rinunciato a curarsi
“I dati sulla mobilità sanitaria passiva diffusi da Agenas non lasciano spazio ad ambiguità né a operazioni di maquillage comunicativo: la sanità lucana è in una fase di criticità strutturale e il rischio di un commissariamento non è più un’ipotesi astratta, ma una prospettiva concreta che nessuno, responsabilmente, può e deve sottovalutare”. Lo dichiara Roberto Cifarelli, consigliere regionale del Pd.
“Nel 2024 – prosegue - la Basilicata supera i 70 milioni di euro di saldo passivo per la spesa dei lucani che si curano fuori regione. Un dato in crescita costante rispetto agli anni precedenti e di 18 milioni di euro superiore al 2023. Numeri in netto peggioramento che, secondo le regole nazionali del Fondo sanitario e del Ministero della Salute, rappresentano indicatori di allarme serio per la tenuta del sistema. A rendere il quadro ancora più grave è un dato che il governo regionale continua colpevolmente a rimuovere: circa 60.000 lucani hanno rinunciato a curarsi. Non si tratta solo di mobilità passiva, ma di rinuncia alle cure, di disuguaglianze crescenti, di un diritto costituzionale che viene progressivamente svuotato. È questo il punto più drammatico della crisi sanitaria lucana: altro che narrazioni rassicuranti!”
“Di fronte a questi dati – sottolinea Cifarelli - appare del tutto fuori luogo il tentativo della Giunta regionale di ribaltare la realtà con una comunicazione autocelebrativa. La verità è che la Basilicata sta perdendo attrattività sanitaria; non riesce a garantire tempi certi, appropriatezza delle cure e continuità assistenziale, e continua a scaricare i propri cittadini su altri sistemi regionali. Va detto con chiarezza: il commissariamento della sanità lucana non è auspicato da nessuno, né dalle opposizioni né tantomeno dal gruppo del Partito Democratico, ma è altrettanto vero che i numeri aprono oggettivamente questa prospettiva, e ignorarla sarebbe un atto di irresponsabilità politica. Anche perché la Basilicata ha già conosciuto una forma di commissariamento di fatto, quando il Presidente Bardi è stato nominato commissario ad acta della sanità per tappare il buco creatosi nel bilancio dello scorso anno. Una gestione accentrata che avrebbe dovuto rappresentare una soluzione straordinaria e temporanea e che invece non ha prodotto i risultati annunciati, lasciando irrisolti i nodi strutturali del sistema e aggravando, nel tempo, le criticità”.
“La scelta del Presidente Bardi e della destra regionale di mantenere barriere ideologiche e steccati politici – evidenzia - continua a pesare come un macigno sul sistema sanitario lucano. Una scelta accompagnata dalla costruzione di una narrazione autoreferenziale, fatta di comunicati, annunci e di una claque rassicurante, spesso impegnata a commentare aspetti che hanno poco o nulla a che fare con la salute reale dei cittadini. Una propaganda utile a evitare il confronto con i problemi concreti e a rappresentare un mondo che non esiste, mentre la Basilicata attende da anni un Piano sanitario regionale di cui si parla ciclicamente e la cui annunciata operatività ‘entro dicembre 2025’ rappresenta l’ennesima promessa mancata di sette anni di governo Bardi. In questo quadro si colloca anche il rifiuto del confronto con le minoranze e la mancata valorizzazione delle proposte avanzate in Consiglio regionale – dall’uso più efficace della specialistica ambulatoriale convenzionata per l’integrazione pubblico-privato, fino al necessario rafforzamento della sanità territoriale – che stanno conducendo la Basilicata in un vicolo cieco”.
“Abbiamo mantenuto in questi anni una postura istituzionale, responsabile e propositiva. Non abbiamo mai tifato per il fallimento del sistema, ma indicato soluzioni concrete per evitare che la sanità lucana precipitasse in una crisi irreversibile. Oggi, però – conclude Cifarelli - non è più tempo di minimizzare: la realtà bussa alla porta della Regione e impone un cambio di rotta immediato. Anche il bilancio 2025 della sanità lucana si chiuderà con un notevole disavanzo e continuare a negare l’evidenza non eviterà il commissariamento; al contrario, aumenta il rischio che la Basilicata lo subisca senza alcuna capacità di governo del processo. Serve una svolta politica, non un’altra operazione propagandistica”.
ROBERTO CIFARELLI
LATRONICO, LA REGIONE BASILICATA STA AFFRONTANDO IL TEMA CON DETERMINAZIONE
“I dati sulla mobilità sanitaria che emergono dalle più recenti analisi nazionali e dal dibattito pubblico non possono e non devono essere elusi. La Basilicata, come molte altre regioni del Mezzogiorno, registra un saldo negativo legato alla mobilità passiva: cittadini che scelgono o sono indotti a curarsi fuori regione, con un impatto economico e sociale rilevante. Si tratta di un dato reale e strutturale, che va riconosciuto con responsabilità istituzionale e collocato nel corretto contesto. La mobilità sanitaria non è un’anomalia lucana né un fenomeno recente ma una dinamica nazionale consolidata, che interessa in particolare il Sud Italia e riflette differenze storiche nell’offerta, nell’organizzazione, nelle dotazioni tecnologiche e nei tempi di risposta dei sistemi sanitari regionali.
In questo quadro, la Regione Basilicata sta affrontando il tema con determinazione, assumendo la mobilità passiva come un indicatore di criticità ma anche come uno strumento di governo utile a orientare le scelte programmatiche. Proprio per questo, da tempo sono state avviate azioni mirate a contenerne gli effetti e a rafforzare progressivamente il sistema sanitario regionale. I dati più recenti mostrano i primi segnali di miglioramento. Nel 2024 il saldo complessivo della mobilità registra un recupero di oltre 1 milione di euro rispetto al 2023: incremento della mobilità attiva di 2,37 milioni di euro a fronte di un aumento della mobilità passiva pari a circa 1,3 milioni di euro. Un dato che indica una capacità crescente del sistema sanitario lucano di attrarre prestazioni e trattenere valore. Di fatti, l’incremento della mobilità passiva registrato nel biennio 2022–2023 va letto anche come effetto fisiologico della fase post-Covid, che ha determinato un aumento complessivo di oltre 22 milioni di euro. Dal 2024 si osserva invece un’inversione di tendenza: le misure di contenimento avviate, insieme al rafforzamento della mobilità attiva, stanno producendo risultati concreti e rappresentano un importante segnale di tenuta del sistema sanitario lucano.
Un elemento importante ai fini del contenimento della mobilità passiva è inoltre, rappresentato dalla recente sottoscrizione dell’accordo di cooperazione sanitaria con la Regione Puglia, valido per il periodo 2025–2028, che disciplina in modo strutturato la mobilità interregionale per l’assistenza ospedaliera e specialistica, definendo regole chiare in termini di appropriatezza, volumi e sostenibilità economica. L’obiettivo è governare i flussi, evitando fenomeni non controllati e garantendo trasparenza nei rapporti tra sistemi sanitari. Parallelamente, la Regione è intervenuta sul fronte della produzione, destinando risorse aggiuntive per incrementare i volumi di prestazioni, anche attraverso il coinvolgimento del privato accreditato e contrattualizzato e per sostenere l’attività delle aziende sanitarie pubbliche. Sono inoltre in corso investimenti per il rafforzamento strutturale della capacità diagnostica e assistenziale, con l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche e delle infrastrutture e una nuova programmazione dei fabbisogni di personale, attraverso piani assunzionali pluriennali orientati a rafforzare stabilmente gli organici. Queste azioni confluiscono nella nuova programmazione sanitaria regionale, che guarda al 2026 come a una fase di consolidamento, basata su dati, priorità e sostenibilità. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’assistenza per i cittadini lucani e ridurre, nel tempo, le cause della mobilità fuori regione”.
COSIMO LATRONICO
PER APPROFONDIRE
FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM - 11 GENNAIO 2026
SANITA’. LA GRANDE FUGA DEI LUCANI DALLA BASILICATA PER CURARSI FUORI REGIONE. I DATI AGENAS: DEFICIT DI 30 MILIONI NEL 2018, 52 NEL 2023, 70 NEL 2024! LA REALTÀ SCONFESSA LA PROPAGANDA. E SI EMIGRA ANCHE PER PRESTAZIONI MENO COMPLESSE. COSA FARE? LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/01/fonte-quotidianosanita.html.
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| TABELLA DATI 2024. CONFERENZA STATO - REGIONI |
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| ROBERTO CIFARELLI |
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| COSIMO LATRONICO |


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